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Il Consorzio: "Canale Villoresi navigli e chiusi: non possiamo garantire la sicurezza"

Il Consorzio: “Canale Villoresi navigli e chiusi: non possiamo garantire la sicurezza”

29 Aprile 2020

Alla vigilia dell’avvio della cosiddetta fase 2 nella lotta al Covid-19, a fronte di alcune prime riaperture disposte del Governo e dettate dalla volontà di contenere gli effetti di una crisi economica che si sta profilando in tutta la sua gravità, il Consorzio, preso atto della situazione epidemiologica non ancora stabilizzata, conferma la misura adottata lo scorso 20 marzo con ordinanza del Presidente (la n. 58).

Al centro del citato provvedimento l’interdizione al traffico ciclopedonale di alzaie e banchine (le strette strade che costeggiano i canali consortili) gestite direttamente in quanto non conferite in concessione a terzi.

Da parte dell’Ente si è infatti valutato come al momento, pur rappresentando le alzaie, in qualche occasione, percorsi alternativi per gli spostamenti casa-lavoro, non sussistano ancora tutti i presupposti di sicurezza funzionali alla revoca della misura assunta poco dopo la metà dello scorso mese, considerati altresì la natura e le caratteristiche di questi passaggi che, necessari in primis all’accesso del personale e dei mezzi del Consorzio per la gestione dei canali, non consentono sempre il rispetto del divieto di assembramento e, spesso, neppure il mantenimento della distanza di sicurezza tra individui.

A ciò, nella formulazione della decisione, si è aggiunta altresì l’impossibilità, da parte del personale consortile, di assicurare una puntuale vigilanza su chilometri e chilometri di rete idrica.

Il Presidente del Consorzio Alessandro Folli ha sottoscritto una comunicazione ufficiale inviata a tutti i Sindaci dei Comuni attraversati dal Canale Villoresi, dalla Via d’Acqua Nord e da tutti i Navigli (Grande, Bereguardo, di Pavia, Martesana, di Paderno) per portarli a conoscenza dell’orientamento prudenziale adottato da ETVilloresi.

Ormai siamo nel pieno della primavera e le persone, dopo quasi due mesi di permanenza obbligata a casa, sono naturalmente invogliate ad uscire per quel poco che è stato concesso dall’ultimo provvedimento del Governo, anche se, come ribadisce la comunità scientifica, l’emergenza sanitaria non è ancora purtroppo sopita.

Temiamo che le nostre alzaie possano diventare luoghi privilegiati per affluenze fuori controllo o addirittura per pericolosi assembramenti, evenienza che vogliamo a tutti costi evitare nell’interesse pubblico” osserva il Presidente Folli.

Siamo i primi ad auspicare un ritorno alla frequentazione delle alzaie, a fronte anche di tutti gli interventi migliorativi attuati negli ultimi anni in molti tratti del reticolo di nostra competenza, ma questo dovrà avvenire esclusivamente in sicurezza. Una leggerezza da parte nostra in tal senso, oltre a mettere in pericolo la salute di tutti, non farebbe altro che vanificare i sacrifici fatti sinora, in modo esemplare, da tutti i cittadini” conclude Folli.

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Fonte Esterna
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