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Ex Buon Pastore a Monza, Consulta Triante: “Si faccia una biblioteca civica moderna” - MBNews
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Ex Buon Pastore a Monza, Consulta Triante: “Si faccia una biblioteca civica moderna”

I cittadini dicono no al progetto, appoggiato dal Comune, di costruire condomini nell'area vicino al centro, eliminando gli alberi monumentali. E propongono un'idea elaborata dal Politecnico di Milano.

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Ha ospitato antiche cascine, la Villa nobiliare della famiglia Uboldi, un istituto religioso con residenze per ragazze in difficoltà e senza famiglia e, perfino, alcune aule scolastiche di diversi istituti di Monza, in ultimo la succursale dell’Itc Mosè Bianchi. E’ il complesso architettonico e naturalistico dell’ex Buon Pastore. Un’ampia area del quartiere Triante, a due passi dal centro di Monza, tra le vie Pellettier e Cavallotti.

Il passato glorioso e storico, però, sembra essere ormai lontano. E oggi lo spazio, con la Villa Angela, la Chiesa panottica, alcuni edifici e i suoi 20mila metri quadrati di Parco secolare fatti di alberi monumentali e piante di pregio, versa in un evidente stato di abbandono e degrado. Nonostante rappresenti un unicum, quasi nascosto agli occhi dei passanti, tutelato dal 2005 dalla Soprintendenza dell’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.

Il presente indigna un po’ tutti, soprattutto quelli che ricordano gli anni precedenti al 2004, quando la congregazione delle suore di Nostra Signora di Carità del Buon Pastore, a cui apparteneva la fondatrice dell’Istituto religioso, Giuseppina Milani, ha deciso di cedere ad un privato il complesso dopo circa 150 anni di gestione. Il futuro dell’area, invece, ha acceso la disputa tra Comune di Monza e i Comitati di cittadini.

Questi ultimi, lo scorso 8 novembre, hanno voluto dire la loro in un incontro al Centro civico Triante. Dove, accompagnati da architetti e tecnici, moderati da Rita Caldarelli, coordinatrice della Consulta di Triante, hanno lanciato l’idea di costruire nell’ex complesso la prima Biblioteca civica moderna di Monza.

LE POSIZIONI IN CAMPO

LA SCELTA DEL COMUNE

Il Comune di Monza ha fatto il primo passo. Lo scorso marzo, infatti, la Giunta, con la Delibera n.81 (Testo) ha approvato preliminarmente il progetto dell’attuale proprietà dell’area ex Buon Pastore, la Bp Real Estate srl. Che prevede un incremento delle volumetrie, l’abbattimento dei fabbricati lungo via Pellettier e via Cavallotti oltre all’eliminazione degli alberi secolari del Parco. Al cui posto dovrebbero essere impiantati alberi da frutta.

“Il progetto è stato presentato dalla proprietà immobiliare ‘dimenticando’ i vincoli sull’area imposti dalla Soprintendenza e ribaditi nel 2018 da una sentenza del TAR – spiega l’ingegner Antonio Gatti, referente del Comitato Buon Pastore – dovrebbero sorgere 4 condomini, dai 5 ai 10 piani, di altezze variabili fino a 32 metri, per un totale di 239 appartamenti e oltre 350 box”.

“Verranno abbattute la palazzina di via Cavallotti costruita nel 1897 e quella di via Pellettier, che per anni ha ospitato aule scolastiche – continua – la chiesa consacrata nel 1913 dal cardinale Martini diventerà un centro commerciale e Villa Angela sarà ristrutturata ed adibita a nuovi edifici”.

Il progetto della Bp Real Estate, di cui si parla anche nella delibera comunale n. 127 del 28/05/2019, è ancora in attesa di Vas (Valutazione ambientale strategica). Ma l’appoggio della Giunta comunale deriverebbe anche dai previsti oneri di urbanizzazione.

