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Monza, Parco Boscherona: slittano i tempi per il Giardino della rigenerazione

Monza, Parco Boscherona: slittano i tempi per il Giardino della rigenerazione

26 Novembre 2019

Sembrava che la strada fosse ormai in discesa per il Giardino della rigenerazione che sorgerà nel Parco della Boscherona (leggi qui). Invece l’idea, voluta dal Comitato di quartiere con il supporto della Consulta di San Biagio e Cazzaniga, dovrà aspettare più mesi del previsto per diventare realtà.

Perché questa sorta di isola per il ristoro dello spirito e della mente, si è imbattuta in un ostacolo burocratico. Manca, infatti, chi voglia fare il capofila del progetto, ispirato ai giardini zen giapponesi e basato sulla meditazione, la pace e il silenzio. Chi, cioè, diventi interlocutore unico del Comune di Monza  e si prenda la responsabilità di seguire il finanziamento di 30mila euro stanziato dall’amministrazione, nell’ambito dei Patti di cittadinanza, per il Giardino della rigenerazione.

Anche il Comitato Boscherona, che sulla carta probabilmente avrebbe potuto essere il soggetto più indicato per ricoprire il ruolo di capofila, infatti, ha rifiutato per implicazioni e complicazioni di carattere burocratico.

Questa situazione di stallo ha spinto il Comune, che ha effettuato diversi sopralluoghi nell’area verde individuata con i suoi tecnici, Gabriele Cristini e Cinzia Mastropirro, a far slittare la scadenza del 30 ottobre, inizialmente individuata per presentare il piano definitivo, comprensivo della scelta delle attività ludico/didattiche da svolgere. Anche con i bambini delle scuole materne e primarie di Monza.

Dalla pittura alla lettura individuale e di racconti ad alta voce, dalle lezioni di yoga, meditazione, per la pratica del Tai Chi Chuan, all’organizzazione di eventi culturali fino alla realizzazione di un piccolo anfiteatro.

Ora, ufficiosamente, la dead line del Giardino della rigenerazione, che dovrebbe trovare spazio in una parte dell’Orto e Giardino didattico, aperto nel maggio del 2016, gestito dai sindacati dei pensionati della Brianza in collaborazione con Libera e dedicato a Lea Garofalo, giovane mamma calabrese, uccisa dalla ‘ndrangheta proprio dieci anni fa (clicca la news), è stata spostata a febbraio 2020.

Tramonta, quindi, l’idea iniziale di far partire a tutti gli effetti il progetto, ideato da Patrizia Bizzoni, con l’inizio dell’anno prossimo. Molto più probabile, a questo punto, che dalle parti della Boscherona si potrà meditare e trovare pace e silenzio dalla tarda primavera 2020.

Del resto il rischio di perdere i 30mila euro di finanziamento non dovrebbe, comunque, esserci. E, quindi, ci si prenderà un po’ di tempo più del previsto per trovare necessariamente un soggetto capofila. Che, se non potrà essere il Comitato Boscherona, sarà probabilmente un’associazione, anche non direttamente collegata al quartiere a Nord di Monza, a meno di un chilometro dalla Villa Reale.

Se ne saprà, forse, qualcosa in più l’11 dicembre quando l’Assessore comunale alla partecipazione, Andrea Arbizzoni, incontrerà le Consulte di quartiere di Monza per fare il punto sullo stato dell’arte dei Patti di cittadinanza

in essere. Tra i quali, appunto, c’è anche il Giardino della rigenerazione. Che, si spera, non avrà problemi ad essere pronto prima dell’undicesimo anniversario della morte di Lea Garofalo, il 24 novembre dell’anno prossimo.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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