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Vimercate Nuoto sulla nuova piscina: “Non siamo per nulla soddisfatti”

Nuove puntualizzazioni dell'associazione Vimercate Nuoto sul dissenso al progetto preliminare di riqualificazione della piscina.

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La piscina di Vimercate miete ancora malcontento.

Sotto accusa, l’indomani della Commissione Territorio in cui è stato illustrato il progetto preliminare, è finito nuovamente il procedimento di riqualificazione del centro natatorio pensato dall’amministrazione comunale. E a puntare il dito contro la formula è l’associazione Vimercate Nuoto, che con i suoi atleti è dovuta “emigrare” in stabilimenti fuori città dopo la chiusura del luglio 2018.

LE ACCUSE DI VIMERCATE NUOTO

“Sono state spese in questi mesi tante parole dall’amministrazione sul processo partecipativo che si sarebbe dovuto attuare – ha sottolineato il presidente del sodalizio sportivo, Paolo Prisco – ma dopo tavoli di lavoro e incontri di coinvolgimento delle parti interessate, possiamo dire che hanno fatto quello che hanno voluto.

O meglio, hanno lasciato tutto in mano al gestore, che ragiona da imprenditore e non tiene conto di orari di chiusura “larghi” che possano andare bene ad una società di nuoto agonistico, o dell’aumento del numero di corsie per evitare sovrapposizioni con chi pratica il nuoto libero.

L’amministrazione ha tutto il diritto di operare in questo modo, ma allora avrebbe dovuto dirlo subito evitando di prenderci in giro fin dall’inizio. Il gestore potrà inoltre a sua discrezione concedere l’impianto a terzi. Su questo punto l’amministrazione si è chiamata colpevolmente fuori, dopo le rassicurazioni che avevamo ricevuto nella fase partecipata. Possiamo poi dire, che l’impianto ricalca a grandi linee lo stesso che è rimasto attivo 50 anni, con pochi accorgimenti di rilievo”.

La stessa perplessità dell’operatore del nuoto è stata espressa anche sul punto relativo ai margini di modifica del bando per il progetto esecutivo e la gestione trentennale, per la cui stesura potrà essere incaricata Lombardia Nuoto, come pure un altro soggetto.

“Possono usare le parole che vogliono – ha aggiunto Prisco – ma se l’amministrazione dice che nel progetto deve essere fatto A, il concessionario si deve attenere e fare A”. C’è dunque preoccupazione sulla possibilità di “giocare” sulle condizioni del bando di gara. Nessuna dichiarazione a riguardo hanno voluto rilasciare in risposta i rappresentanti di Lombardia Nuoto.

Sulla possibile riproposizione di un progetto che ricalchi l’impianto esistente hanno detto la loro anche gli esponenti di minoranza nell’ultimo consiglio comunale di mercoledì, parlando, in sostanziale concerto, di modifiche minimali del progetto di fattibilità. E richiamando le parole dell’architetto di Lombardia Nuoto in commissione, che ha usato l’espressione di “normalizzazione dolce” in riferimento alle opere di riqualificazione.

Modifiche che non giustificherebbero quindi i tempi richiesti per la riapertura del centro, e che vedrebbero l’unica aggiunta di rilievo dei campi per il tennis scoperto. Affermazioni a cui il vicesindaco ha replicato elencando una serie di novità del bando. Dagli spogliatoi separati alla piscina dei bambini, fino agli accorgimenti per l’agibilità e la sicurezza dell’impianto, quali ad esempio l’accesso alle tribune. Le posizioni restano quindi distanti in attesa del bando per il progetto esecutivo.