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La storia di Pietro, il custode dal cuore d'oro che ha deciso di restare con i bambini

La storia di Pietro, il custode dal cuore d’oro che ha deciso di restare con i bambini

30 Gennaio 2020

Sono le 16 e 29 minuti di un normale martedì di gennaio. Mancano meno di 60 secondi all’uscita dei bambini della “Rodari“, la scuola elementare del quartiere Libertà di Monza. Al suono della campanella, le porte si aprono e a guidare i bambini verso genitori e nonni ci sono le maestre e un signore con un sorriso stampato sul volto. Quell’uomo, ci indicano alcune mamme, è Pietro Sciancalepore, il custode della scuola.

Per essere precisi, sarebbe meglio dire custode in pensione. Sì, perché il signor Sciancapelore, dopo oltre 40 anni nelle scuole monzesi, nel 2015 è andato in pensione. Tuttavia, ha deciso di rimanere a scuola, vicino a quei bambini che, a suo dire, lo rendono giovane. Una permanenza possibile grazie ad un accordo col dirigente scolastico e l’amministrazione monzese che, tra le altre cose, in questi anni gli ha permesso di continuare a vivere nell’appartamento accanto alla Rodari in cambio della prosecuzione dell’attività, questa a volta a titolo volontario e gratuito.

Alla fine dello scorso anno la giunta di Monza ha approvato una delibera per far sì che il signor Sciacalepore possa rimanere nell’alloggio della scuola fino al 31 dicembre 2025, fissando però alcune condizioni. Si stanno discutendo proprio in questi giorni i dettagli sull’accordo, ma, prima che sia tutto ufficiale, come MBNews vogliamo raccontarvi la storia di Pietro, il custode buono che a Monza ha trovato una seconda casa.

Un impegno nelle scuole di Monza

Chi lavora nelle scuole del quartiere, Pietro Sciancalepore lo conosce bene: una vita dedicata ai bambini, senza distinzione di colore della pelle o estrazione sociale. Pugliese trapiantato a Monza, ha iniziato a lavorare a scuola nel 1973. L’anno dopo, nel 1974, si è sposato e ha iniziato la propria vita come genitore. Lui e sua moglie hanno due figli maschi.

«Sono entrato nella scuola nel ’73, sembra un secolo fa – ci racconta. – Per due anni ho fatto il bidello, poi ho vinto il concorso e sono diventato custode nella scuola elementare di Via Monte Grappa, dove oggi sorge l’IPSIA. Sono rimasto 11 anni e in quel periodo ho aiutato tanti ragazzi. C’erano situazioni difficili: degrado e famiglie assenti si trasformavano facilmente in micro criminalità. Io però con i ragazzi non mi arrendevo: ci parlavo, lasciavo che si confidassero. Forse avevano solo bisogno di qualcuno con cui parlare. Poi nel 1986 sono arrivato qui, alle scuole primarie Gianni Rodari e ho trovato la mia casa. Ufficialmente custode fino al 2015, ora continuo a dare il mio contributo con i bambini. Non potrei immaginare la mia vita senza il loro affetto».

Generazioni a confronto

«Mi sento un po’ un tutto fare. – scherza Sciancalepore tirando fuori dalla tasca dei chiodini. – Se c’è qualcosa da fare mi rimbocco le maniche e non ci penso due volte. Dalle piccole manutenzioni quotidiane, fino al servizio mensa: do il mio contributo come posso. Aiuto i piccoli a mangiare, a volte li imbocco anche. E se c’è del cibo da buttare lo raccolgo e lo porto al canile. Sono cresciuto con la mentalità per cui le cose non si buttano e se si possono sistemare o darle ai più bisognosi lo faccio».

«In questa scuola – prosegue – ho visto tante generazioni di monzesi. I genitori di oggi, in alcuni casi, li avevo conosciuti da bambini e ora mi chiedono di tenere d’occhio i loro piccoli. Scherziamo sul fatto che loro diventano grandi e io invecchio: eppure sono ancora qua. I tempi cambiano, ma le passioni vere restano nel cuore».

«Prima della fine dell’anno organizzo sempre una gita al parco con tutti i bambini di 5° – racconta sorridente. – Lo faccio di sabato, fuori dall’orario scolastico in modo da non interferire con le regolari lezioni. Quest’anno saranno più o meno una settantina di ragazzi. Ci tengo che vengano tutti e anche se hanno difficoltà motorie o handicap cerco di coinvolgerli nelle attività. Anzi, sono quelli che mi supportano di più: si sentono davvero inclusi. E alla fine della giornata gli regalo una piccola medaglietta e una pergamena scritta da me: spero tanto che per loro sia un ricordo prezioso».

E adesso?

La comunità vuole ancora Pietro Sciancalepore a scuola. I genitori della Rodari hanno addirittura fatto una raccolta firme affinché il custode dal cuore d’oro rimanga con i loro bambini. Nei prossimi giorni si chiarirà la posizione del signor Sciancalepore, che si dimostra, però, molto fiducioso.

Per ora ci lascia con una battuta: «Voglio stare con i bambini fin quando potrò. Le loro azioni, i loro sorrisi, il loro entusiasmo, mi scaldano il cuore. Anche se sono in pensione mi sveglio con la voglia di lavorare. Sono fortunato: Monza mi ha dato tante soddisfazioni».

 

 

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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