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Family Act, il ministro Bonetti a Monza: “Ogni bambino è un bene per la società” - MBNews
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Family Act, il ministro Bonetti a Monza: “Ogni bambino è un bene per la società”

L'esponente governativa di Italia Viva ha illustrato le principali misure del provvedimento. Dall'assegno universale per ogni figlio ai congedi parentali fino agli incentivi per le madri lavoratrici.

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Nel 2019 in Italia ci sono state 435mila nascite e 647mila decessi. La popolazione, inoltre, ha registrato 116mila residenti in meno rispetto al 2018. Questi dati dell’Istat sono piuttosto eloquenti. E attestano che il nostro Paese è tornato ad avere un livello di ricambio naturale basso come nel 1918, quando era appena finita la Grande guerra mondiale e ovunque c’erano macerie, miseria e sfiducia.

Se, poi, ci aggiungiamo che la crisi economica e finanziaria, scoppiata nel 2008 e non ancora superata, da molti analisti ed economisti è considerata più grave di quella del 1929, il quadro negativo è davvero completo. Cosa fare per uscire da questa situazione?

Per la ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elisa Bonetti, a Monza per un incontro organizzato all’Helios Hotel dai referenti locali del suo partito, Italia Viva, trai quali la consigliera comunale di Monza, Francesca Pontani, c’è una soluzione imprescindibile: “Bisogna contrastare la denatalità ridando fiducia e speranza nel futuro – afferma – noi mettiamo in campo proposte pro-attive che liberino le potenzialità del nostro Paese perché vogliamo evitare che, come accaduto dopo il 1918 e il 1929, si scelgano strade che portino alla deriva”.

Se questa è la linea guida da seguire, la conseguenza concreta è tutta nel “Family Act”. Che l’esponente del Governo Conte II, in quota al partito fondato dall’ex premier Matteo Renzi, presenta alla platea monzese partendo da una promessa e da una premessa. “Il Family Act sarà alla fine un collegato alla Legge di Bilancio – assicura Bonetti – il presupposto è che ogni persona è un valore di cui tutti dobbiamo farci carico e qualsiasi bambino, persona che cresce, è un bene per tutti noi perché renderà possibile un futuro migliore”.

LE MISURE DEL FAMILY ACT

L’impianto del provvedimento, di cui stanno circolando diverse voci sulla bozza ormai quasi definitiva, è ricco e complesso. Al centro c’è l’assegno universale per ogni figlio fino ai 18 anni, con una parte fissa ed una variabile legata all’Indicatore di situazione economica (Isee) della famiglia. Si dovrebbe trattare, secondo le stime, di una cifra intorno ai 240 euro mensili a figlio.

L’assegno universale dovrebbe assorbire molte delle attuali detrazioni fiscali in materia di famiglia, dall’assegno al nucleo familiare fino al premio alla nascita, bonus bebè e per gli asili nido. “Non è pensato come un sussidio, ma come una forma di investimento – afferma la ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia – ecco perché abbiamo previsto anche il coefficiente aggiuntivo per il terzo figlio, come già avviene con esiti positivi in Francia, ma anche per i figli disabili”.

Nel Family Act si mette mano anche ai congedi parentali e al lavoro delle madri. “Il ruolo del padre deve essere reso più specifico nell’ambito di una genitorialità più corresponsabile – sostiene Bonetti – per questo vogliamo estendere i congedi parentali obbligatori almeno a 10 giorni e, con maggiore elasticità, garantire permessi retribuiti per i colloqui scolastici dei genitori”.

“Le madri devono essere messe in grado di conciliare in maniera integrata ed armonica il rientro al lavoro – continua – per questo ci saranno incentivi e premi per i datori che puntano sullo smart working e sulla riorganizzazione dei tempi di lavoro verso una maggiore flessibilità”.

C’è, poi, il capitolo dell’autonomia delle giovani generazioni (“un piano casa per le giovani coppie” afferma la ministro) e quello sulle misure di sostegno all’educazione dei figli. “Non è solo un fatto privato, ma lo Stato e la società devono sostenere le famiglie – afferma l’esponente governativa di Italia viva – per questo nel provvedimento ci sono contributi o defiscalizzazioni per l’acquisto dei libri di testo, per l’asilo nido, ma anche per tutto quello che può essere definito educazione non formale, dalla musica alle attività sportive e culturali”.

SUICIDI AL FRISI

Proprio l’importanza dei percorsi di educazione non formale sono, secondo la ministro Bonetti, una delle chiavi per contrastare fenomeni come i recentissimi, tragici suicidi di due studenti del Liceo Frisi di Monza (clicca qui). “Dobbiamo puntare sul permettere ai nostri giovani di rafforzare la competenza del sé – afferma – nella nostra società la valutazione dell’errore è vista come una condanna, mentre, come già avviene negli Usa per i curriculum di lavoro, il concetto deve essere quello della riattivazione del valore e della capacità di resilienza”.

RISORSE

L’impianto del Family Act richiede una copertura notevole. La cancellazione dei diversi bonus legati alla famiglia, attualmente in vigore, dovrebbe garantire 16 miliardi di euro. Ma si parla insistentemente, negli ultimi giorni, di reperire ulteriori risorse anche da una modifica del reddito di cittadinanza e della Quota 100.

“Sono previsti 2 miliardi di euro con la Legge di Bilancio di quest’anno – assicura Bonetti – io credo, comunque, che Quota 100, in qualche modo, dovrà essere messa in correlazione con il Family Act”.

LA MAGGIORANZA

All’Helios Hotel di Monza, la ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, che nel corso della serata si è impegnata anche ad intervenire sulla spinosa tematica dei finanziamenti pubblici ai Centri di aiuto alle donne maltrattate, era affiancata dal senatore Eugenio Comincini, ex sindaco di Cernusco sul Naviglio e dalla deputata Maria Chiara Gadda. Che, da esponenti di Italia Viva in Parlamento, hanno detto la loro sulle attuali tensioni nella maggioranza di governo.

“Ci viene rinfacciato che abbiamo votato contro al Senato sulla prescrizione, ma nessuno ha detto nulla sul fatto che il Movimento 5 Stelle, alla Camera, ha appena votato contro la maggioranza su alcune norme riguardanti l’editoria – afferma Comincini – allora il problema è la comunicazione che distorce la realtà”.

“Se volessimo rompere con gli alleati non ci occuperemmo così tanto di provvedimenti come il Family Act – tiene il punto la Gadda – questa maggioranza deve fare leggi che servono al Paese e non devono lasciare indietro nessuno”.