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Altri assalti nei supermercati brianzoli. La spesa ai tempi di Covid-19

Altri assalti nei supermercati brianzoli. La spesa ai tempi di Covid-19

12 Marzo 2020

Vivere ai tempi di Covid-19. Questione di ansia? No, questione di coscienza civica e, soprattutto, questione di dar ascolto alle Istituzioni. “Le merci circoleranno e non ci sarà nessuna tipologia di carenza per i generi alimentari”. A dirlo sono state le autorità del Governo, ma anche quelle di Regione Lombardia tra cui il governatore Attilio Fontana.

Tuttavia, dopo il primo momento di panico, quello di fine febbraio, in cui interi supermercati erano stati svuotati in modo ingiustificato, la paura è quella che questa tipologia di atteggiamento possa ripetersi.

“Nelle emergenze sanitaria – ha spiegato Andrea Martella, sottosegretario alla presidenza del Consiglio – i giornali, web o cartacei, sono come i farmaci: hanno il dovere di funzionare da antidoto“. Hanno anche il dover di denunciare e soprattutto di sorvegliare e di “abbaiare”  – come un buon cane da guardia fa – contro ciò che non funziona nell’interesse pubblico.

E, se nell’epoca contemporanea, il cittadino si è trasformato da semplice ricettore di notizia, a produttore di notizia, sono diverse le segnalazioni che ci sono quest’oggi giunte in redazione. “I supermercati sono pieni, le persone stanno facendo incetta di generi alimentari. Non è possibile” ha denunciato un cittadino. Ansie e timori? Poco importa, quando il concetto di modernità, la nostra, è dominata dal caos e dal demone dalla paura.

È quello che purtroppo sta ancora accadendo. Nei supermercati della Brianza, almeno per quanto riguarda gli esempi di Desio e di Lissone. “Sono qui con mio marito – racconta una signora – perché dobbiamo fare la spesa per almeno due settimane. Per noi, per mia suocera e per mia madre”. Giusto fare la spesa per i propri genitori anziani. È meglio non farli proprio uscire di casa, loro. Peccato le direttive vietino di andare a fare la spesa col proprio/a consorte. Primo, per evitare un doppio contagio. Secondo, per evitare che si faccia, nuovamente, incetta dei beni di prima necessità.

Non tutti, per fortuna, erano lì per fare grosse scorte. Accanto a chi ha esagerato, c’è anche chi ha dichiarato “sto solo facendo la spesa ordinaria”. Ed in effetti, dal supermercato, diverse  le persone uscite con un semplice sacchetto o con il carrello mezzo vuoto. Ma allora era così necessario andare?

Dai supermercati ai generi alimentari, la situazione cambia poco: “Sto lavorando sotto stress – ha dichiarato L.C. che a Varedo ha un minimarket -, ma tutto sommato sto lavorando di più. Carne, pane e latte sono i generi che più mi richiedono, fortunatamente son ben fornito e riesco ad accontentare tutti“.

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Massimo Chisari
Milanese di nascita, brianzolo d'adozione. Guardo il mondo attraverso la mia macchina fotografica. Osservo. Cerco. E tramite le parole, racconto. Amo il giornalismo, quello sincero perché scrivere significa smettere di respirare per raccontare con il cuore. Ho due grandi passioni. L'arte e la letteratura, quella russa soprattutto. Ma ho un unico grande amore, anzi due. I miei due cani, Hubert e Brunhilde.


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