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Coronavirus, Confimi MB: “Dare liquidità alle imprese e nuove norme sui bilanci”

Coronavirus, Confimi MB: “Dare liquidità alle imprese e nuove norme sui bilanci”

22 Aprile 2020

Se hai una classe di 20 alunni e 15 hanno risultati molto negativi, un insegnante li boccia tutti o cerca di metterli nelle condizioni di recuperare?”. La domanda che si pone Nicola Caloni (nella foto in basso), presidente di Confimi Monza e Brianza, fotografa, con una metafora presa dal mondo scolastico, la difficile situazione che il sistema economico italiano sta vivendo a causa dell’emergenza Coronavirus.

E guarda, con un punto di vista non scontato, alle tante difficoltà, che mostreranno tutta la loro ampiezza e profondità nei prossimi mesi, quelli in cui anche in Italia si proverà a ripartire davvero.

I BILANCI

Perché, tra i tanti problemi che queste settimane così particolari ci stanno costringendo a vivere, sul fronte economico, fino ad ora, non si è mai parlato di quanto la normativa in vigore sui bilanci delle aziende possa incidere negativamente.

“La legge dice che se un’impresa ha un patrimonio negativo, deve essere in grado di ripianare con nuovo capitale oppure è costretta a consegnare i libri in tribunale per dichiarare fallimento – spiega Caloni – ora, a causa del Coronavirus, in un sistema economico italiano composto soprattutto da aziende piccole e poco patrimonializzate, quasi tutte quest’anno chiuderanno i propri bilanci in deficit o forte perdita”.

Ecco perché, secondo il presidente dell’associazione imprenditoriale, che a livello nazionale riunisce 40mila aziende, che impiegano circa 500 mila addetti e generano un fatturato aggregato di circa 80 miliardi di euro annui, bisogna intervenire subito sulla normativa riguardante i bilanci.

“Non si può aspettare novembre per farlo o arrivare all’anno prossimo quando le aziende dovranno presentare i propri bilanci – afferma – bisogna prevedere una deroga alla norma e dare, senza salvacondotti in bianco, un anno di tempo per ripianare il debito, magari chiedendo in cambio garanzie su piani industriali certificati da professionisti esterni”.

LA CRISI

La situazione attuale delle imprese è caratterizzata da preoccupazione e incertezza, anche sulle condizioni della ormai blasonata Fase 2. Con un blocco prolungato delle attività, che rischia di mietere moltissime vittime, oltre a quelle umane già numerose e dolorose, anche nel sistema economico lombardo e brianzolo.

“Nei fatti c’è un’assenza assoluta di aiuti finanziari perché i soldi previsti nei provvedimenti governativi non sono ancora arrivati per nulla e le banche faticano a supportare concretamente le aziende – sostiene Caloni – oggettivamente se gli effetti di una crisi così pesante fossero diluiti in 2-3 anni, dando liquidità non a fondo perduto, il disagio diventerebbe affrontabile, altrimenti per molti sarà impossibile superare da soli un buco così grande ed improvviso”.

La lettera del presidente di Confimi Monza e Brianza alle banche perché diano una risposta chiara alla crisi (vedi qui) non sembra aver colto nel segno ad un mese dal suo invio. “La risposta delle banche continua ad essere di attesa – afferma Caloni – speriamo che i prossimi tavoli di concertazione in Prefettura (leggi l’articolo), a cui partecipa anche la nostra associazione imprenditoriale, possano produrre effetti positivi”.

Le nostre aziende che esportano all’estero stanno ricevendo ultimatum dai propri clienti per avere prodotti e servizi – continua – presto si rivolgeranno a fornitori di altri Paesi e poi per le aziende italiane sarà molto difficile, se non impossibile, recuperare i clienti persi”.

AZIONI CONCRETE

Far fronte allo tsumani Coronavirus è una sfida da combattere su tutti i fronti e a tutti i livelli. Se l’intervento dello Stato italiano e dell’Unione europea si scontra nell’immediato con una difficile efficacia pratica, Confimi Monza e Brianza sta cercando di fare concretamente la sua parte a sostegno delle imprese associate.

Stiamo lavorando su tre vie – spiega il Direttore Edoardo Ranzini (nella foto in alto)– la prima è quella di un aiuto burocratico-istituzionale alle imprese per cercare di capire, anche attraverso il confronto con Prefettura, Provincia e Ministero, come sarà la ripartenza delle diverse filiere e il discorso sulle richieste di deroga, già circa 3mila a Monza e in Brianza”.

La seconda via è tutta la partita del produrre in sicurezza e salute – continua – su questo, oltre ad essere tra i firmatari, a livello nazionale, del Protocollo del 14 marzo, abbiamo pubblicato sul nostro sito un vademecum territoriale, costantemente aggiornato anche grazie al confronto con l’Ats, sui Dpi, il distanziamento, il rapporto con fornitori e clienti”.

Infine la terza via del nostro intervento è quella per attivare il credito alle imprese, al di là dei tanti provvedimenti annunciati, con operazioni dirette ed immediate – afferma Ranzini – in questa direzione siamo in contatto con diversi istituti di credito e in questi giorni abbiamo dato il via, con la BCC Barlassina, ad un mutuo a rimborso mensile e a tasso agevolato fisso dell’1,50% (qui i dettagli)”.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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