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Biennale Monza: ecco artisti e opere vincitrici

Biennale Monza: ecco artisti e opere vincitrici

7 Gennaio 2020

Ha chiuso i battenti la Biennale Monza. Ieri 6 gennaio ci sono state le premiazioni delle opere vincitrici. Dal 7 ottobre negli spazi dell’Orangerie della Villa Reale hanno esposto 10 prestigiose Accademie nazionali ognuna con tre artisti. La mostra dedicata alle giovani promesse dell’arte contemporanea si è dimostrata come sempre una  buna vetrina importante per artisti emergenti, molti dei quali stranieri.

Gli espositori, tutti giovanissimi, sono giunti a Monza grazie a 10 tutor universitari che li hanno scelti tra decine e decine di studenti. Hanno proposto opere creative dalla scultura, alle arti figurative, dall’audiovisivo ai materiali riciclati.

Ricordiamo che la Biennale riassume e porta avanti lo spirito della Mostra Nazionale di Pittura Premio Città di Monza, nata negli anni Cinquanta e attiva fino agli Ottanta con il sostegno del Rotary Club Monza. Organizza la Biennale il Comitato Premio d’Arte Città di Monza, costituito nel 2009 sotto l’egida del Comune di Monza, che riunisce Istituzioni e Associazioni Culturali del Territorio.

VINCITORI E OPERE

Lucia Cantò

Io, tu, 2019
Tele e macchine per scrivere: (io) tela di 400 cm, Olivetti 32; (tu) tela di 500 cm, Olivetti studio
Artista dell’Accademia di Belle Arti di Venezia
Tutor: Marta Allegri

Motivazione: l’uso originale e significativo di macchine per scrivere di design unito alla loro relazione con l’ambiente, con l’architettura, grazie alla tela dattiloscritta che parte dal rullo del carrello fino alla sommità della parete, genera una scenografica installazione, dai requisiti interattivi col pubblico.

Questo, infatti, si sente coinvolto dal meccanismo della scrittura e dalla lettura del testo, con le sue implicazioni letterarie. Un coinvolgimento umano che conferisce sostanza poetica all’opera, mettendola al riparo da ogni soluzione artefatta.

 

 

Anna Pezzoli

Pianta su pianta, 2018
Installazione multimediale (ferro, cemento, pianta di Mimosa pudica, 2 ventole e lampada a LED Cultilete), 150hx35x310 cm
Artista dell’Accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo  
Tutor: Francesco Pedrini

Motivazione: l’installazione, nella sua complessità tecnica, arriva ad esprimere un moto di poesia genuina, come lo è la natura di una mimosa pudica che nell’opera dell’artista riflette sulla difficile condizione di vita in zone di guerra.

Una realtà artificiale, a regime tecnocratico, dove la poca terra debitamente annaffiata lascia accesa la speranza in una soluzione di vita.

L’opera riflette sulla storia contemporanea e del passato, nella piena coscienza del conflitto permanente, quanto mai attuale, senza cadere nell’addetto.

 

Sarangerel Tserennadmid 

Erchim huch, 2019
Xilografia a mano doppia matrice su carta di riso giapponese
16 fogli 64×90 cm cada uno
Artista dell’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova
Tutor: Simona Barbera

Motivazione: la tradizionale arte della xilografia è riletta dall’artista in chiave contemporanea, senza venir meno ai suoi fondamenti tecnici.

Se il valore simbolico del segno è aderente alle attuali problematiche energetiche, la sua irradiazione nell’ambiente, grazie al passaggio della luce solare attraverso la trasparenza stratificata delle carte di riso, schiude a una dimensione spaziale che va oltre i valori di superficie.

Il tutto debitamente inquadrato in un pattern decorativo che non scade nel decorativismo.

 

Sara Vasini

The Bell Jar, 2018-2019
Materiale organogeno in oggetti già fatti
5 campane di vetro 15 cm ø cada una
Artista dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna
Tutor: Paola Babini

Motivazione: i giochi d’infanzia dell’artista sono riscattati dall’oblio attraverso un accurato intervento artistico: il micromosaico viene ad occupare i vani vuoti dei piccoli oggetti, impreziosendoli, non senza una vena d’ironia che rivitalizza la loro dimensione ludica.

La tecnica del mosaico è così applicata in piena sintonia con lo spirito delle cose vissute e con il loro respiro narrativo, non senza allusioni letterarie messe in luce dal titolo dell’opera.

 

Pietro Vitali

Babel, 2019
gettata di cemento in 20 calchi di polistirolo
15x15x15 cm cada uno
Babel, 2019
11 lastre di grafite su cemento
19×19 cm cada uno
Artista dell’Accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo
Tutor: Francesco Pedrini

Motivazione: l’installazione, nel suo sviluppo plastico e grafico, rende con perizia tecnica gli effetti devastanti del conflitto armato che trova un riscontro tangibile nella rappresentazione di architetture distrutte.

L’artista stabilisce un suggestivo dialogo tra la dimensione tridimensionale del tessuto urbano collocato al suolo con i disegni di edifici visti dall’alto, in linea con le avanzate vedute satellitari adottate in guerra.

Il tutto porta a riflettere sulla decadenza della civiltà contemporanea, ancora offesa da numerosi conflitti armati.

 

Premio Massimo Viscardi

Raffaele Greco

Quiescenza, 2019
Installazione composta da una stampa fine-art 70×100 cm (ed. 1 di 3 + 2 prove d’autore) il filmato di 67’ 32’’ (ed. 1 di 3 + 2 prove d’autore), immaginette-santini del carciofo/cosca e della pietra vulcanica, vassoio d’argento e pietra lavica. Dimensioni variabili.
Artista dell’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano
Tutor: Mauro Folci

Motivazione: il Premio Massimo Viscardi, nell’attenzione rivolta alla fotografia e al reportage da viaggio, ha selezionato la videoinstallazione di Raffaele Greco, Quiescenza, per la sensibilità fotografica dell’artista, per il suo impegno sociale e per la vena narrativa con cui ha girato il film.

Un viaggio simbolico attraverso il Paese e le sue contraddizioni che approdano, con tutto il loro carico, nella città di Monza.

 

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