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Strade chiuse alla scuola Tacoli, il Comune a Fiab Monza: “La scelta deve essere condivisa”

Strade chiuse alla scuola Tacoli, il Comune a Fiab Monza: “La scelta deve essere condivisa”

12 Novembre 2019

Strade chiuse sì, strade chiuse no. Tranquilli, non stiamo parlando di nuovi cantieri a Monza, che negli ultimi mesi stanno incidendo molto sulla viabilità in città. Ma della proposta, lanciata da FIAB Monza in Bici, di chiudere le strade adiacenti ai plessi scolastici mezz’ora all’entrata e mezz’ora all’uscita dei bambini (clicca qui).

Una proposta che continua a far discutere. In particolare in via Pisani a Monza dove ha sede la Scuola Primaria Tacoli. Perché è proprio qui che, alla fine dell’anno scolastico 2018/19, la storica associazione cicloambientalista della città, ha organizzato due rilevamenti dell’inquinamento atmosferico.

Con sensibili picchi di inquinanti e un accumulo significativo di sostanze velenose all’entrata dei bambini a scuola. Fino, come per la presenza di Black Carbon, a 10 volte di più rispetto alle altre fasce del giorno (vedi la news).

Ora, ad anno scolastico ormai iniziato da due mesi, FIAB Monza in Bici, accompagnata dalla Tecnic S.a.s. di Bareggio, la società che ha effettuato le rilevazioni atmosferiche il 2 maggio e il 7 giugno nei pressi della Tacoli, ha incontrato l’assessore comunale all’Ambiente e all’Urbanistica, Martina Sassoli e quello alla Sicurezza, Mobilità, Viabilità e Polizia locale, Federico Arena.

L’obiettivo era fare il punto della situazione e, se possibile, procedere con la chiusura delle strade adiacenti alla scuola Tacoli.

Ma bisognerà ancora aspettare prima di arrivare ad un eventuale fumata bianca. Perché le posizioni in campo non sono combacianti. “Viviamo in una città molto caotica dal punto di vista viabilistico, questa sperimentazione può essere molto positiva, ma deve essere condivisa da scuola e genitori in primis – afferma Sassoli – non basta, quindi, che la Tacoli aderisca alla proposta della Fiab, ma la scuola deve farsi promotrice lei stessa con il Comune dell’iniziativa. Il rischio, altrimenti, è che non venga fatto nella realtà quello che viene stabilito”.

L’associazione cicloambientalista sembra, invece, voler spingere sull’acceleratore. Naturalmente uno di quelli, data la circostanza, virtuale e non legato ai motori. “Il problema inquinamento a Monza è molto grave e, in questo caso, si tratta di far respirare meno sostanze tossiche ai bambini, soggetti da tutelare maggiormente – afferma Massimo Benetti, portavoce di Monzainbici  – Anna Maria Celso, la Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Don Milani, di cui fa parte la Tacoli, ci ha già dato la sua adesione”.

“Tra l’altro vorrei ricordare che iniziative di questo tipo sono già in corso in altre città italiane, compresa la vicina Milano, e in molti Paesi europei – continua – non capisco, quindi, perché tutte queste difficoltà da parte del Comune di Monza”.

E’ molto probabile, insomma, che per la chiusura delle strade adiacenti alla scuola Tacoli, all’entrata e all’uscita dei bambini, ci sarà da aspettare. E meno male, se così si può dire, che quest’autunno, per il momento più piovoso della media del periodo, sta contribuendo ad abbassare un po’ il tasso di inquinamento a Monza. Che, però, con la sua provincia, è 79esima nel recentissimo dossier dell’Ecosistema Urbano 2019 stilato da Sole 24 Ore e Legambiente. Una posizione che la colloca ultima in Lombardia per i parametri legati ad aria, acqua, rifiuti, mobilità e ambiente.

Senza contare che, a gennaio di quest’anno, il rapporto “Mal’aria 2019” ha attestato che nel 2018 sono stati 140 i giorni in cui complessivamente la città di Teodolinda ha raggiunti picchi fuori legge di concentrazioni di polveri sottili e/o di ozono (qui l’approfondimento). Chissà se si riuscirà a smuovere la situazione alla Tacoli  almeno entro la primavera 2020. Quando le piogge presumibilmente daranno un minore contributo all’abbattimento dell’inquinamento.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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