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La libertà per l'essere umano domina la Notte Bianca al Liceo Zucchi

La libertà per l’essere umano domina la Notte Bianca al Liceo Zucchi

19 Gennaio 2020

Nel corso dei secoli si è combattuto e si combatte ancora per conquistarla. Se ne parla in tante canzoni, poesie ed opere letterarie. Spesso il dibattito politico la usa a sproposito.

La libertà viene desiderata, sognata e cercata dall’uomo nel mondo che lo circonda, mentre, invece, è l’essenza stessa del nostro essere. E la coscienza morale, cioè la capacità di estraniarsi da se stessi per comprendere ciò che si dice e si fa, è ciò che aiuta l’uomo a dare un indirizzo alla sua libertà.

E’ questo il messaggio lanciato da Vito Mancuso, noto teologo, filosofo e docente, ospite alla Notte Bianca del Liceo Classico e Musicale “Bartolomeo Zucchi” di Monza, uno dei 439 istituti di tutta Italia, che hanno partecipato il 17 gennaio alla Notte Nazionale del Liceo Classico, evento ormai giunto alla sesta edizione (leggi qui)

LA COSCIENZA MORALE

Le parole di Mancuso, nato e cresciuto a Carate Brianza prima di conquistare la ribalta nazionale, hanno la potenzialità delle verità senza tempo e senza spazio. Quelle che, in fondo, valevano per gli egizi e la Grecia antica. Per poi assumere significato in questa affermazione di Leonardo da Vinci: “L’omo è detto da li antiqui mondo minore e certo la dizione è bene collocata…”. Ed, infine, valgono ancora oggi in una società che ha raggiunto livelli di conoscenza, soprattutto tecnologica, molto alti.

“Le macchine stanno prendendo il nostro posto e si stanno sempre più umanizzando – afferma Mancuso nella sua conferenza allo Zucchi – l’uomo, invece, si sta sempre più meccanizzando, come dimostra l’ingegneria genetica e i microchip che presto riempiranno il nostro corpo”.

Nell’ambiguità tra materia e forma, tra la concezione pessimistica dell’homo homini lupus di Plauto e quella ottimistica dell’homo homini deus di Cecilio Stazio, c’è tutta la sfida passata, presente e futura dell’essere umano nel suo rapporto con la libertà, intesa come consapevolezza, creatività e responsabilità.

Oggi, però, la coscienza morale, che rende l’uomo davvero libero, rischia di essere una specie in via di estinzione. “Ogni epoca è costellata di esempi di persone prive di coscienza morale, persone come Adolf Eichmann, che si giustificò per lo sterminio degli ebrei affermando di aver solo eseguito gli ordini – sostiene il noto filosofo e teologo – oggi avere più coscienza morale ci serve a riacquistare il controllo della realtà perché, senza di esso, guardiamo al futuro con spavento”.

Se persone senza coscienza morale, che quindi fanno il male senza pensarci, saranno la maggioranza dipenderà anche da quanto saprà fare la scuola. “ Deve essere in grado di dare non solo istruzione, cioè il livello base di coscienza con la capacità di elaborare informazioni e l’autocoscienza, cioè la capacità di percepire se stessi come diversi dagli altri, ma anche l’educazione, che invece attiene proprio la coscienza morale” spiega Mancuso.

I MOMENTI SIGNIFICATIVI

La libertà e la coscienza morale sono state solo due delle parole chiave della Notte Bianca del Liceo Zucchi. Che, tra incontri, conferenze, concerti, giochi e laboratori, ha cercato di rendere attuale la classicità.

“Si pensa che la classicità sia persa in un’aurea di aristocrazia, ma noi pensiamo che sia fondamentale per dare gli strumenti necessari ad interpretare la realtà e magari anticipare il futuro – afferma la Dirigente scolastica dello storico istituto di Piazza Trento e Trieste, Rosalia Caterina Natalizi Baldi – un concetto, che, per noi, vale sia nell’indirizzo tradizionale sia in quello musicale, da diffondere prima di tutto ai nostri studenti, ma anche a tutta la cittadinanza in occasioni come la Notte Bianca”.

Non a caso, allora, il Liceo Zucchi, che il 3 marzo organizzerà la prima edizione del “Certamen Classicum Bartholomei”, una gara di latino e greco aperta a tutti i licei della Lombardia, abbia anche il laboratorio “Incontrare i classici”.

Tra i tanti momenti significativi della Notte Bianca 2020 dello Zucchi ci sono stati l’apertura con la lettura di un passo dal IV libro dell’Eneide e l’esibizione di Irina Gladilina, pianista russa e da settembre anche docente dell’istituto monzese.

Ma anche la premiazione di tre studenti, Alessia De Nicola, Carlo Panzeri e Paola Biglieri, vincitori delle Borse di studio Maria Rosa Montrasio Alfieri per i loro voti eccellenti in matematica, scienze e fisica e la conferenza “Processo decisionale e assunzione di responsabilità nella democrazia greca” della docente Cinzia Bearzot.

“Se Monza è risultata sesta per qualità della vita nell’ultima graduatoria del Sole 24 ore (clicca l’articolo), con ottimi punteggi nella categorie del tempo libero e cultura, è anche merito di quello che fa il Liceo Zucchi con serate come questa” afferma Massimiliano Longo, Assessore comunale al Commercio, al Lavoro, alle Attività produttive, al Turismo e alla Cultura, presente alla Notte Bianca insieme a Pierfranco Maffè, Assessore all’Istruzione del Comune di Monza.

DEHON E MAJORANA

 La partecipazione e l’affluenza di pubblico sono state significative anche per l’Istituto “Leone Dehon”, altro storico Liceo di Monza. Dove la Notte Bianca ha proposto momenti teatrali, percorsi storico-letterari e una tavola rotonda su tema complesso e di grande attualità:  “ALTERITAS Dal mondo classico incontri e scontri con L’ALTRO”.

Uscendo solo di qualche chilometro dal capoluogo della Brianza, precisamente al Liceo statale scientifico e classico “Ettore Majorana” di Desio, la Notte Bianca ha offerto letture collettive di classici, come la “Divina Commedia” di Dante, ma anche mostre e intermezzi musicali. Senza farsi mancare un aperitivo a base di pietanza greche curato dall’Istituto Olivetti di Monza.

“Con gioia e orgoglio possiamo affermare che la Notte Nazionale dei Licei Classici, per il nostro liceo, ha superato ogni nostra aspettativa – afferma la Dirigente scolastica del Majorana, Mariella Rauseo  – l’intera comunità, sia gli interni che gli esterni all’istituto, ha avuto modo di vivere “un tempo” speciale caratterizzato da un alto livello culturale ed umano”.

Materiale per riflettere l’evento del 17 gennaio ne ha lasciato tanto. Agli studenti, al mondo della scuola e ai cittadini più in generale. C’è almeno un anno di tempo per metabolizzarlo. Poi arriverà la prossima Notte Bianca a fornirci nuovi spunti per tentare di capire classicità e attualità.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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