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L'Api guarda al 2020, il presidente Galassi: "Tutti verso la trasformazione digitale"

L’Api guarda al 2020, il presidente Galassi: “Tutti verso la trasformazione digitale”

20 Dicembre 2019

“Gli imprenditori sono molto propensi a introdurre o implementare in azienda le tecnologie digitali, ma non basta concentrarsi solamente su formazione, macchinari, marketing, big data e comunicazione. E’ necessario un mutamento di mentalità, che abbracci più settori. Per farlo serve il supporto di tutti, dalle istituzioni alle associazioni datoriali”.

E’ questa una delle priorità, anche a Monza e in Brianza, che per il 2020, in quest’intervista ad MBNews, individua Paolo Galassi, presidente dell’A.P.I. (Associazione delle Piccole e Medie Industrie). Che nel nostro territorio, dove è presente dal 1987, ha 245 aziende associate, per un totale di 4.624 dipendenti. Si tratta per il 90% di realtà manifatturiere di diversi ambiti, in particolare della meccanica di precisione e delle forniture al comparto oil&gas e per il 10% di imprese di servizio alla produzione. Con una quota del 70% di aziende esportatrici.

Digital Transformation: impatto e opportunità sul business delle PMI, è stato non a caso il tema dell’evento che abbiamo organizzato a Limbiate il 6 dicembre 2019 – continua Galassi – ad ospitarci l’impresa associata ad A.P.I., AM Instruments Srl, un’eccellenza brianzola, specializzata nel controllo della contaminazione, che sta investendo molto nella digitalizzazione di processi e prodotti”.

Non c’è solo la trasformazione digitale tra gli obiettivi che il presidente dell’Api considera prioritari per il rilancio dell’economia brianzola. “I temi su cui concentrarsi nel 2020 sono anche Industria 4.0, economia circolare e sostenibile, internazionalizzazione e conciliazione vita-lavoro” afferma Galassi. Ma per l’Associazione delle Piccole e Medie Industrie è importante anche una maggiore vicinanza alle esigenze delle aziende del Governo e delle Amministrazioni territoriali.

Presidente Galassi, dal suo osservatorio particolareggiato, che anno è stato il 2019 per l’economia brianzola?

Dieci anni di crisi hanno avuto un forte impatto negativo. In tutta la Lombardia, si stima un totale di oltre 20.000 aziende chiuse. L’export è l’elemento trainante per la crescita delle PMI lombarde, ma gli imprenditori devono andare oltre la vendita nei Paesi europei, oramai mercato domestico e devono rivolgersi a mercati più ampi, con consapevolezza.

Rispetto all’anno scorso, il tessuto produttivo del territorio di Monza e Brianza mostra una decelerazione ed una flessione nel 2019, sia nelle attività produttive manifatturiere che nell’export, influenzati in parte dal rallentamento del commercio mondiale.

Le imprese brianzole come possono uscire da una situazione congiunturale difficile?

Uno dei punti di forza delle imprese brianzole è la qualità dei loro prodotti e servizi, un vantaggio competitivo riconosciuto a livello internazionale in numerosi comparti. Il loro potenziale risiede, inoltre, nella capacità di adattarsi più rapidamente all’evoluzione dei mercati esteri, grazie alla struttura snella che le contraddistingue.

Per tornare a crescere ci vogliono nuove strategie che vedono nell’innovazione e nella digital trasformation leve competitive importanti da affiancare alle esportazioni. Oggi più che mai è fondamentale promuovere anche la formazione di imprenditori e dipendenti e investimenti in nuovi processi e prodotti da offrire ai mercati internazionali.

In questo contesto di incertezza, quale deve essere il ruolo del Governo?

Nello scenario globale, è di fondamentale importanza che il Governo si renda interprete delle eccellenze italiane nel mondo. Deve varare, finalmente, una politica industriale di medio-lungo periodo, che dia agli imprenditori un indirizzo su cui fare scelte di business.

