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Addio al geriatra brianzolo Carlo Vergani, aveva rivoluzionato il concetto di anzianità

Addio al geriatra brianzolo Carlo Vergani, aveva rivoluzionato il concetto di anzianità

22 Aprile 2020

Aveva capovolto la prospettiva, osservato e studiato la medicina da un altro punto di vista. E’ stato il primo a dire che “arrivare a diventare anziani è un successo“, ponendo così al centro dei suoi studi proprio loro, gli anziani, una categoria che per molto tempo era stata messo in un angolo, dalla medicina e non solo.

Si è spento oggi all’età di 81 anni Carlo Vergani, medico brianzolo di fama internazionale. Vergani lascia dietro di sé una storia bella, fatta di successi, generosità e riconoscimenti importanti.

Brianzolo, ma proiettato verso il mondo

Classe 1938, nato a Carate Brianza, Vergani si era laureato in medicina nel 1963. Brianzolo, ma innamorato del mondo, nel 1969 era volato negli Stati Uniti grazie ad una borsa di studio Nato al Medical Center di San Francisco, Università della California. Professore ordinario di Medicina interna presso la Statale di Milano, proprio in quella università milanese era diventato direttore della cattedra di Gerontologia dell’Università Statale: prima di lui non esisteva nessuna specializzazione in questo ambito.

La sua prospettiva sulla longevità e le importanti pubblicazioni sui processi biologici dell’invecchiamento da lui realizzate, avevano dato vita ad una vera e propria rivoluzione culturale in ambito medico. “L’età è solo un numero” aveva detto, sottolineando l’importanza di una “vecchiaia positiva”, ancora aperta alla vita.

Il ricordo

E’ difficile riassumere in poche righe i numerosi passi avanti fatti dalla medicina grazie al professor Vergani. Ha provato a farlo Ernesto, il figlio.

«Era un uomo generoso mio padre – ci racconta. – Nel 1997 tramite donazioni di privati aveva iniziato un percorso volto alla ristrutturazione della Divisione di Geriatria (Ambulatori e Day Hospital ) del Policlinico di Milano. Le sue idee erano uscite anche dagli ospedali e dalle aule dell’Università. Con il volume “La nuova Longevità” (Oscar Mondadori, ndr) ad esempio era arrivato a tantissime persone ed era andato anche in televisione come ospite per parlare dell’importanza dei suoi studi».

«Quando eravamo piccoli – prosegue Ernesto Vergani – andavamo spesso in America. Insieme, tutta la famiglia. Lui teneva dei convegni, aveva un’attenzione particolare per quello che accadeva oltreoceano e aveva consolidato molti dei rapporti che aveva iniziato a tessere duranti gli anni dell’Università. Due fra tutti, quelli con Umberto Scapagnini, medico ed ex sindaco della città di Catania e Francesco de Lorenzo, più volte Ministro della Sanità».

Tra i riconoscimenti più prestigiosi ricevuti da Vergani spicca la Medaglia d’oro di benemerenza civica conferitagli nel 2011 dal comune di Milano, in qualità di fondatore della scuola di specializzazione di geriatria presso l’Università degli Studi.

Il Corriere ha riportato che al momento del decesso Vergani si trovava in ospedale per un intervento al cuore. A stroncarlo, sempre secondo il quotidiano, sarebbe stato il COVID-19.

Carlo Vergani lascia la moglie, i suoi 5 figli e numerosi nipoti.

 

 

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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