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Il Pd in tutte le stazioni Brianzole contro i rincari di Trenord - MBNews
Politica

Il Pd in tutte le stazioni Brianzole contro i rincari di Trenord

A fronte degli aumenti Trenord, il PD chiede a Regione di fare un passo indietro e di migliorare il servizio scadente

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Aumenti abbonamenti Trenord. Il Pd non ci sta. “Scende dal treno” e, durante il corso di questa mattina – dalle 6.30 alle 7.30 circa -, ha alzato la propria voce organizzando una manifestazione presso tutte stazioni interessate dall’aumento tuonando: “Regione Lombardia mette le mani nelle tasche dei pendolari per colpa della Lega. Tramite la raccolta firme online che sarà nostra premura presentare al prossimo consiglio Regionale – chiarisceStefano Zini, consigliere del Pd di Varedo – vogliamo chiedere il ripristino del precedente tariffario e un servizio finalmente puntuale“.

Nonostante “i buoni propositi”, rincari e ritardi costanti sono le peculiarità di Trenord che, giusto recentemente, ha pensato di rendere obbligatoria la formula dell’abbonamento integrato valevole per tutte quelle stazioni brianzole al confine con Milano. Lo svantaggio – un aumento del 39% circa sugli abbonamenti entrato entrato in vigore il primo ottobre – ricade su tutti i pendolari che non avrebbero necessità di usufruire del servizio ATM.

MBNews si è recata presso la stazione di Varedo e mentre Stefano Zini assieme a Zaina Mauro distribuivano i manifesti informativi al fine di informare il pubblico e prendere una posizione nei confronti di Regione, abbiamo voluto ascoltare la voce dei diretti interessati.

Io pagavo 42 euro e ora ne pago 70, senza la minima necessità di prendere la metro da Cadorna. È una cosa vergognosa”, spiega Maria, che ogni mattina prende il treno. “Sono circa 25 mila gli utenti Trenord interessati – specifica Zini – ed è per loro che vogliamo chiedere a Regione di fare un passo indietro, soprattutto a fronte di un servizio che va di male in peggio tra ritardi e qualità intrinseca dei treni che non è cambiata”.

Dello stesso avviso è Giovanna: “Per me – spiega – la questione non cambia. Usufruivo già dell’integrato, pagandolo 71. Ora pago un euro in meno e, in linea di massima, per me potrebbe essere un vantaggio. Non mi sembra però giusto aver reso obbligatoria questa cosa: è una vergogna – tuona – e in più il servizio è una cosa allucinante a causa dei costanti ritardi che ogni giorno ci sono. Dai 5 minuti minimi, alla mezz’ora. Questa è la prassi”.

C’è anche chi sostiene che “la colpa non sia di Regione, ma di ATM”. “Affermazione non corretta – controbatte Zini -, perché ATM non può obbligare, la scelta di sincerare l’accordo è stata di Regione”.

Altra testimonianza è quella di Alessandro Rosia: “Alla fine chi già pagava troppo per un servizio scadente andrà a pagare di più partendo da un disservizio”, racconta usando un eufemismo. “I treni – conclude – sono uno schifo completo. Senza controlli. Sporchi. In questa settimana su 4 giorni, 4 ritardi sia per l’andata che per il ritorno. Ormai siamo senza speranze“.