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Seregno. Il caso del centro islamico di via Milano arriva in Prefettura - MBNews
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Seregno. Il caso del centro islamico di via Milano arriva in Prefettura

Il Comitato Ordine e Sicurezza della città di Seregno convocato in Prefettura. Il sindaco fa il punto della situazione di via Milano

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Moschea sì o moschea no? Sempre che di moschea si possa parlare … E’ questo il dilemma che nelle ultime settimane sta tenendo banco in quel di Seregno a seguito dell’inaugurazione, lo scorso 21 settembre, di uno spazio all’interno del civico 3 di via Milano che, per alcuni sarebbe un centro culturale islamico, per altri un centro di aggregazione ancora non ben definito. Dopo la denuncia pubblica, attraverso un video su facebook, messo online dal capogruppo della Lega Emanuele Trezzi che affermava di essere stato fermato da più persone in cerca appunto della moschea, il Sindaco Alberto Rossi aveva indetto una riunione straordinaria in Comune per discutere e chiarire la questione. Questa settimana, però, si è svolto un nuovo tavolo di confronto, in Prefettura:

“ho partecipato al Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza dedicato esclusivamente al territorio di Seregno – dichiara Rossi – Comitato al quale erano presenti, tra gli altri, il Prefetto di Monza e Brianza Patrizia Palmisani, il questore Davide Sinigaglia e i massimi rappresentanti a livello provinciale di tutte le forze dell’Ordine”.

Il Sindaco: “intralciare le Forze dell’Ordine è irresponsabile e pericoloso”

Ci tiene nuovamente a dire la sua il Primo Cittadino perché, oramai, la questione di via Milano sembra essere diventato un mero tema di dibattito politico tra Lega e PD. Per i rappresentati del Carroccio, la moschea è palesemente una realtà e, a seguito delle ultime notizie uscite sui principali giornali locali, scrivono: “Chissà ora chi è il pinocchio?! Noi della Lega, che abbiamo sempre denunciato e chiesto chiarimenti in merito a cosa stesse accadendo nello spazio di via Milano, o il Sindaco che ci accusava in continuazione di strumentalizzazioni politiche?Andate pure avanti con le bugie e i sotterfugi…ma fortunatamente le verità vengono sempre a galla”.

Nuove accuse a cui il Sindaco risponde: “una volta che la questione è stata posta all’attenzione delle Forze dell’Ordine (cosa che è avvenuta da diverso tempo, come ho sottolineato in più occasioni), bisogna lasciare a queste l’opportunità di lavorare nei tempi, nei modi e per gli obiettivi che ritengono più opportuni per la sicurezza di tutti e la maggiore efficacia della loro azione. Entrare a ‘gamba tesa’ su queste faccende, sventolando questioni che inevitabilmente, come in questi casi, diventano di secondo ordine, la giudico irresponsabile e pericoloso – e continua, scagliandosi contro gli avversari politici – Al momento attuale, la situazione non pare debba destare significative preoccupazioni riguardo all’ordine pubblico, ma certamente la guardia rimane alta. Il contesto appare comunque molto appesantito dall’azione propagandistica condotta da alcuni esponenti della politica locale che, cavalcando pretestuosamente il tema del rispetto delle regole (tema, in sé, meritevole del massimo rispetto e condivisione), stanno di fatto creando attorno alla vicenda una campagna di mistificazione riguardo alla realtà degli avvenimenti.

Massimo livello di attenzione verso il civico 3 di via Milano

Alberto Rossi, poi, ribadisce nuovamente che è già stata inviata, all’Associazione e al Presidente di questa, una diffida ad un utilizzo dei luoghi difforme da quello previsto dalle normative e conclude: “Il tavolo di confronto in Prefettura con i massimi attori provinciali coinvolti, mostra come l’Amministrazione abbia il massimo livello di attenzione sulla vicenda. Oltre a quanto di competenza, un sindaco deve tenere nella massima considerazione le esigenze delle Forze dell’Ordine, senza accavallamenti e pressioni improprie e controproducenti. Chi di dovere lavori senza intralci. Spero, nell’interesse generale, di non dovere ritornare ancora sull’argomento”.