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Monza, arriva il garante dei diritti dei detenuti. In consiglio però è polemica

Monza, arriva il garante dei diritti dei detenuti. In consiglio però è polemica

13 Febbraio 2020

Con 25 voti favorevoli e un astenuto (il consigliere di Civicamente, Paolo Piffer), il consiglio comunale di Monza ha approvato il documento che sancisce l’arrivo del garante dei detenuti.

Una seduta sentita quella di lunedì sera, 10 febbraio, in virtù del delicato argomento quale è appunto il carcere di Monza. La struttura di via S. Quirico, infatti, si trova ormai da tempo a fare i conti con diverse problematiche, prima tra tutte la questione del sovraffollamento.

Ed è proprio da questa premessa che il primo cittadino, Dario Allevi, ha commentato in aula il provvedimento. “Il nostro carcere ha problemi di sovraffollamento come per le altre case circondariali del Paese. – ha affermato il sindaco – Da tempo ci stiamo adoperando affinché la vita al suo interno possa migliorare. Iniziative quali l’orto coltivato dai detenuti, il giornale scritto dagli stessi ospiti, sono solo i primi tasselli messi in campo per avviare un miglioramento nel percorso rieducativo. Ora approviamo questa nuova figura che diverrà un interlocutore in più per preservare i diritti delle persone in stato di detenzione. Il mio pensiero e ringraziamento va soprattutto agli agenti di polizia penitenziaria e tutti coloro che vivono il carcere per svolgere il proprio lavoro”.

Il Garante dovrà vegliare sulle condizioni di vita dei detenuti, sull’eventuale soppressione dei diritti individuali, sul rispetto della Costituzione in merito alla pena inflitta, che non dovrà essere addittivata con altre spiacevoli situazioni.
Il Garante dovrà coordinarsi con l’istituzione carceraria per trovare il modo che i detenuti possano imparare mestieri o comunque poterli praticare, in un’ottica di vera rieducazione sociale, così da trasformare questi concittadini in vere e proprie risorse per la nostra comunità.

Il documento, che ha accolto il parere favorevole dell’aula, ha comunque suscitato alcune polemiche. A manifestare le sue perplessità è stato il capogruppo di Civicamente, Paolo Piffer: “Peggio di non fare nulla c’è solo approvare documenti ipocriti e inefficaci. L’avevano già fatto con il regolamento della polizia, prima ancora c’è stato il bluff contro il gioco d’azzardo, stasera hanno replicato con l’istituzione del garante dei detenuti . È sempre tutto solo di facciata. Non si percepisce mai davvero l’intenzione di voler affrontare il problema in modo radicale. Non potevo rendermi complice di questa cosa, non potevo votare a favore. La questione Carcere è una cosa seria. Ci sono ragazzi che si sono tolti la vita, l’ultimo pochi giorni fa. Ci sono Agenti, medici, educatori e volontari costretti a lavorare in condizioni pietose. Mi sono permesso di proporre l’istituzione di una commissione straordinaria perché è evidente che molte cose non vanno e che è doveroso provare a capirci di più. Niente, bocciata. Secondo il Sindaco e molti consiglieri non è necessaria.  E come se non bastasse oggi è successa una cosa straordinaria, il consiglio comunale ha votato contro se stesso.  Praticamente per paura di “disturbare” il primo cittadino, i consiglieri di maggioranza (tranne Canesi e Capra)  hanno votato contro la proposta di far partecipare il Consiglio nella scelta della figura del Garante, modalità tra l’altro già presente in molti altri comuni. Niente. Davvero ogni tanto mi chiedo come si possa fare politica in questo modo”.

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Valentina Vitagliano
Brianzola d’adozione. Laureata in Lingue, e specializzata in Teorie e metodi per la comunicazione, scrivo principalmente di politica e fatti di cronaca cittadina.


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