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Collaboratori sportivi, Cgil Monza e Brianza: “L’indennità è una conquista importante”

Collaboratori sportivi, Cgil Monza e Brianza: “L’indennità è una conquista importante”

9 Aprile 2020

Se l’emergenza Cornavirus è come una guerra, metafora fin troppo abusata in questo periodo, i collaboratori sportivi, allora, sono uno degli eserciti che sta combattendo la propria battaglia. Magari non in primissima linea, come i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari, ma sicuramente nei reparti più avanzati. Con tutte le difficoltà che comporta una situazione di così ampia portata e drammaticità sanitaria, economica e sociale.

Ecco perché l’emanazione del Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, che stabilisce, anche per i collaboratori sportivi, le modalità di presentazione delle domande per ricevere l’indennità di 600 euro relativa al mese di marzo 2020, rappresenta quasi un cambio di mentalità nei confronti di centinaia di migliaia di persone.

Sono veri e propri lavoratori dello sport, che ricavano da questa attività di che vivere, siano essi istruttori, allenatori, personal trainers, quindi praticanti e insegnanti uno sport – afferma Lino Ceccarelli (nella foto in alto), Responsabile Nidil (Nuove identità lavoro) e dell’Area Giovani e Lavoro della Cgil di Monza e Brianza – siano invece collaboratori di altra natura, impiegati, addetti ai servizi, che comunque lavorano presso una data struttura sportiva”.

LA DOMANDA

L’indennità, un contributo di 600 euro, spetta ai collaboratori sportivi (atleti, tecnici, addetti amministrativi-gestionali) che abbiano un rapporto con Federazioni Sportive Nazionali, Enti di Promozione Sportiva, Discipline Sportive Associate riconosciuti dal CONI, nonché con Società e Associazioni Sportive Dilettantistiche iscritte al Registro del CONI alla data del 17 marzo 2020.

Il rapporto di collaborazione deve essere attivo alla data del 23 febbraio 2020 ed in corso di validità al 17 marzo 2020. Questo tipo di indennità non spetta, tra gli altri, a chi lavora nel mondo dello sport, ma ha una partita IVA, un contratto di collaborazione coordinata continuativa (CoCoCo) o un contratto da lavoro dipendente (i dettagli).

La domanda per ottenere il contributo di 600 euro, facente parte di un fondo complessivo di 50 milioni di euro, può essere inoltrata, dal 7 al 30 aprile, sulla piattaforma online di Sport e Salute, solo per via telematica. Sarà preso in considerazione l’ordine cronologico di presentazione della richiesta e avrà priorità per l’erogazione chi, nel periodo d’imposta 2019, non abbia percepito compensi superiori a 10.000 euro complessivi.

Tre i passaggi da compiere. Prima di tutto bisogna prenotarsi inviando un SMS con il proprio Codice Fiscale al numero 339.9940875. Si riceverà un codice di prenotazione e l’indicazione del giorno e della fascia oraria in cui sarà possibile compilare la domanda sulla piattaforma.

Il secondo step è l’accreditamento per il quale è necessario iscriversi con il proprio indirizzo mail, il Codice Fiscale e il codice di prenotazione ricevuto a seguito dell’invio dell’SMS. Infine si può procedere alla compilazione e all’invio della domanda vera e propria, con tutti gli allegati e la documentazione richiesti. Entro 7 giorni dalla presentazione della domanda la società Sport e Salute può chiedere l’integrazione di eventuali dati mancanti. Entro 30 giorni dalla domanda l’indennità viene erogata direttamente sul conto corrente indicato dal richiedente.

IL RUOLO DI NIDIL

La Cgil, che da tempo sostiene la necessità di dare uguali diritti e tutele a chiunque abbia un lavoro, comunque sia qualificato e per questo ha anche raccolto nel 2016 oltre tre milioni di firme con la “Carta dei diritti” giacente in Parlamento come richiesta di legge di iniziativa popolare, è pronta a fare la sua parte al fianco dei collaboratori sportivi. Per questo, anche se le sedi del sindacato sono fisicamente chiude, è possibile ottenere informazioni, supporto e assistenza attraverso i canali digitali.

Per noi è sempre stato molto difficile entrare nel mondo delle collaborazioni sportive e attivare tutele collettive e individuali – sostiene il Responsabile Nidil (Nuove identità lavoro) e dell’Area Giovani e Lavoro della Cgil di Monza e Brianza – c’è stata negli anni anche una responsabilità diffusa tra la classe politica, che ha sempre trattato con interessato favore le strutture sportive”.

Basti pensare, come esempio, che l’obbligo di versare i contributi per la pensione, che scatta normalmente sopra gli 8.000 euro di reddito annuo, nello sport scatta sopra i 10.000 – continua – ciò consente alle cosiddette ASD (Associazioni sportive dilettantistiche) di risparmiare notevolmente, a danno delle future pensioni dei loro collaboratori”.

Il vento, ora, sembra cominci a cambiare per i lavoratori dello sport. E per Nidil il merito è anche del costante impegno del sindacato. “Il Governo da tempo sta lavorando ad una legge che tuteli il lavoro nello sport, con l’obiettivo di riconoscere anche a queste donne e uomini pari trattamento fiscale, contributivo, e pari diritti, rispetto al resto del mondo del lavoro – afferma Ceccarelli – è un percorso al quale NIdiL Cgil sta dando un contributo importante”.

Crediamo sia anche un nostro merito che questo Governo, quasi anticipando la legge che sta preparando, abbia inserito per la prima volta i collaboratori sportivi tra i lavoratori degni di ammortizzatori sociali – continua – è la prima volta che i collaboratori sportivi sono ufficialmente riconosciuti come lavoratori! Per loro è una svolta, per noi una conquista importante. Siamo a disposizione di chi in questo momento ha bisogno di noi e continueremo a lavorare per ottenere la legge e costruire insieme nuove sicurezze, nuove tutele”.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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