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A spasso tra Kenya e Tanzania, una Fiat d’epoca corre per il Comitato Verga di Monza

A spasso tra Kenya e Tanzania, una Fiat d’epoca corre per il Comitato Verga di Monza

18 Dicembre 2019

Ci hanno preso gusto. E, così, ci vogliono riprovare Enrico Paggi e Federica Mascetti, due pensionati di Varese. Che, dopo aver partecipato nel 2019 alla Pechino-Parigi, una gara non competitiva per auto storiche di circa 14mila chilometri, dove hanno conquistato la medaglia di bronzo (clicca qui), questa volta hanno scelto l’Africa.

Dal 15 febbraio al 5 marzo 2020, dovranno superare, i 3600 chilometri del Southern Cross Safari, un evento curato da Rally the Globe, una associazione senza fini di lucro inglese. Enrico e Federica, rispettivamente pilota e navigatore, a bordo della loro Fiat 124 Spider del 1971, attraverseranno il Kenya e la Tanzania.

La partenza è prevista a Watamu. Poi, con tappe da 250 o 400 chilometri al giorno, affronteranno 9 parchi naturali, sosterranno ben 21 prove a tempo, passeranno vicino al Kilimangiaro. Faranno anche tappa al Treetops Lodge Hotel, dove nel 1952 la Principessa Elisabetta di Inghilterra, in visita di Stato in Kenya e nei territori del Commonwealth, seppe che, al suo ritorno in Patria, sarebbe stata incoronata come Regina Elisabetta II del Regno Unito.

“Ci stiamo preparando a questo rally, la nostra PePa, come chiamiamo la Fiat 124 Spider, è già partita da 3 settimane e la ritroveremo alla partenza a febbraio – spiega la coppia lombarda di appassionati di auto storiche – noi partiremo per il Kenya a ridosso della partenza e torneremo a casa circa un mese dopo”.

Sulle difficoltà del Southern Cross Safari, che porterà Enrico e Federica, a bordo dell’unico equipaggio italiano sui 25 partecipanti, attraverso luoghi come Serengheti, Masai Mara e Ngoro, non ci sono dubbi.

“Se lì piove ci troveremo a combattere con mezzo metro di fango e potrebbe capitarci anche di cambiare le ruote dell’auto con i leoni a poca distanza – spiegano i due pensionati di Varese, ex marito e moglie – non ci saranno officine, ma una macchina scopa. Speriamo che l’assistenza dell’organizzazione sia migliore rispetto alla Pechino-Parigi”.

Per affrontare nelle migliori condizioni la competizione africana, la PePa, che sarà portacolori dell’Asi (Automotoclub Storico Italiano), è stata sistemata dopo la dura esperienza della Pechino-Parigi. Per questo le sono stati ridati i cavalli originari del motore, è diventata più leggera e alta di prima e sono state rinforzate ulteriormente le sospensioni con attacchi e molle più robuste.

Rispetto all’avventura del rally asiatico di pochi mesi, non è cambiato il fine con il quale Enrico e Federica, che amano da sempre viaggiare e collezionano anche mezzi della Seconda Guerra mondiale, partecipano alla particolare competizione in Kenya e Tanzania.

“Vogliamo portare anche in Africa il messaggio del Comitato Maria Letizia Verga di Monza che da 40 anni è impegnato nella ricerca, cura e assistenza dei bambini colpiti da leucemia e linfoma” spiegano i due pensionati di Varese.

“Questa volta – continuano – non abbiamo pensato ad una raccolta fondi come in occasione della Pechino-Parigi, quando abbiamo messo insieme oltre 15mila euro (leggi l’articolo), ma distribuiremo gadget del Comitato e, al nostro ritorno in Italia, ci inventeremo qualcosa per pubblicizzare le attività di questa straordinaria Onlus (vedi la news)”. Insomma, per Enrico e Federica, di sicuro la macchina della solidarietà non si ferma mai.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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