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Combattere le truffe agli anziani, a Monza ecco il vademecum promosso da Confartigianato

Combattere le truffe agli anziani, a Monza ecco il vademecum promosso da Confartigianato

21 Ottobre 2019

E’ vero, sono le nostre scelte e i nostri pensieri a definire quello che siamo davvero nella vita di tutti i giorni. Ma ciò che possediamo, dalla casa agli oggetti a cui siamo più affezionati, fino al nostro patrimonio più in generale, diventa una sorta di estensione di noi stessi. E, come tale, quando ci viene sottratto, soprattutto con l’inganno di una truffa, è quasi come non avere più una parte del nostro stesso essere.

Se poi tutto questo accade ad una persona anziana, il rischio che scatti anche un senso di colpa dalle conseguenze psicologiche molto gravi è piuttosto alto.  Aggiungendo, così, al danno materiale della truffa, anche la beffa di una vita che non è più quella di prima.

Se pensate che queste situazioni siano solo un reato di competenza delle Forze dell’Ordine, vi sbagliate. Perché, come recita la frase finale dell’opuscolo promosso anche a Monza da Apa Confartigianato, Anap (Associazione nazionale anziani e pensionati) e Prefettura (clicca qui), “è insieme che si costruisce la nostra sicurezza quotidiana”.

“La truffa, soprattutto se rivolta agli anziani, è un reato particolarmente odioso per due motivi – afferma il Prefetto di Monza e Brianza, Patrizia Palmisano – da un lato provoca un danno patrimoniale e dall’altro ha ripercussioni psichiche molto forti perché spesso va a colpire le persone nella loro solitudine e nel loro bisogno di aprirsi agli altri, ingenerando, soprattutto negli anziani, un senso di disistima”.

E, allora, chi è vittima di una truffa spesso decide di non denunciare quanto accaduto. “Bisogna potenziare il senso civico, lavorare con enti locali ed associazioni per creare una rete relazionale di supporto agli anziani” continua Palmisano.

Ecco perché  la campagna “Più sicuri insieme”, attraverso semplici informazioni e accorgimenti pratici per contrastare i rischi che si corrono in tema di sicurezza, punta ad essere lo stimolo di buone pratiche sociali in grado di sventare la furbizia dei malintenzionati.

I CONSIGLI ANTI-TRUFFA

 Le truffe si evolvono costantemente per la capacità dei malviventi di adeguare le loro modalità di agire anche alle possibilità fornite dalla tecnologia. Come spiega Giovanni Barzaghi, Presidente di Apa Confartigianato Imprese Milano, Monza e Brianza, nel corso della presentazione ufficiale dell’iniziativa presso la sede provinciale dell’associazione imprenditoriale, alla presenza, oltre ai rappresentanti delle istituzioni e delle Forze dell’Ordine, anche di Ernesto Mornatta, Presidente di Anap Milano, Monza e Brianza.

Truffe per strada – I momenti in cui prestare maggiore attenzione sono quando ci si reca in banca o all’ufficio postale e, più in generale, quando si maneggiano soldi. E’ proprio allora che i malfattori, abituati ad avere un abbigliamento e un atteggiamento che ispira fiducia anche nelle persone estranee, sono in grado di sfruttare le disattenzioni delle possibili vittime.

Le truffe, soprattutto ai danni degli anziani, avvengono spesso nei luoghi affollati, come i mezzi pubblici e i mercati. “Fuori dalle mura domestiche, tra i più comuni inganni, c’è quello del ‘ripulirti la giacca’ con la tecnica del filatore, cioè quella di appendere qualcosa ai vestiti della vittima in modo da renderla riconoscibile ad un complice” spiega Manlio Scolastico, Vicequestore della Polizia di Stato.

“Famose anche le truffe dello specchietto della macchina, ma anche della falsa beneficenza e delle false pietre preziose, vendute con la scusa di aiutare uno straniero a tornare nel proprio Paese d’origine” continua.

Truffe in casa – In quest’ambito le variante sono numerose e ruotano quasi sempre intorno al fingersi un funzionario pubblico, un postino, un rappresentante delle Forze dell’Ordine, un dipendente dell’Inps o delle aziende di fornitura di servizi.

“Non aprire mai agli sconosciuti e fare attenzione ai particolari è fondamentale (leggi l’articolo) – afferma il Tenente dei Carabinieri di Monza, Massimo Polinori – qualsiasi situazione sospetta può essere segnalata al numero unico 112, anche attraverso l’applicazione “Where are U”, che permette l’esatta geolocalizzazione della persona che chiede aiuto, anche con chiamata muta”.

Truffe in Internet –  Anche gli anziani ormai utilizzano la Rete, ma spesso non sanno i rischi che possono esserci dietro una mail o alcuni siti. “Bisogna saper scegliere una password adeguata ed evitare di mettere facilmente a disposizione i propri dati” sostiene il Maggiore Gaetano Petrizzo, Comandante del Gruppo di Monza della Guardia di Finanza.

“In questo senso il nostro compito è tutelare soprattutto la sicurezza economico-finanziaria e scoprire quale sia il circuito di denaro in determinate circostanze” continua.

UNA RETE SOLIDALE

Qualsiasi possano essere i pericoli, il miglior antidoto contro le truffe è creare una rete solidale tra cittadini. “Stiamo incentivando l’attività dei Centri civici come luoghi di aggregazione e ritrovo anche per gli anziani – afferma  l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Monza, Dèsirèe Merlini – abbiamo convocato quasi 200 associazioni di volontariato del nostro territorio, che hanno individuato, tra le loro attività, anche quella di rendere gli anziani parte attiva della società”.

La solitudine, del resto, è il miglior viatico per i malviventi. Che non sono per niente soggetti sprovveduti. “I truffatori quasi sempre non sono ladruncoli che colpiscono vittime a caso – spiega Davide Michele Sinigaglia, da poco nominato primo Questore di Monza – alle loro spalle ci sono gruppi ben strutturati, se non organizzazioni criminali, anche di livello nazionale, con l’obiettivo di commettere raggiri in cui ognuno ha una parte soecifica”.

Sfuggire a questo tipo di malviventi passa anche per semplici azioni. “Abbiamo distribuito in diversi luoghi il volantino della nostra campagna di prevenzione dalle truffe ‘Non ti conosco? Non apro! Chiamo il 112′ – afferma il Colonnello Simone Pacioni, Comandante dei Carabinieri di Monza – stiamo riscontrando una risposta positiva”.

Al di là dei tanti consigli utili, il messaggio che lascia la quarta edizione della campagna “Più sicuri insieme” è che “a qualsiasi fascia di età si appartenga, la migliore prevenzione che si possa adottare è il senso di cura che si instaura l’uno con l’altro, tra noi e chi ci è vicino”.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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