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Ospedale di Carate: nuova metodica a Chirurgia Generale

Ospedale di Carate: nuova metodica a Chirurgia Generale

14 Febbraio 2020

Intervento presso la Chirurgia Generale dell’Ospedale di Carate, sotto il segno dell’innovazione e della qualità organizzativa. E’ stato eseguito, infatti, per la prima volta, una procedura di resezione del retto per via combinata, addominale e transanale, e con doppia équipe, chirurgica ed infermieristica.

“Il caso conferma – spiega Massimiliano Casati, Direttore della struttura – che anche in un ospedale cosiddetto piccolo e di provincia si possono eseguire interventi in linea con le più recenti evidenze scientifiche e finora sempre riferibili a centri di eccellenza”.

L’operazione ha interessato un paziente di 53 anni, affetto da tumore del retto, già sottoposto ad un precedente trattamento chirurgico di tipo oncologico e, successivamente, a chemio e radioterapia.

“L’intervento – racconta Casati – con notevole sforzo e impegno organizzativo, ha visto coinvolti un doppio team chirurgico (addominale e transanale, ognuno operante con apparecchiature video endoscopiche e set chirurgici dedicati – e una doppia équipe infermieristica, oltre al team anestesiologico. L’intervento chirurgico, della durata di 4 ore, è perfettamente riuscito; il decorso è stato regolare e il paziente è stato dimesso in ottime condizioni cliniche. Tengo a sottolineare che tutto ciò è stato reso possibile grazie al perfetto coordinamento tra i vari team e la completa disponibilità del personale di sala operatoria”.

Negli ultimi anni, continua lo specialista dell’Ospedale di Carate, le tecniche per la cura del cancro del retto sono decisamente migliorate, con risultati oncologici e funzionali molto positivi, consentendo, in laparoscopia, quindi con mini invasività, l’identificazione in modo preciso del tessuto da asportare per eliminare il tumore.

A Carate, dove gli interventi laparoscopici su colon e retto interessano l’85-90 % dei casi in elezione, cioè programmabili, ora si è introdotta una ulteriore evoluzione di tecnica chirurgica denominata TaTME.

  “Durante l’intervento chirurgico tradizionale – insiste il primario –per arrivare alla zona colpita dal tumore, si accedeva dall’addome, per poi scendere verso la cavità pelvica. Con la TaTME si accede invece anche per via transanale, permettendo così una migliore visione della parte finale del retto. E’ una tecnica che richiede – continua lo specialista – una grande esperienza nella chirurgia laparoscopica e transanale, oltre ad un lungo e impegnativo periodo di apprendimento e ad uno sforzo organizzativo notevole, poiché l’intervento viene condotto simultaneamente da due équipe.  Numerosi i vantaggi per il paziente, i più importanti dei quali sono la drastica riduzione della demolizione anatomica e quindi di stomie definitive e la possibilità di effettuare un intervento più preciso dal punto di vista oncologico”.

DATI

Il tumore al colon-retto è uno dei più diffusi: è al secondo posto tra le donne (13%) e tra gli uomini (16%) per incidenza e mortalità. Ogni anno vengono diagnosticati oltre 53.000 nuovi casi. Nell’ambito di tutti i tumori del grosso intestino, la localizzazione al retto rappresenta circa il 25-30% dei casi.

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Fonte Esterna
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