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Biassono, giro di vite della politica locale contro il gioco d'azzardo

Biassono, giro di vite della politica locale contro il gioco d’azzardo

12 Dicembre 2019

La politica di Biassono si mobilita contro il gioco d’azzardo legale.

È quanto emerso anche dall’ultimo consiglio comunale, in cui la minoranza di Biassono Civica si è vista respingere dalla Lega la mozione in cui la lista indicava, in tre punti, come combattere il fenomeno che nel paese brianzolo è molto diffuso, stando ai dati disponibili.

In particolare, chiedendo la distanza minima dei locali con apparecchi per il gioco d’azzardo, di almeno 500 metri dai “luoghi sensibili” del paese; limiti d’orario di funzionamento dei dispositivi collocati negli esercizi pubblici e detassazione completa della TARI per le attività che disinstallano gli apparecchi, per i 5 anni successivi.

In realtà, come spiegato dall’assessore ai Servizi Sociali, Nadia Beretta, non si è trattato di una bocciatura, dal momento che l’amministrazione sta portando avanti da tempo questa battaglia, in accordo con gli altri 12 comuni dell’ambito socio-sanitario caratese.

GIOCO D’AZZARDO: IL PIANO D’AZIONE

“Ho ringraziato il gruppo di minoranza per aver posto l’attenzione su questa piaga – ha fatto presente Beretta – di modo che la cittadinanza sia informata di quanto si sta facendo.

Come Comune di Biassono siamo stati tra i primi ad attivarci su questa tematica con un regolamento ad hoc del 2008 che consente al sindaco di emettere ordinanze per stabilire per esempio delle fasce orarie consentite per il gioco d’azzardo, o il divieto di gioco per i minorenni.

Stiamo inoltre predisponendo un regolamento generale, d’intesa con i comuni del distretto socio-sanitario di zona“. Una vera piaga, quella che affligge Biassono, anche guardando i numeri del costo sociale delle “macchinette” e rapportandoli a quelli dei comuni limitrofi.

Secondo i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in riferimento all’anno 2016, sono 15,9 i milioni di euro persi dagli utenti che hanno giocato a Biassono, per una spesa procapite di 1.304 euro a testa, e 67 macchine da gioco installate.

Ma uno dei problemi principali della lotta alla ludopatia resta il fatto che il fenomeno è purtroppo incontrollabile nelle forme disponibili oggi, dalle console e ai pc, forme che l’ambito pubblico non può contrastare con nessuna modalità di controllo né norma.

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Matteo Lucchini
Amante dell'arte e della (buona) musica, mi diverto ad addentrarmi negli angoli inesplorati della cronaca locale, alla ricerca di verità e curiosità del borgo accanto. Scrivo per passione. Lo stile? Per me non è importante, è tutto.


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