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Democrazia, Cgil Monza e Brianza: “Bisogna difenderla a partire dal lavoro legale”

Democrazia, Cgil Monza e Brianza: “Bisogna difenderla a partire dal lavoro legale”

12 Febbraio 2020

Viviamo tempi difficili in cui è visibile una diseguaglianza sociale sempre più accentuata. La crisi economica e finanziaria, scoppiata nel 2008 con i mutui subprime, sembra essere diventata una condizione endemica di cui non si riesce a vedere la fine.

In una situazione del genere fenomeni diffusi di illegalità hanno presa facile sui tanti che faticano a guadagnare abbastanza per arrivare tranquillamente a fine mese. E, così, esiste una correlazione potenzialmente pericolosa tra la crisi economica, la precarietà lavorativa, il razzismo, il rifiuto dell’accoglienza, la mafia e il ritorno di episodi che si richiamano al fascismo.

La Cgil Monza e Brianza sta facendo della lotta all’economia illegale e criminale un punto fermo della sua attività. Con l’obiettivo di costruire un sistema produttivo fondato su un lavoro più equo e stabile. Perché è  quest’ultimo che può contribuire alla salvaguardia della democrazia.

“Vogliamo porci, con la nostra presenza nei luoghi di lavoro, come sentinelle contro l’economia illegale e criminale, ma siamo anche presenti su questi fronti all’esterno di fabbriche ed aziende – afferma Matteo Casiraghi (nella foto in basso), dallo scorso ottobre (leggi qui) componente della Segreteria della Cgil Monza e Brianza – per questo tra febbraio e marzo, in collaborazione con diverse associazioni del nostro territorio, parteciperemo ad una serie di iniziative in favore della pace, della legalità e dell’accoglienza”.

ANTIMAFIA

La criminalità organizzata, la ‘ndrangheta in particolare, come hanno appurato diverse inchieste giudiziarie negli ultimi anni, è presente anche a Monza e in Brianza. Non la distinguono più, come in passato, l’accento, l’abbigliamento e nemmeno l’uso delle armi. Piuttosto, ormai, la capacità di costruire economia illegale per prendere possesso del territorio e ricattarlo.

“In Lombardia Monza e la Brianza,  in base ai dati dell’Osservatorio dell’Università di Milano, è al secondo posto, proprio dopo il capoluogo regionale, come numero di aziende, 25 e beni, 400, confiscati per attività criminali – spiega Casiraghi – nel nostro territorio si è diffuso ampiamente un sistema illegale di appalti e subappalti, con circuiti di riciclo  economico, che colpisce soprattutto settori come l’edilizio, l’alberghiero e la ristorazione”.

Il prossimo 21 marzo sarà la 25esima Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo della vittime innocenti delle mafie. E quel giorno la Cgil, che da anni collabora anche con Libera, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti, sarà presente in piazza a Monza. “Parteciperemo alla manifestazione del 21 marzo perché crediamo sia necessario costruire un percorso formativo e informativo all’interno dei luoghi di lavoro per contrastare tutte le condizioni di illegalità” annuncia Casiraghi.

ACCOGLIENZA

I decreti sicurezza, voluti dall’ormai ex Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, sono oggetto di discussione e polemica anche nell’attuale governo del premier Conte. La delicata tematica, che si interseca con l’accoglienza dei migranti, anche se vista nell’ottica del lavoro, potrebbe comportare conseguenze negative.

“Siamo di fronte a decreti sbagliati, che vanno superati – afferma, senza mezze misure, il sindacalista della Segreteria della Cgil di Monza e Brianza – rischiano, infatti, di consegnare centinaia di persone alla criminalità organizzata, che offre loro opportunità lavorative assolutamente illegali”.

“Nel nostro territorio, per colpa dei decreti Salvini, si sta smantellando un sistema, la Rete Bonvena che, grazie a diverse associazioni di volontariato, ha accolto in 120 strutture 900 rifugiati nel 2019 e 3600 richiedenti asilo negli ultimi 5 anni – continua – tutte persone alle quali si è cercato, attraverso voucher e borse lavoro, di dare formazione e condizioni di diritto ed economia”.

Su questo scottante fronte, la Cgil di Monza e Brianza è attiva da tempo. “Facciamo parte della Rete Brianza Accogliente e Solidale – spiega Casiraghi – tramite l’associazione Diritti Insieme, poi, forniamo a chi è arrivato nel nostro Paese, corsi d’italiano (clicca la news), oltre a consulenza e assistenza nel disbrigo delle pratiche connesse all’ottenimento e mantenimento dei titoli di soggiorno, prevenzione della dispersione scolastica e corsi di orientamento al lavoro”.

L’accoglienza si lega indissolubilmente alla pace. E, così, il 22 febbraio nella sede della Cgil, in via Premuda a Monza, ci sarà una serata, organizzata insieme ad Emergency, con protagoniste due studentesse di Gaza, attualmente ospiti dell’ospedale San Gerardo. Il 2 marzo, poi, presso i padri saveriani di Desio, si parlerà, in collaborazione con il movimento dei Fridays for future, dell’economia di guerra e di quanto la produzione delle armi possa incidere anche sull’ambiente.

ANTIFASCISMO

Il 27 gennaio, Giorno della Memoria, è passato da poco. Ma, purtroppo, è ancora fresco anche il ricordo di un episodio accaduto in questa occasione a Triuggio. Dove, nel pieno centro del paese brianzolo, ignoti hanno dato fuoco al manifesto dedicato proprio al Giorno della Memoria.

“Anche nel nostro territorio, che ha pagato dazio al nazifascismo con 300 deportati e 1200 lavoratori coatti, ci sono organizzazioni e associazioni che si richiamano ai valori che hanno portato all’Olocausto – sostiene il sindacalista della Cgil – io credo che, anche in questo caso, la crisi economica stia mettendo in discussione i meccanismi della democrazia e della solidarietà”.

Per contrastare questo pericoloso trend e tenere viva la memoria di quanto accaduto, la storia insegna che il ruolo dei lavoratori e di un’economia sana possono essere decisivi. “Basti pensare che nello sciopero del 1944, che coinvolse nel nostro territorio realtà come la Cgs, la Philips, la Falck e Breda, molti operai furono protagonisti dell’antifascismo – ricorda Casiraghi – anche oggi lavoratori, giovani e studenti devono impegnarsi perché non possiamo permetterci di tornare nel buio vissuto nel recente passato”.

Ecco perché la Cgil, oltre a partecipare ad una manifestazione in centro a Monza il prossimo 14 marzo, sostiene la Scuola di formazione politica, organizzata dall’Associazione Alisei, che da pochi giorni ha preso il via (vedi qui). Ad inaugurarla, non a caso, è stata Rosy Bindi, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia nella scorsa legislatura (ecco l’approfondimento).

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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