Economia

Nuovo Codice crisi d’impresa, il 4 dicembre convegno di Confimi Monza e Brianza

L'evento, organizzato insieme all'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, darà all'imprenditore gli strumenti per comprendere ed adeguarsi alla legislazione da poco in vigore.

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Dare all’imprenditore istruzioni operative per aiutarlo a prevenire e ad affrontare l’eventualità di una crisi aziendale. E, allo stesso tempo, renderlo più cosciente delle novità introdotte dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, approvato con decreto legislativo lo scorso gennaio.

E’ questo lo scopo del convegno “Dal nuovo Codice della crisi d’impresa – Dalla parte dell’imprenditore: opportunità e rischi” (qui per info e iscrizioni), organizzato da Confimi  (Confederazione dell’industria manifatturiera e dell’impresa privata) Monza e Brianza in collaborazione con l’Odcec (Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili) di Monza e Brianza. L’appuntamento è per mercoledì 4 dicembre alle 17 in via Locarno a Monza, dove c’è la sede dell’associazione imprenditoriale.

“Il taglio dell’evento sarà molto pratico – spiega Anna Lisa Fumagalli (nella foto in alto), Consigliere e Tesoriere di Confimi Monza e Brianza e alla guida della Fumagalli Guarnizioni di Brugherio – avremo modo di analizzare le diverse fasi di una crisi aziendale, dalla prevenzione alla previsione, dall’emersione della crisi fino all’istituzione della procedura di allerta con l’OCRI (Organismo di Composizione della Crisi)”.

I cambiamenti introdotti dal nuovo Codice sono numerose e riguardano aspetti legati alla mentalità e all’operatività dell’imprenditore. Non a caso, le novità sono anche linguistiche. Al termine fallimento si sostituisce l’espressione “liquidazione giudiziale”, che trasmette sicuramente un giudizio intrinsecamente meno negativo.

Nel testo normativo da poco in vigore, c’è, poi, l’obbligo per l’imprenditore di adeguare lo Statuto aziendale. Ma anche quello di nominare, a proprie spese, l’Organo di controllo o del revisore, se la società è a responsabilità limitata o cooperativa e ha superato, nei due esercizi precedenti, almeno uno di questi parametri: 4 milioni di euro di attivo dello stato patrimoniale, 4 milioni di euro di fatturato e 20 dipendenti.

Le novità, però, ci sono per qualsiasi tipo di azienda, a prescindere dalle sue dimensioni strutturali. Quindi anche per molte delle Pmi brianzole, vero motore propulsore del nostro tessuto economico. Perché anche a loro il nuovo Codice della crisi d’impresa richiede un’analisi di bilancio per verificare la capacità di far fronte ai debiti e alla nuova responsabilità degli amministratori.

“E’ stata introdotta una sorta di certificazione di qualità – sostiene la Fumagalli – ecco perché se un amministratore non ha messo in atto gli adeguati meccanismi per consentire una diagnosi precoce dello stato di difficoltà dell’impresa e salvaguardare la capacità imprenditoriale in caso di fallimento, rischia di dover rispondere con il proprio patrimonio personale”.

“Si tratta di una visione della gestione aziendale molto più anglosassone della nostra – afferma la Consigliere e Tesoriere di Confimi Monza e Brianza – nel nostro Paese, infatti, siamo spesso abituati a ragionare guardando soprattutto ai bilanci passati e non ci accorgiamo che è come guidare osservando solo gli specchietti retrovisori, per cui rischiamo di perdere di vista i flussi di cassa”.

Nella direzione segnata dal nuovo Codice della crisi d’impresa, i professionisti come i revisori contabili assumono un ruolo centrale accanto all’imprenditore per consentirgli di scegliere i modelli più snelli per la riclassificazione di bilancio e per valutare ex ante gli investimenti da realizzare. Non stupisce, quindi, che tra i relatori del convegno del 4 dicembre, oltre a Nicola Caloni, presidente di Confimi Monza e Brianza, ci siano Marco Pessina, Barbara Russo e Nicola Fierro, tutti Dottori commercialisti e Revisori legali, iscritti all’Ordine di Monza e della Brianza.

“Con questo incontro, come Confimi, vogliamo dare il nostro contributo agli imprenditori associati e a tutti gli interessati, perché si rendano maggiormente conto di quali siano le condizioni per avere un assetto amministrativo e contabile in grado di garantire la continuità operativa dell’azienda” conclude la Fumagalli.