Inoltre è necessario avviare interventi strutturali volti alla valorizzazione del brand Italia e alla tutela degli interessi delle nostre Aziende nell’UE. Servono maggiori certezze e più incentivi per l’implementazione di progetti cardine volti a sostenere la competitività, quali trasformazione digitale, formazione e innovazione.

Quali sono le priorità di A.P.I. per il territorio di Monza?

Far sentire la voce delle PMI nel chiedere un potenziamento delle infrastrutture fisiche, strade e viabilità e di quelle digitali. Le aziende lamentano infatti l’assenza di fibra ottica e difficoltà di connessione con relativi problemi operativi.

Ribadiremo, inoltre, la necessità di una maggiore vicinanza delle Amministrazioni territoriali alle esigenze delle aziende in termini di sicurezza dei territori, realizzazione di norme chiare e procedure snelle e riduzione della pressione fiscale a livello locale. Ad esempio la normativa dei Piani di Governo del Territorio dovrebbe essere semplice, garantire tempi certi di risposta e una riduzione della burocrazia.

Più nello specifico, che 2019 è stato per A.P.I.?

Tutela, efficienza, sviluppo, innovazione, sostenibilità e networking sono le aree strategiche che riassumono le macrocategorie dei bisogni delle imprese associate e indirizzano gli obiettivi su cui A.P.I. si è concentrata principalmente, implementando progetti e attività volti a generare condizioni favorevoli per lo sviluppo delle PMI.

E come immagina, invece, il vostro 2020?

Andiamo incontro ad un 2020 certamente difficile, se non si trova stabilità governativa e non si concretizzano azioni di tutela e salvaguardia del tessuto manifatturiero, che crea posti di lavoro, genera benessere per il territorio in cui opera e sostiene la ricchezza e la competitività dell’intero sistema-Paese.

I temi su cui concentrarsi sono: Industria 4.0, economia circolare e sostenibile, comunicazione digitale, internazionalizzazione e conciliazione vita-lavoro. A.P.I. sarà a fianco delle PMI in queste sfide cruciali per diffondere la cultura del “saper fare” e il valore di “fare impresa”, con un’attenzione particolare al territorio dove le aziende operano.

Quali sono le attività principali che pensate di realizzare a Monza e Brianza?

Sicuramente c’è l’impegno nell’intensificare la presenza ai tavoli di lavoro degli Enti Locali, per mantenere alta l’attenzione delle istituzioni brianzole e di Regione Lombardia sul territorio e su chi fa impresa. Poi la promozione della digital trasformation, di investimenti in innovazione, Industria 4.0 e internazionalizzazione, anche attraverso la formazione di imprenditori e lavoratori.

Quindi favorire l’accesso al credito, tagliare il costo del lavoro e la sburocratizzazione. Ancora l’organizzazione di eventi sul territorio che generano valore per le PMI e stimolano nuove opportunità, come quello di Limbiate del 6 dicembre 2019 “Digital Transformation: impatto e opportunità sul business delle PMI”, curato da A.P.I. in collaborazione con l’Agenzia milanese TWIG Srl.

Cosa è emerso da quest’ultimo appuntamento?

Ha rappresentato un interessante momento di confronto sulla digital transformation, per capire metodi e strumenti adatti a guidare l’evoluzione digitale delle industrie, come usare al meglio il design strategico, il marketing e la comunicazione per dare slancio alle imprese.

Significativa anche la scelta di organizzare l’evento presso l’impresa associata ad A.P.I., AM Instruments Srl di Roberto Fossati e Cinzia Pagani. Una eccellenza brianzola, che tra pochi mesi taglierà il traguardo dei 30 anni e sta investendo molto nella digitalizzazione di processi e prodotti, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze del mercato farmaceutico del prossimo futuro.

Foto gentilmente concesse dall’Ufficio stampa API

 

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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