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AVIS Lombardia: la raccolta di sangue non deve fermarsi

AVIS Lombardia: la raccolta di sangue non deve fermarsi

13 Marzo 2020

L’emergenza da Covid-19 e le misure di contenimento del contagio, che hanno coinvolto non solo la Lombardia ma tutto il Belpaese, non devono fermare la raccolta di sangue e di emocomponenti.

Dal 2 all’8 marzo, in Italia sono state consumate 46.183 unità di sacche e raccolte 44.297 unità, obbligandoci a utilizzare la scorta strategica di 1.886 sacche. In Lombardia la produzione è stata di 7.712 unità a fronte di un consumo di 8.275, quindi abbiamo utilizzato 563 sacche in più. Dobbiamo assolutamente recuperare e ripristinare la scorta nazionale”. Oscar Bianchi, Presidente di Avis Regionale Lombardia, a fronte dei dati relativi alla settimana dal 2 all’8 marzo su quanto sangue è stato raccolto e quanto è stato utilizzato, sottolinea: “Dei due milioni di sacche di sangue e plasma prodotte ogni anno nel nostro Paese, 500 mila, ben un quarto, vengono dalla Lombardia. Non solo il territorio della Lombardia è autosufficiente in questo campo, ma contribuisce storicamente alle necessità di altre zone, in particolare il Lazio e la Sardegna. E in queste regioni, come pure in Campania e Sicilia, l’allarme è già scattato”

“Leggiamo – continua il Presidente – grandi gesti di solidarietà: non fermiamoci. Donare il sangue è una risposta ancora più concreta a una nuova emergenza, già insorta in alcune regioni del sud Italia. Voglio rassicurare ancora una volta tutti i donatori che non vi è alcun rischio durante la trasfusione, il personale medico dei centri raccolta è tutelato e i centri sono attrezzati per garantire le misure di sicurezza a tutela della salute”.

Le restrizioni agli spostamenti non prevedono la sospensione delle attività di donazione, che sono garantite in quanto considerate livelli essenziali di assistenza che assicurano la continuità del supporto trasfusionale a oltre 1.800 pazienti al giorno sul territorio nazionale.

AVIS Regionale Lombardia, insieme a tutte le Associazioni provinciali, continua dunque la raccolta di sangue e degli emocomponenti, garantendo la mobilità dei donatori e del personale dedicato alla raccolta associativa, dotati di apposita autodichiarazione per spostamento. A tutti i donatori che si presentano ai centri di raccolta, sia per la donazione che per gli esami, viene rilasciata una giustificazione da presentare in caso di controllo delle Forze dell’Ordine. L’impegno è inoltre quello di rafforzare le misure di prevenzione, applicando rigorosamente le indicazioni previste dagli organi istituzionali, tra cui la realizzazione del triage, anche telefonico, del donatore. Tutti i donatori infatti, devono informare il proprio servizio trasfusionale di riferimento nei 14 giorni successivi alla donazione, dell’eventuale comparsa dei sintomi compatibili con l’infezione da Covid-19 o in caso di diagnosi. I centri trasfusionali garantiscono inoltre la distanza di sicurezza di almeno 1 metro tra i donatori e gestiranno le sedute di raccolta in modo programmato e regolando i flussi così da evitare assembramenti. La prenotazione della donazione va fatta telefonicamente o online.

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Fonte Esterna
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