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Smog a Monza, l'assessore Sassoli: “Puntiamo sul rinnovamento del patrimonio edilizio”

Smog a Monza, l’assessore Sassoli: “Puntiamo sul rinnovamento del patrimonio edilizio”

21 Gennaio 2020

Lo scorso week-end anche a Monza è caduta qualche goccia di pioggia. Un po’ di vento ha permesso all’aria, quasi ferma da giorni per colpo di condizioni meteo stabili, di disperdere in parte le sostanze inquinanti.

La situazione climatica è così migliorata (leggi qui). Anche se proprio nella provincia di Monza e Brianza ancora oggi, 21 gennaio, sono confermate le misure antismog di primo livello perché i valori delle concentrazioni di PM10, le famigerate polveri sottili, sono stati per un solo giorno al di sotto del limite di 50 microgrammi per metro cubo.

E, così, a differenza di molti altri Comuni della Lombardia, compresa la vicina Milano, non potranno circolare autovetture diesel private Euro 4, veicoli commerciali diesel fino alla classe Euro e saranno in vigore limitazioni all’uso domestico di biomasse e alle temperature dei riscaldamenti nelle abitazioni ed esercizi commerciali, che devono essere massimo di 19 gradi. Stop anche a qualsiasi tipo di falò, al centro di polemiche nei giorni scorsi in occasioni della tradizionale festività di Sant’Antonio (clicca la news).

La rivalutazione giornaliera dei valori inquinanti ha determinato lo stop alle misure di primo livello nella provincia di Monza e Brianza a partire dal 22 gennaio. Ma, a prescindere dagli sviluppi, resta il problema della qualità dell’aria che respiriamo. Con tutte le conseguenze negative. Soprattutto per la nostra salute.

Lo stop al traffico automobilistico e altre misure, come le ormai storiche targhe alterne, non bastano. Lo ha detto, nei giorni scorsi, anche Cinzia Perrino, direttore dell’Istituto sull’Inquinamento atmosferico (IIA) del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche). Secondo la studiosa “il contributo diretto del traffico relativo alle polveri Pm10 è stimabile intorno al 25% e, vietando la circolazione ai diesel, più o meno la metà di quelli abituali, si potrebbe dire che si incide per poco più del 12%”.

E allora che fare per combattere l’inquinamento atmosferico a Monza? “Noi abbiamo un fattore scatenante che è la collocazione geografica, posti come siamo su assi ferroviari e viabilistici di primaria importanza, Svizzera-Milano e Torino-Venezia – afferma l’assessore comunale all’Ambiente e all’Urbanistica, Martina Sassoli – per questo, come amministrazione, abbiamo deciso di puntare sull’efficientamento energetico perché, secondo noi, il rinnovamento del patrimonio edilizio, anche considerando che il 60% dell’inquinamento deriva dalle caldaie, è la strada migliore”.

“Dal 2018 abbiamo previsto forti scontistiche sugli oneri di urbanizzazione, anche del 30-35% per nuove realizzazioni edilizie con le classi più performanti – continua – è un elemento sempre più richiesto anche dal mercato, che ormai si è già orientato sulla classe 3, ma comincia ad investire sulla classe 4 con immobili ancora più performanti dal punto di vista energetico”.

In ottica anti-smog il Comune di Monza sta cercando di mettere in pratica anche altre misure. “Vogliamo portare avanti nei prossimi anni un piano straordinario di piantumazioni – annuncia Sassoli – il nostro Ente si è dotato inoltre di uno strumento innovativo legato al cosiddetto lavoro agile, che consente minori vincoli di orario e luogo per svolgere la propria attività”.

Più di tutto, però, la sfida più potente per invertire il trend negativo dell’inquinamento atmosferico è il cambio di mentalità. “Possiamo e vogliamo incentivare la mobilità sostenibile, gli spostamenti ciclopedonali, ma non servirà se non riusciamo a modificare le nostre abitudini nel quotidiano – sostiene l’assessore comunale all’Ambiente – dobbiamo capire, ad esempio, che non si deve sprecare l’acqua, bisogna fare una buona differenziata e non usare la macchina. Le politiche ambientali, comunque, hanno sempre orizzonti molto lunghi”.

E allora non possiamo che sperare nelle nuove generazioni e nel futuro. Incrociando le dita perché non sia già troppo tardi per salvare il pianeta Terra e, di conseguenza, noi stessi. I posteri di manzoniana memoria vedranno se iniziative come la recentissima consegna di borracce ecologiche nelle scuole di Monza (qui l’approfondimento) avranno dato il contributo desiderato da chi le ha ideate.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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