05 Giugno 2020 Segnala una notizia
Lettera in ricordo del marito della mia migliore amica

Lettera in ricordo del marito della mia migliore amica

25 Marzo 2020

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera nella quale una donna dedica queste righe alla sua migliore amica che in queste ore ha perso il marito, deceduto per il Coronavirus e che a causa dell’isolamento nessuno può consolare. Come lei centinai di persone stanno vivendo la medesima situazione.

Pubblichiamo questa lettera, senza nomi e cognomi, perchè questa storia è la storia di tutti coloro che in questi giorni stanno vedendo i loro cari morire.
Pubblichiamo questa lettera perchè vorremmo che ci fosse anche una maggiore sensibilità e rispetto, per esempio in chi scrive commenti su FB, verso chi in questi giorni sta vivendo un lutto.

La storia inizia negli anni 70, frequento una scuola superiore a Milano ed è lì che conosco  quella che sarà la mia migliore amica in quegli anni. Lei abita a Milano, ma non mancano le  occasioni per  stare  insieme  a volte resto io a Milano a volte lei viene in Brianza. Una domenica andiamo in montagna, lei non sa sciare ma viene sperando di imparare. La giornata purtroppo non sarà delle migliori, lei cade sciando e si rompe una gamba, bruttissima situazione! Ma come  nei migliori romanzi  rosa qualcuno le fa compagnia e le tiene la mano nel lungo e doloroso viaggio  di ritorno. È nato un amore! Dopo qualche anno si sposano. Lui lavora alla Falck e quindi abiteranno ad Arcore. Gli impegni, la famiglia, i figli ci allontanano per farci ritrovare agli  incontri dei coscritti. Lei sempre con il suo amore, una figlia e due splendidi  nipotini. Tutto bello fino a qualche  settimana fa. Lui non sta bene, febbre alta e su consiglio  del medico  vanno al pronto soccorso. Lei è fuori in auto, poco dopo lui le dice: “Mi tengono qua”.
Viene ricoverato non è  intubato e riescono a parlarsi per telefono lei è  in isolamento a casa. In una telefonata alla figlia lui le dice “stai vicina alla mamma”. Sarà l’ultima volta che si sentiranno perché la notte arriva la telefonata dall’ospedale: “suo marito non ce l’ha  fatta”. Lei chiusa in casa non può salutarlo non può dargli un ultimo bacio, non può scegliere i fiori più belli per la bara, nessun prete lo benedirà nessuno lo accompagnerà nel suo ultimo viaggio.
Lei è chiusa in quella casa diventata troppo piccola per un dolore cosi grande, circondata dalle cose che lui amava …le sue canne da pesca  la sua grande passione! Nessuno la abbraccia nessuno le darà conforto e aiuto  in questo momento terribile. Sola, isolata dalla figlia dai nipoti dagli amici può solo piangere e urlare la sua rabbia a quelle mura vuote.
Tra pochi giorni il marito tornerà in un’urna.
Anna Galliani

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