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Emergenza Coronavirus, mancano le mascherine? Ecco come disinfettarle

Emergenza Coronavirus, mancano le mascherine? Ecco come disinfettarle

3 Aprile 2020

Una della carenze che continua a perpetrarsi dall’inizio della pandemia di Coronavirus è quella delle mascherine. Purtroppo ancora oggi le forniture non sono sufficienti, in alcuni casi, nemmeno per il personale ospedaliero costantemente a contatto con pazienti contagiati. E’ tuttavia importante potersi proteggere, soprattutto quando si è costretti, ad esempio, ad andare al supermercato. Poter sanificare le mascherine monouso non è, per definizione, una pratica consigliabile, tuttavia considerato che stiamo attraversando la peggior emergenza sanitaria dal secondo dopo guerra, è possibile prendere in considerazione questa opportunità.Vediamo nel dettaglio come si può procedere: ecco di seguito un breve vademecum.

Perché sanificare una mascherina monouso

Innanzitutto, è doveroso sottolineare che il trattamento di sanificazione delle mascherine monouso deve essere limitato ai soli casi, nei quali è stato valutato basso un rischio. E’ pertanto sconsigliato per tutto il personale che si trova a operare con persone infette o in ambienti ad alto rischio di contagio, in quanto non vi sono al momento, dati sufficienti per poterne convalidare l’efficacia.

Non sono altresì ancora disponibili dati sul numero massimo di volte che può essere ripetuto il trattamento. Per tale ragione, a titolo cautelativo, il trattamento può essere effettuato non più di tre volte (salvo prematuro ed evidente deterioramento della mascherina).

Come sanificare le mascherine monouso

Veniamo quindi al dunque. Per sanificare le mascherine è necessaria una soluzione idroalcolica al 70% in erogatore spray ecologico o in altro dispenser idoneo a permettere una spruzzatura della soluzione.

E’ importante ricordare che sia la superficie esterna delle mascherine indossata, sia le mani (o i guanti) possono essere contaminati dal virus, pertanto si deve fare particolare attenzione alla manipolazione della mascherina stessa, onde evitare il rischio di reinfettare o infettarsi.

Seguite scrupolosamente l’ordine delle operazioni di seguito elencate:

– Effettuare un accurato lavaggio delle mani.

– Togliere la mascherina indossata sul viso utilizzando gli elastici e cercando di evitare di toccarla nella sua parte interna.

– Lavarsi nuovamente le mani.

– Indossare un nuovo paio di guanti monouso o in alternativa sanificare le mani con una soluzione idroalcolica al 75-85% o altro disinfettante idoneo.

– Adagiare la mascherina con la parte esterna verso l’alto, su una superficie precedentemente disinfettata con acqua e sapone o soluzione idroalcolica al 75 85% o altro disinfettante idoneo.

– Spruzzare uniformemente la soluzione idroalcoolica al 70% su tutta la superficie compreso gli elastici ma senza eccedere nella bagnatura; E’ sufficiente che sia spruzzato uno strato uniforme sull’intera superficie.

– Girare la mascherina e ripetere l’operazione.

– Lasciare agire la soluzione fino a completa evaporazione in un luogo protetto (almeno 30 minuti, il tempo di asciugatura può variare in funzione delle condizioni ambientali).

– In caso di persistenza di odore di alcool si consiglia di lasciare ulteriormente asciugare su di una superficie pulita e sanificata, quindi riporre la mascherina in una busta di plastica fino al nuovo uso.

Ecco invece qui il link al video di un podologo romano, che spiega quali mascherine utilizzare a seconda delle situazioni.

Foto di repertorio MBNews

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Beatrice Elerdini
Giornalista per passione e professione, mi occupo ogni giorno di cronaca nera, politica, attualità, economia e musica. Amo viaggiare, per scoprire luoghi il più possibile sperduti e puri, sono attratta dalle macerie, perché è da lì che nascono le cose migliori. Adoro scorgere la verità in fondo agli occhi delle persone, trovare le loro cicatrici, gli amori, le delusioni e i riscatti. Tutto ciò che appare, ma anche ciò che non si vede è materia preziosa da raccontare. 'Scrivo da sempre e per sempre'. Sono profondamente empatica come ogni scrittore e giornalista deve essere e la mia vita non è che un vano riflesso di quella di tutti gli altri, che nelle parole, nude e crude, scorre impetuosa su un foglio vergine. Volete conoscermi meglio? Cercatemi sul web con nome e cognome!


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