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Monza e Brianza, incubo Pm 10. Ecco i dati rilevati nelle centraline ARPA

Monza e Brianza, incubo Pm 10. Ecco i dati rilevati nelle centraline ARPA

9 Gennaio 2020

Da martedì scorso, 7 gennaio, sono state sospese le misure temporanee per il miglioramento della qualità dell’aria introdotte nei giorni scorsi. ARPA Lombardia, infatti, ha certificato il rientro sotto il livello di 50 microgrammi/mc di PM10 per due giorni.

Secondo le centraline dell’Arpa gli inquinanti monitorati all’8 gennaio 2020 vedono a Meda 104   µg/m³ di PM10, 97   µg/m³ di Biossido di Azoto, 3.4   mg/m³ di monossido di carbonio e 12  µg/m³ di ozono.

Nella stazione di Monza Machiavelli i livelli di pm10 sono di 67  µg/m³ con un valore limite di 50 µg/m³. La situazione non migliora nella centralina di Monza Parco dove si registrano 69   µg/m³ di pm10.

“I dati sulla qualità dell’aria vengono esaminati ogni giorno e viene data comunicazione in maniera tempestiva circa la cessazione delle limitazioni temporanee di 1° livello” comunica Regione Lombardia. Come previsto dalle d.G.R. n. 7095 del 18 settembre 2017 e n. 712 del 30 ottobre 2018, qualora si registrassero un valore al di sotto della soglia unito a previsioni metereologiche con condizioni favorevoli alla dispersione degli inquinanti oppure valori al di sotto della soglia per due giorni consecutivi si potrà procedere con la disattivazione delle misure temporanee di primo livello.

Il meteo per i prossimi giorni vede alternarsi ore di sole a nuvolosità variabile con temperature che oscillano tra i 10 e – 2 gradi.

La scorsa settima sulla questione inquinamento si era espresso anche Geronimo La Russa, presidente dell’Automobile Club Milano, commentando l’entrata in vigore in Lombardia, delle misure per contrastare l’innalzamento del PM10. “Giusto e doveroso assumere provvedimenti a tutela dell’ambiente e soprattutto per evitare di mettere a rischio la salute dei cittadini. Obiettivi condivisi che vanno raggiunti con spirito comune. Evitiamo però che, anche nel 2020, come ormai da consuetudine da moltissimi anni, il capro espiatorio delle azioni antismog siano sempre e comunque gli automobilisti”.

“Il tema – sottolinea il presidente La Russa – va affrontato sempre più in termini di programmazione. Bene, dunque, in questa direzione, la ‘scatola nera’ per il controllo delle emissioni delle auto meno moderne, così come gli incentivi per la sostituzione dei mezzi datati. Analogamente sono da promuovere misure per la fluidificazione del traffico e per la razionalizzazione della distribuzione delle merci.

Non dimentichiamo però che l’inquinamento non è prodotto solo dai veicoli, quindi ragioniamo anche su politiche che riguardino, ad esempio, l’ammodernamento degli impianti di riscaldamento obsoleti degli edifici e l’implementazione del verde urbano”.

Tabelle: fonte dati Arpa Lombardia

 

 

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Valentina Vitagliano
Brianzola d’adozione. Laureata in Lingue, e specializzata in Teorie e metodi per la comunicazione, scrivo principalmente di politica e fatti di cronaca cittadina.


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