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Seregno. Il Fondatore di Aeb: “cinque motivi per cui l’accordo non è da fare”. Il Sindaco lo smentisce.

Seregno. Il Fondatore di Aeb: “cinque motivi per cui l’accordo non è da fare”. Il Sindaco lo smentisce.

7 Febbraio 2020

Luigi Brivio, fondatore e primo presidente di Aeb, ha espresso grandi perplessità sull’accordo preso tra le due utilities Aeb e A2A. Un matrimonio che lui definisce “una prima tappa, decisiva e irreversibile, nel percorso che porterà i seregnesi e la Brianza a perdere la loro azienda”.

Per lui, cinque i motivi per cui questo matrimonio non era da fare: la perdita della quota di controllo che, dalla assoluta maggioranza scende al 36%; la conseguente invendibilità del pacchetto azionario in possesso a Seregno e agli altri comuni soci; il contrasto tra i comuni; la possibilità di A2A-in futuro – di acquisire la maggioranza assoluta della società. E, infine, c’è il fatto che nel nuovo Consiglio di Amministrazione i comuni non avranno la maggioranza.

“Nessun imprenditore farebbe mai, con la propria impresa, un accordo simile – fa sapere Brivio – nessuno cederebbe il totale controllo della propria azienda a tali condizioni”.

Alberto Rossi: “Il patrimonio dell’Azienda lo mettiamo a rischio se non facciamo alcuna azione evolutiva”.

Se Brivio non pare essere convinto, di tutt’altra opinione è invece Loredana Bracchitta, attuale presidente di Aeb che – nell’ultima conferenza stampa organizzata ha dichiarato: “Nessuna svendita, anzi, mi sembra di poter dire che abbiamo fatto noi shopping”. Insomma, nessun progetto calato dall’alto ma un percorso che ha portato l’azienda a scegliere il miglior accordo industriale. Una scelta vantaggiosa anche per il Sindaco di Seregno, Alberto Rossi, che – interpellato sulla questione – ha voluto rispondere punto per punto alle osservazioni sollevate da Luigi Brivio.

“Premetto nel dire che questo non è un accordo politico, è un accordo industriale per garantire un futuro all’Azienda. Non si può dire che siano disponibili opzioni industriali migliori – spiega – Ogni altro partner industriale non avrebbe contiguità territoriale ed avrebbe A2A come competitor su territorio circostante. Il Patrimonio dell’Azienda lo mettiamo a rischio se non facciamo alcuna azione evolutiva.”

Il sindaco Rossi smentisce le osservazioni di Luigi Brivio

Secondo Luigi Brivio, il comune di Seregno perde la quota assoluta di maggioranza e, di conseguenza, l’impossibilità a vendere le azioni in suo possesso e quelle dei comuni soci questo perché “dopo l’accordo – spiega – solo A2A potrebbe acquisirle, e ovviamente al prezzo da lei stabilito”.

“A fronte del 36 per cento, il Comune di Seregno avrà certamente tre o quattro consiglieri  su dieci nel Consiglio di Amministrazione, incluso il Presidente – risponde Rossi  – Nello Statuto della Società è previsto che le scelte strategiche debbano avere il voto di 8 consiglieri. Il Comune di Seregno, quindi, avrà un peso determinante nello sviluppo strategico di Aeb. Con gli altri comuni soci pubblici avranno la maggioranza assoluta del 66%. Il patrimonio  di tutti i comuni viene rivalutato al giorno primo dell’operazione e tutti avranno vantaggi in materia  di investimenti che di distribuzione di dividendi futuri”.

E sull’invendibilità delle azioni aggiunge: “nel nostro orizzonte strategico, il Comune di Seregno non ha intenzione di cedere il proprio pacchetto azionario, quindi lo scenario di vendita al prezzo determinato da A2A non è un’ipotesi su cui siamo interessati a lavorare. E’ inoltre previsto nello Statuto che i Comuni Soci abbiano un diritto di prelazione sulle azioni messe in vendita dai soci ed è previsto che A2A non possa scalare la compagine sociale”.

Sull’ipotesi di Brivio, di una possibile scalata ai vertici da parte di A2A, Alberto Rossi commenta: “ad oggi la verità è che il principio di non scalabilità di Aeb da parte di A2A è una previsione dello Statuto, che potrà essere cambiata solo con l’assenso del Comune di Seregno”.

E sul fatto che, l’attuale accordo, conferisce ad A2A il diritto di indicare un Amministratore Delegato e crea un CdA in cui i Comuni non avranno la maggioranza pur avendo la maggioranza delle azioni?

“La prerogativa di A2A di scegliere l’Amministratore Delegato è bilanciata da una serie di previsioni statutarie, prima tra tutti la necessità di otto voti nel CDA per adottare le decisione strategica. Una premessa – conclude il Sindaco di Seregno- Questo non è un accordo politico, è un accordo industriale per garantire un futuro all’Azienda”.

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Melissa Ceccon
Laureata in Lingue e Letterature Straniere alla Cattolica di Milano. Mamma e moglie. Scrivo sempre e da sempre: nel 2008, il mio primo articolo di cronaca locale. Da allora, non ho più smesso. Sul web racconto anche di libri e di mamme. Nella mia borsa non mancano mai: un romanzo, una penna, un blocco per gli appunti e lo smartphone per catturare immagini e video delle notizie più interessanti.


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