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Il 2020 alle porte, Cgil MB: “Segni di ripresa, ma tante crisi da affrontare”

Il 2020 alle porte, Cgil MB: “Segni di ripresa, ma tante crisi da affrontare”

30 Dicembre 2019

Il 2019, secondo Angela Mondellini, Segretaria generale della Cgil Monza e Brianza, “ha dato qualche timido accenno di stabilizzazione”. Ma l’anno giunto ora al termine ci lascia anche con tanti nodi spinosi sul tappeto. Anche nel nostro territorio.

“Nel 2019 abbiamo avuto ben 13 morti sul lavoro, quasi il doppio rispetto al 2018, ci siamo mobilitati per difendere i diritti dei lavoratori e la qualità del comparto sanità – afferma, in quest’intervista ad MBNews, la leader del sindacato di via Premuda, da poco più di un anno prima donna al vertice della Camera del Lavoro di Monza e Brianza (clicca qui) – poi si è registrata anche una crisi dei consumi, con conseguenze negative, come nel caso del Mercatone Uno e della Conad-Auchan”.

Ecco perché la Mondellini si dice pronta a guidare nel 2020 una battaglia sindacale su più fronti. “La priorità è il consolidamento degli attuali segnali di stabilizzazione, soprattutto nei settori industriali – spiega la Segretaria della Cgil Monza e Brianza – inoltre, tra le altre cose, è necessario estendere i diritti oltre i confini della fabbrica e, in particolare, a tutti i lavoratori precari, come i riders (leggi l’articolo). In tema di sostenibilità ambientale, poi, ci impegneremo perché anche la politica dia un supporto decisivo all’economia circolare”.

E’ passato un anno dalla sua elezione a segretaria della Cgil Monza e Brianza e dei suoi quasi 70mila iscritti. Qual è il bilancio personale?

E’ stato un anno molto intenso. Il bilancio è sicuramente positivo. Ho una bella squadra che, nell’attività di rappresentanza delle esigenze del nostro territorio e dei suoi cittadini, è riuscita a fare molte cose, anche al di là delle mie aspettative iniziali.

Aveva immaginato un 2019 pieno di sfide (vedi la news), che anno si è effettivamente rivelato?

 E’ stato un anno di crisi aziendali. Rispetto al recente passato, però, abbiamo visto almeno accenni di stabilizzazione, anche se non ancora di ripresa. Abbiamo fatto un lavoro intenso di mobilitazione sulla sanità, ma siamo stati impegnati anche sul reddito di cittadinanza e sui cambi di modalità per la richiesta degli assegni per i nuclei familiari.

Il 2019, poi, a Monza e in Brianza, è stato un anno nero per la sicurezza sul lavoro. Ci sono stati 13 morti, quasi il doppio dell’anno scorso e un innalzamento delle malattie professionali. Su questi fronti abbiamo avviato un dialogo con la Prefettura per rendere più agevole lo scambio di informazioni. Bisogna anche aumentare i controlli, investire sulla formazione dei lavoratori e coinvolgere maggiormente i Rls in un discorso di prevenzione.

Per la Cgil Monza e Brianza, quali sono le prospettive del 2020?

La priorità è il consolidamento dei timidi segnali positivi del 2019. Temiamo l’instabilità della Germania, il principale produttore di auto in Europa, con tutte le possibili conseguenze negative in Brianza per il settore dell’automotive e della componentistica. Ci sono, poi, crisi aziendali che restano sorvegliate speciali, come ad esempio la Candy.

Per noi sarà ancora più centrale la questione sanità. In Brianza si parla di cambi di assetto, ma prima dell’eccellenza nella cura e nella ricerca, ci sono la prevenzione e la territorialità come punti di riferimento in continuità con l’attività dei medici di base. La sanità deve parlare a tutti. Per questo abbiamo già incontrato l’assessore regionale, a cui sottoporremo un progetto per non smantellare questo fondamentale comparto.

Da cosa potrà derivare un possibile salto di qualità per l’economia locale?

