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Monza: Festa Forze Armate. Il sindaco: "Basta salire sul monumento ai Caduti"

Monza: Festa Forze Armate. Il sindaco: “Basta salire sul monumento ai Caduti”

4 Novembre 2019

Il monumento ai caduti va difeso e tutelato. Dario Allevi, primo cittadino di Monza, durante la celebrazione del 4 novembre ha preso la palla al balzo per ribadire quanto il monumento ai caduti in Piazza Trento e Trieste non debba essere luogo dove bivaccare“. Per questo motivo – ha aggiunto – “stiamo portando avanti il progetto di recintare il monumento garantendone quindi un uso corretto e ortodosso”. Questa l’intenzione dell’amministrazione comunale, che sta ancora studiando i tempi e i metodi per iniziare i lavori.

Monza celebra la fine della Grande Guerra conclusasi con la firma dell’armistizio siglato a Villa Giusti, il 4 novembre del 1918. La mattinata, iniziata con il ritrovo in piazza Garibaldi, si è svolta come da programma. Il corteo, alla presenza delle autorità politiche e militari ha attraversato il centro cittadino giungendo in piazza Trento e Trieste.

Schierate le truppe, l’inno ai Caduti ha preceduto gli omaggi resi al Milite Ignoto, a cui è seguito il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Matarella: “Le gesta e l’esempio che hanno contraddistinto il comportamento di tanti militari nelle vicende che hanno accompagnato nei decenni lo sviluppo dell’Italia, ispirano ancora oggi il personale delle Forze Armate, al quale va la riconoscenza di tutto il Paese per il contributo fornito alla sicurezza della comunità nazionale e internazionale”.

 Un messaggio ripreso dal neo prefetto di Monza, la dottoressa Patrizia Palmisani che ha posto l’accento sulla necessità di tenere viva la memoria storica perché “si tratta di un anniversario importantissimo celebrato ininterrottamente dal 1919 che ancora oggi restituisce tanta commozione. Oggi – conclude – celebriamo chi ha contribuito con la sua morte a dar vita al nostro Paese”.

Dello stesso avvio anche il presidente della provincia di Monza Brianza, Luca Santambrogio. “Oggi – testimonia – non è un lunedì qualsiasi. Celebrare il 4 novembre in un giorno in cui si lavora e si va a scuola ha una valenza ancora maggiore perché entra nella piena quotidianità della nostra vita. La sfida di oggi, la più importante, è quella di riscoprire il senso civico, l’amor per il nostro patrimonio e la nostra identità. È soprattutto quella ricordare e raccontare la storia in quanto esempio di chi ha donato la vita per le generazioni di oggi”.

Celebrare la storia per vivere con coscienza il presente. Un messaggio di forte impatto attraverso cui, tra i plausi degli astanti, Allevi conclude asserendo che “qualsiasi attacco ai servitori dello Stato non può restare impunito mai”.

 

 

 

 

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Massimo Chisari
Milanese di nascita, brianzolo d'adozione. Guardo il mondo attraverso la mia macchina fotografica. Osservo. Cerco. E tramite le parole, racconto. Amo il giornalismo, quello sincero perché scrivere significa smettere di respirare per raccontare con il cuore. Ho due grandi passioni. L'arte e la letteratura, quella russa soprattutto. Ma ho un unico grande amore, anzi due. I miei due cani, Hubert e Brunhilde.


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