“Dall’operazione edilizia, che provocherà un aumento del traffico veicolare e dell’inquinamento acustico e ambientale, il Comune andrebbe a guadagnare un milione e 900mila euro e avrebbe chiesto in cambio la costruzione di una palestra per rotellistica in luogo da definire – continua – molte bugie sono state dette finora dalle parti in causa, ora i cittadini di Monza pretendono solo la verità dalle Autorità che li rappresentano”.

LE RICHIESTE DEI CITTADINI

La premessa da cui partono i Comitati dei cittadini di Triante ricalca quella già espressa un anno fa alla presentazione del “Libro Bianco 2.0”, che raccoglie l’insieme delle denunce e delle soluzioni messe a punto dal Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni di Monza circa il futuro urbanistico della città (qui l’approfondimento).

“Dal 2007 in poi i Piani di governo del territorio hanno aumentato le volumetrie e le altezze e previsto l’edificabilità – sostiene Giorgio Majoli, il portavoce del Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni di Monza e referente di Legambiente Monza – anche il procedimento di verifica di una Variante all’attuale Pgt del 2017 va in questa direzione. Noi siamo convinti che sia quella sbagliata e, anche per questo, le 4 palazzine previste all’ex Buon Pastore non sono necessarie”.

L’idea è quella di attribuire un ruolo strategico alla scuola e alla cultura nella riqualificazione dell’ex Buon Pastore, un’area dismessa dalle caratteristiche e dalla posizione davvero particolari. “Nei pressi dell’area ci sono gli istituti Hensemberger, Mosè Bianchi e Frisi, che hanno un’ormai cronica carenza di aule e qui potrebbero trovare spazio – afferma Caldarelli – a Monza, inoltre, c’è il 20% di abbandono scolastico, un dato preoccupante su cui si deve intervenire”.

LA NUOVA BIBLIOTECA CIVICA

La posizione dei cittadini sul complesso architettonico e naturalistico a due passi dal centro non è fatta solo di bei propositi. C’è anche un progetto, elaborato come studio didattico dalla professoressa Paola Galbiati e dai suoi studenti del Politecnico di Milano, che il Comune di Monza avrebbe già liquidato nei mesi scorsi come “non interessante”.

“Abbiamo immaginato, attraverso il riutilizzo delle strutture esistenti  e il mantenimento delle attuali volumetrie, una moderna biblioteca multifunzione – spiega la docente di Composizione architettonica – si tratta di un grande spazio collettivo contemporaneo, un luogo di incontri e scambi, che supera il sistema bibliotecario tradizionale presente in città”.

Nel dettaglio la nuova Biblioteca civica, integrata con l’area verde circostante, presenterebbe un accesso rialzato nell’attuale Chiesa panottica. Qui, ad accogliere i visitatori, con orari estesi per rendere la struttura fruibile ad una fascia di popolazione quanto più ampia possibile, non ci sarebbe il classico banco dell’accoglienza come nelle attuali biblioteche cittadine. Ma una sorta di piazza informativa protetta.

“Uno spazio utile per incontri, consultazioni libere di volumi e documenti, mostre temporanee, postazioni Internet – continua Galbiati – un luogo aperto come ormai c’è in tante città europee e in Italia, ad esempio, nella Sala Borsa in centro a Bologna”. A completare il recupero in senso culturale dell’ex Buon Pastore, il progetto del Politecnico di Milano prevede anche un auditorium, una sala conferenze e l’accessibilità diretta anche dal lato scuola delle strade circostante. Il tutto con un minimo intervento architettonico.

In attesa che i progetti diventino, forse, realtà, la Consulta Triante e il Comitato Buon Pastore sembrano pronti ad una sorta di campagna di sensibilizzazione per invitare i cittadini a far sentire la propria voce. “D’altro canto quest’area sin dal Settecento, quando l’allora proprietario, il Marchese Pallavicini, fece erigere un oratorio pubblico dedicato alla Madonna di Caravaggio, è stata una proprietà privata, ma sempre con un orientamento e una premura verso la cittadinanza – afferma Daniele Cappelletti, esperto della storia di Triante – speriamo che ora non perda questa vocazione ormai secolare”.