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Nuovo appuntamento con la Task Force Legale per le imprese

Nuovo appuntamento con la Task Force Legale per le imprese

17 Aprile 2020

Nuovo appuntamento con l’Avv. Simone Brambilla  dello “Studio Legale LSC – Legal Services & Consulting di via Sant’Andrea 7, Milano, a capo della Task Force Legale formata da un team di avvocati dedicati a tempo pieno a fornire assistenza legale alle aziende in tempo di coronavirus.

Avv. Brambilla, le nostre Imprese come stanno reagendo alla situazione di emergenza?

Alcune molto bene, si sono attivate per tutelare i loro interessi e in alcuni casi hanno tentato di usare l’esperienza del Coronavirus per migliorare. Ad esempio, per quanto riguarda il settore in cui opera la Task Force, alcune Imprese dopo aver messo in sicurezza i contratti commerciali, ci hanno commissionato la revisione dei modelli contrattuali per adeguarli ai nuovi scenari, la stesura delle nuove policy aziendali per essere conformi ai vari protocolli introdotti per i luoghi di lavoro. Alcune altre hanno avviato un tavolo per definire la miglior procedura per proseguire con lo smart working anche dopo l’attuale situazione di emergenza. Altre ci hanno incaricato di rinegoziare i contratti di affitto.

Sono tutte così virtuose?

Non tutte, altre aziende sembrano in attesa di “riaprire”, senza però nulla fare per prepararsi a tale agognato momento.

L’emergenza sanitaria ha effetto sui contratti ma non significa “liberi tutti”.  Nel corso del primo incontro con gli imprenditori, a volte abbiamo la sensazione che le imprese si aspettino un automatismo tra l’emanazione di una norma ed il vantaggio che ne dovrebbe derivare, come se l’emergenza sanitaria avesse introdotto un principio di “automatica liberazione” dai vincoli contrattuali di ogni genere.

E non è così?

Il Codice civile in sé contiene delle norme e dei principi che si possono applicare quali la forza maggiore, l’eccessiva onerosità, l’impossibilità sopravvenuta. I contratti commerciali, dal canto loro, quando sono fatti bene, contengono delle previsioni specifiche che si possono utilizzare. Le norme di recente emanazione, infine, contengono delle previsioni specifiche. Si pensi al Decreto Cura Italia che, all’art. 91, prevede che il rispetto delle misure di contenimento debba essere sempre valutato ai fini dell’applicazione di eventuali decadenze o penali connesse a ritardi o omessi adempimenti.

Significa che se un’impresa ha dovuto sospendere la produzione, perché obbligata dalle misure di contenimento – essendo di conseguenza in ritardo su alcuni ordini – nel caso in cui il Cliente dovesse richiedere dei danni da ritardo o applicazione di penali da ritardo, il Giudice dovrà tenere in considerazione questo fatto nella valutazione del ritardo e nella conseguente quantificazione dei danni o nell’applicazione delle penali.

La nuova norma, insomma, prevede che si tenga inadeguata considerazione il fatto che l’Impresa ha sì commesso ritardo, ma lo ha fatto per rispettare la misura di contenimento.

Ma queste norme non si applicano in automatico a vantaggio delle nostre imprese?

Sono norme che esistono ma che richiedono l’iniziativa dell’Impresa per essere attivate, non operano automaticamente.

È l’Impresa, essendo il soggetto interessato, che deve sapere quali siano, come azionarle per riceverne i benefici.

Se l’impresa non fa nulla, semplicemente aspetta, non potrà agevolarsi di nessuna norma e subirà in modo passivo l’effetto di questa emergenza.

Un esempio è quello della moratoria per le banche. L’art. 56 del DL 17 marzo 2020, n. 18 introduce la possibilità di moratoria per una serie di contratti bancari al 30-9-2020, ma richiede che sia l’impresa a farsi parte attiva e a domandare alla propria banca di volersene giovare. In difetto, l’impresa perde l’opportunità.

La Task Force Legale che abbiamo messo in campo, si occupa proprio di supportare le imprese nel gestire al meglio gli effetti sui contratti commerciali e bancari dell’emergenza sanitaria, anche preselezionando per loro le diverse opportunità disponibili.

In queste settimane la domanda di servizi legale è cambiata?

Da un paio di settimane abbiamo notato un significativo aumento delle domande di assistenza in ambito di ristrutturazione aziendale.

Nello specifico, si tratta di quelle imprese che prima del Coronavirus riuscivano, magari con difficoltà, a far quadrare i bilanci e che oggi, giustamente, si interrogano se saranno ancora in grado di farlo.

Ci chiedono se, nell’attuale situazione normativa, ci siano spunti per supportare una ristrutturazione aziendale che gli consenta la prosecuzione dell’impresa.

Quindi c’è interesse verso un percorso di riorganizzazione aziendale?

Assolutamente sì. Esiste, a seconda dell’effettiva esigenza dell’impresa, una vasta gamma di interventi possibili come ad esempio la cessione di ramo d’azienda, il concordato preventivo in continuità oppure liquidatorio, le operazioni di passaggio generazionale, l’attività di ristrutturazione aziendale vera e propria – come il piano attestato di risanamento ex art. 67 L.F. oppure l’accordo di ristrutturazione del debito –   

Sono attività che abitualmente svolgiamo in team con il dott. Enrico Bezzi, esperto professionista in crisi di impresa. Con il dott. Enrico Bezzi proponiamo una disamina della situazione aziendale per individuare lo strumento migliore e quindi ci occupiamo di tutta l’attività necessaria per la realizzazione.

Interessante. Quindi servizi di ristrutturazione aziendale per consentire di lavorare nel mutato quadro economico dopo il Coronavirus.

Prossimamente organizzeremo un’intervista anche con il dott. Enrico Bezzi per approfondire l’argomento.

Nel frattempo, per approfondimenti e quesiti, potete scrivere direttamente all’avv. Simone Brambilla s.brambilla@lsclex.com

Di seguito i collegamenti ai precedenti articoli sul tema:

Un aiuto immediato alle imprese durante l’emergenza del Coronavirus: Task Force Legale per le imprese

Secondo appuntamento con la Task Force Legale per le imprese: per dare un aiuto immediato durante l’emergenza del Coronavirus

Terzo appuntamento con la Task Force Legale per le imprese: per dare un aiuto immediato durante l’emergenza del Coronavirus

 

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