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Zeuner, un mese di smartworking. La parola ai dipendenti: "Siamo un grande gruppo"

Zeuner, un mese di smartworking. La parola ai dipendenti: “Siamo un grande gruppo”

25 Marzo 2020

L’emergenza sanitaria del Coronavirus ci ha costretti a cambiare le nostre abitudini, anche sul posto di lavoro. Fin da subito diverse aziende del territorio hanno scelto per i propri dipendenti lo smart working, il lavoro agile da casa. Tra queste c’è anche la Zeuner, contact center di Seveso, che per celebrare il primo mese di “lavoro da casa” ha raccolto le testimonianze dei dipendenti e dei vertiti dell’azienda.

Come sta andando per loro il lavoro ai tempi del Coronavirus?

Un mese di smart working: “Ci siamo attivati subito”

«Era martedì 25 febbraio – racconta l’azienda in una nota – appena due giorni dopo il Dpcm di domenica 23 febbraio 2020 con cui  il Governo rendeva più immediato il ricorso al tele-lavoro per l’emergenza Coronavirus agli inizi della sua drammaticità, quando l’azienda (tra le più veloci e prime in Lombardia) predispose in un giorno la modalità smart working dell’80% delle attività tra collaboratori e dipendenti.

Dopo una settimana tutti gli operatori di Zeuner, più di un centinaio, lavoravano da casa. Ovviamente, nel pieno rispetto della normativa vigente sia del diritto del lavoro, con gli operatori che agiscono su pc forniti dalla società, che della tutela della privacy e della protezione dei dati personali dei clienti».

«Il ruolo di un contact center – prosegue l’azienda – è strategico in un periodo eccezionale e inimmaginabile come quello di questi giorni, dà voce a business altrimenti muti. In particolare Zeuner è un call center specializzato anche in Farmaceutica, oltre che in Editoria e in progetti inbound/outbound personalizzabili in velocità su molteplici realtà, e il ruolo dei suoi operatori è di gran rilievo anche nella gestione dell’emergenza».

Alcune operatrici della Zeuner durante lo smart working

“Raccontiamo la nuova normalità tramite i social”

«Da giorni Zeuner pubblica sulle proprie pagine social le stories delle “sue persone Zmart”, mentre lavorano – racconta Anna Fileppo, Responsabile Marketing Zeuner. – Ora più che mai, dopo 4 settimane, ci piace tenere i contatti, sentirci, sapendo che presto finirà, ma non ancora. I sentimenti di queste 4 settimane sono innanzitutto legati all’incredulità, al sollievo e alla sicurezza, ora prioritari per via di questa vera e propria battaglia al terribile Covid19. Una gran voglia di farcela, di superare i propri limiti. Nonostante i vantaggi del poter lavorare a casa, emerge però tanto bisogno di normalità e di socialità. Siamo esseri umani sociali la cui giornata è fatta da sforzi e obiettivi condivisi, da solidarietà. E la normalità la sogniamo perché significherà averla vinta, questa guerra».

Le testimonianze dei dipendenti: “Andrà tutto bene”

«Inizialmente ero un po’ scettico: abituato alla quotidianità, circondato dai colleghi, sempre tutti pronti ad aiutarci tra di noi, questo isolamento mi spaventava. Ma ad oggi, dopo settimane in smart working,  posso dire con certezza che siamo un grande gruppo e che stiamo continuando, se pur con altri metodi, a fare il nostro lavoro al meglio. E tutto questo circondati dalla nostra famiglia – racconta Luca, operatore inbound multiskill /outbound.

«Per i primi giorni – prosegue – non è stato facile far capire ai miei fratelli che avrei “rubato” loro del tempo. Essendo studenti, in questo momento a casa da scuola, vivono questi giorni con orari diversi, televisione sempre accesa, musica a tutto volume. Le regole da me imposte per lavorare, quindi silenzio, no tv, no musica e non disturbare non sono state prese proprio bene, all’inizio, ma poi anche loro si sono abituati a questa nuova e strana realtà».

«Quanto sta accadendo può solo darci la forza di non perdere la speranza, #andratuttobene! – aggiunge Alessandra, collaboratore outbound specialista del settore Farmaceutico. – Proseguo il mio lavoro con soddisfazione: in questo periodo di emergenza mi relaziono con i Dottori delle farmacie, che sono sempre molto disponibili e capisco che il nostro lavoro oggi è ancora più utile. Con la professionalità e l’educazione, raggiungiamo sempre un risultato positivo. Mi manca incontrare i colleghi e tutto lo staff, ma grazie per essere sempre presenti».

«E’ la mia prima esperienza di #smartworking – afferma Massimiliano, responsabile reportistiche –  La vita privata, il benessere vitale, l’organizzazione e lo stress lavorativo sono decisamente migliorati. Però il distaccamento dal team di lavoro si sente: le vaste possibilità di comunicazione che vi sono oggi, non sono per nulla riconducibili ad una stretta di mano, un caffè con un collega preso durante la pausa quarto o un raccontarsi le cose di persona guardandosi in faccia. Mi ritengo fortunato a riuscire, nonostante il brutto periodo che stiamo vivendo, a lavorare e avere quindi la possibilità di poter avere il mio stipendio alla fine del mese: purtroppo per molti non è più cosi. Quindi, in fondo, la coda la mattina, il mio ufficio, la mia scrivania e quei scalmanati dei miei colleghi, non sono poi così male».

 

La foto in apertura è uno scatto del team prima dello scoppio dell’emergenza sanitaria.

 

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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