Sviluppo e innovazione devono essere i punti cardine per le nostre imprese. I sindacati hanno il compito di agevolare la digitalizzazione, il cambiamento tecnologico e l’attrattività di Monza e della Brianza attraverso le infrastrutture materiali e immateriali, la formazione, il rapporto tra Università e territorio.

Uno dei settori più tormentati nel 2019 è stato quello del commercio. Lo testimoniano anche i casi del Mercatone Uno, di Conad-Auchan e, più recentemente, dell’Adidas. Quali iniziative la Cgil è pronta a mettere in campo?

La difficoltà nei consumi si è scaricata sul terziario. E se ad essere fagocitato per primo è stato il commercio al dettaglio, ora a pagarne le conseguenze è sempre più la grande distribuzione. Ecco perché lotteremo perché vertenze come Mercatone Uno e Conad-Auchan, che coinvolgono migliaia di lavoratori in Italia, siano all’ordine del giorno delle crisi sul tavolo del Governo al pari di Alitalia e Ilva, capaci di suscitare più facilmente clamore.

 Il diffondersi esponenziale del commercio on line, poi, sta ponendo seri problemi di tutela dei diritti dei lavoratori nella logistica, in particolare nella consegna della merci. Il nostro impegno è per ottenere garanzie maggiori per chi, spesso giovane, precario e sfruttato, è impiegato in questo settore.

Monza e la Brianza sono salite al sesto posto nella classifica del Sole 24 Ore sulla Qualità della vita, ma l’ambiente resta una delle emergenze principali nel nostro territorio.  Quale sarà nel 2020 il contributo della Cgil Monza e Brianza?

 Il risultato nella graduatoria sulla Qualità della vita ci fa piacere, ma purtroppo non riguarda certamente tutti. La decisione del Comune di Monza, ad esempio, di abbassare la soglia di esenzione dell’addizionale Irpef da 18.000 a 12.000 euro lordi, scelta che continueremo a contrastare (ecco l’approfondimento), rende la vita più cara a chi già non naviga nell’oro.

Sull’ambiente, in particolare sulla qualità dell’aria, c’è poi tanto da fare. Viviamo in una zona altamente urbanizzata e con la presenza di notevoli infrastrutture. Anche l’arrivo futuro della metropolitana rischia di essere paradossale se intanto si chiudono le stazioni ferroviarie nell’Alta Brianza. Bisogna ridurre al minimo l’uso di energia fossile e instaurare un circolo virtuoso tra aziende pubbliche e private, che si occupano del ciclo dell’acqua e dei rifiuti.

Nel 2019 siete scesi in piazza con i giovani dei Fridays for future e avete organizzato anche un convegno sui cambiamenti climatici. Appoggerete ancora questo movimento?

Nel 2020 saremo ancora al fianco dei giovani dei Fridays for future e continueremo a proporre lo strumento della giusta transizione, cioè la necessità di chiudere il ciclo completo della produzione in un’ottica di economia circolare, dal cosa si fa al come lo si riutilizza.

Nel 2020 lo Statuto dei lavoratori compie 50 anni. La Cgil Monza e Brianza ha anche indetto un bando di concorso per la realizzazione di un logo. Cosa c’è da cambiare per rendere lo Statuto più attuale?

Sicuramente bisogna estendere la battaglia dei diritti dei lavoratori oltre i confini della fabbrica. Nel 2016 abbiamo lanciato la Carta dei Diritti Universali del Lavoro, una campagna capace di raccogliere milioni di firme. Questa proposta di legge, purtroppo, non è stata ancora nemmeno presa in considerazione dal nostro Parlamento.

Intanto, però, il clamore sui riders, i ciclofattorini impegnati a consegnare cibo a domicilio per alcune piattaforme digitali (leggi l’articolo), ha fatto emergere ancora di più l’esigenza di riconoscere i diritti fondamentali a tutte le donne e gli uomini che lavorano, per il solo fatto che lavorano, a prescindere dal tipo di occupazione, di contratto, dal luogo di lavoro e dalle dimensioni aziendali. I diritti devono essere in capo alle persone in quanto tali.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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