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Coronavirus, lavoratori e sindacati denunciano: "basta alla carenza di tutele"

Coronavirus, lavoratori e sindacati denunciano: “basta alla carenza di tutele”

12 Marzo 2020

L’allarme coronavirus è già alto, ma alcune aziende brianzole non sembrano ancora recepire le azioni per le tutele dei propri lavoratori.

A confermarlo sono due casi di realtà produttive agratesi, operanti nei settori della componentistica elettronica, e della cosmetica. In entrambi i siti lavorativi si sono registrati nelle ultime settimane casi di contagio del virus, ma la gestione della criticità a seguito della scoperta delle positività, non è parsa all’altezza, a detta dei dipendenti.

STMICROELECTRONICS

A denunciare il cattivo coordinamento all’interno della ST – che per questo ha indetto uno sciopero dei lavoratori nelle giornate di venerdì, sabato e domenica – dopo i primi due casi emersi a cavallo di questa settimana (il terzo è stato ufficializzato oggi, giovedì) è la rappresentanza dell’Unione Sindacale di Base dei lavoratori dell’azienda, in cui lavorano in totale circa 5mila dipendenti.

“La direzione aziendale aveva rassicurato che, visto il momento critico, qualsiasi caso di contagio sarebbe stato gestito con tempismo ed efficienza, grazie ad un canale diretto tra ST e ATS – ha dichiarato Michele Solimando, rappresentante dell’RSU USB per la multinazionale con sede ad Agrate – In realtà così non è stato, dal momento che la comunicazione della prima positività è stata data dal contagiato stesso. Il giorno dopo peraltro, nella stessa squadra, è stato accertato un altro caso di contagio. È evidente insomma come non ci sia un piano pronto per affrontare l’emergenza. E le indicazioni date ai lavoratori sono in contrasto con quelle fornite in una precedente general delivery. Oltre al fatto che non vengono forniti neanche mascherine e guanti. Pertanto, data l’insufficienza delle attuali norme implementate, con questo sciopero chiediamo con urgenza la chiusura delle attività produttive per 15 giorni, e il congedo retribuito dall’azienda per tutti“.
Domani, infatti è stato proclamato uno sciopero proprio alla St.

Ma la gestione dell’emergenza non va molto meglio a pochi chilometri di distanza, all’Intercos, dove una dipendente denuncia il trattamento per nulla tranquillizzante della direzione, dopo che proprio nel centro produttivo a fine febbraio era stato registrato uno dei primi casi di contrazione del virus in Brianza.

INTERCOS

“L’azienda ha isolato per una settimana solo le persone che sono state strettamente a contatto con lei – ci confida una dipendente – Noi che siamo in altri uffici, siamo stati invitati a rimanere a casa solo se presentavamo condizioni salutari instabili, oppure se donne incinte, ma chiunque altro doveva essere presente sul luogo di lavoro, altrimenti se non si fosse sentito sicuro o se avesse avuto attacchi di ansia e di panico, l’azienda avrebbe concesso giorni di “ferie”.

Con l’aggiornamento delle prescrizioni nazionali e l’ultimo DPCM dell’11 marzo, negli ultimi giorni qualcosa è cambiato: la direzione ha attivato una turnazione particolare che prevede la formula dello smart working per chi non ha il turno in ufficio la mattina, e di pomeriggio la messa in ferie, che va però a pesare sul monte annuo.

Questo a fronte di mansioni che si potrebbero svolgere, a detta dei dipendenti, anche stando a casa con il pc. Quando il decreto invita invece esplicitamente ad attivare lo smart working, il lavoro da casa, laddove possibile.

Due scenari, quelli dipinti e provenienti da due aziende di punta, non solo della Brianza, che mostrano come le misure per combattere l’emergenza siano ancora difficili dall’essere messe in atto da tutti.

L’APPELLO DELLA POLITICA SULLA SICUREZZA

Sulla situazione vissuta dai dipendenti di alcune aziende brianzole circa le tutele, il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, Marco Fumagalli, ha scritto al Prefetto e al Direttore dell’ATS Brianza, per metterli al corrente di queste problematiche. Specialmente della scarsa considerazione nell’applicazione di misure di sicurezza e di dispositivi di protezione individuali. La richiesta del consigliere è che vengano effettuati controlli perchè queste misure vengano rispettate.

Il nostro giornale si è reso disponibile per accogliere un’eventuale replica alle rimostranze dei dipendenti e dei sindacati, da parte delle direzioni delle due aziende. Rappresentanti aziendali con cui non è stato fino al momento possibile mettersi in contatto nonostante i diversi tentativi.

 

Questa la risposta di STMicroelectronics:

Le ulteriori misure di contenimento emesse ieri notte (11 marzo ndr) dal Governo confermano che le attività operative di STMicroelectronics in Italia saranno in grado di continuare ad andare avanti regolarmente. Confermiamo che:

-La nostra principale e fondamentale priorità è potenziare al massimo la prevenzione del contagio e supportare i dipendenti e le loro famiglie, e abbiamo già attuato tutte le misure di prevenzione e i protocolli più stringenti fissati dalle autorità sanitarie nazionali e locali in ognuno dei Paesi in cui operiamo.

-Continuiamo ad applicare i piani di continuità del business, monitorando da vicino la situazione di tutta la catena di fornitura e lavorando con clienti, fornitori e partner.

-Non abbiamo registrato – e non prevediamo – interruzioni significative delle nostre attività operative in Italia.

In questo quadro, l’azienda ha deciso di implementare ulteriori azioni cautelative oltre a quelle già in essere:

-Vengono confermate le disposizioni già intraprese in tema di lavoro da remoto, favorendone ulteriormente l’estensione per tutte le sedi italiane a tutti i lavoratori il cui ruolo non sia strettamente correlato alle attività produttive.

-A tutti i lavoratori il cui ruolo è strettamente connesso alle attività produttive e la cui attività è da rendersi in presenza, è richiesto il rispetto dei protocolli di sicurezza anti-contagio e, in particolar modo, il rispetto della distanza interpersonale di un metro.

-Qualora non fosse possibile rispettare quest’ultima, l’azienda garantirà l’adozione di idonei strumenti di protezione individuale.

-Nell’ambito del lavoro a turni, viene attuato un alleggerimento delle attività che garantisca la continuità produttiva e che permetta contemporaneamente una presenza ridotta.

 

Siamo stati informati di un terzo dipendente ST ad Agrate dichiarato positivo al virus. Assente dal 6 marzo, è stato invitato dalle autorità sanitarie a rimanere a casa.

Sono state identificate e contattate le persone ST che hanno avuto contatti stretti con lei ed è stato chiesto loro di astenersi dal lavoro. Non aveva contatti diretti con il team coinvolto precedentemente.

Il suo stato di salute -come quello dei due colleghi dichiarati positivi l’8 e il 9 marzo scorso- non ha impatto significativo sulle attività operative del sito di Agrate.

Articolo aggiornato alle 10.44 del 13 marzo 2020

 

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Matteo Lucchini
Amante dell'arte e della (buona) musica, mi diverto ad addentrarmi negli angoli inesplorati della cronaca locale, alla ricerca di verità e curiosità del borgo accanto. Scrivo per passione. Lo stile? Per me non è importante, è tutto.


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