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Monza, giovedì incontro con gli autori del libro "Alle Mafie diciamo Noi"

Monza, giovedì incontro con gli autori del libro “Alle Mafie diciamo Noi”

21 Ottobre 2019

Lotta alle mafie e rispetto dei valori di democrazia e legalità. Se ne parlerà giovedì 24 ottobre al Teatro Manzoni (dalle 9 alle 12) in un incontro promosso dall’Amministrazione Comunale e organizzato in collaborazione con l’Associazione «Le due Città» e l’IIS «Mosé Bianchi».

Questo momento educativo-culturale – spiega l’Assessore alla Pubblica Istruzione Pier Franco Maffé – si colloca all’interno del variegato quadro di attività che il Settore Istruzione sviluppa nel corso dell’anno scolastico per gli alunni e gli studenti delle scuole monzesi: in linea con le indicazioni ministeriali, l’obiettivo di queste iniziative è quello di favorire la nascita e lo sviluppo di una reale consapevolezza civile, di una cittadinanza attiva, del rispetto per le istituzioni, per le regole e per le forze dell’ordine e la lotta all’illegalità e alle mafie”.

Al centro dell’incontro del prossimo 24 ottobre il confronto tra il giornalista Gianni Bianco – vice caporedattore della redazione di cronaca del TG3 – e Giuseppe Gatti – sostituto procuratore della Repubblica presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, autori del libro «Alle Mafie diciamo Noi». L’obiettivo è tenere alta l’attenzione sulla lotta alle mafie tra i più giovani, in questo caso coinvolgendo gli studenti delle scuole secondarie di Monza. Nel corso dell’incontro è inoltre prevista la testimonianza di Salvatore Cantone, presidente dell’Associazione Antiracket di Pomigliano.

“Quello che traspare con forza è la passione civile degli autori, la loro fede in una democrazia vera, basata sulla responsabilità, sull’impegno di tutti per il bene comune. Passione civile – scrive Luigi Ciotti nella postfazione del libro – che è anche passione pedagogica. Il libro è rivolto ai ragazzi ai quali parla con un linguaggio semplice, diretto, ma al tempo stesso profondo, capace di riportare i concetti alla loro fonte: le esperienze e le storie delle persone”.

Gianni Bianco e Giuseppe Gatti, nel libro, sostengono che sono i giovani la prima linea di un’antimafia che non delega, ma che nella condivisione delle esperienze e delle diverse ricchezze personali trova risposte sempre nuove all’arroganza dei clan. “Per sconfiggere le mafie, bisogna conoscerle, scrivono. Ma dopo lo studio, bisogna passare all’azione. Non da soli, ma costruendo il Noi. E a essere protagonisti di queste pagine sono i tanti cittadini comuni che, nel gioco di squadra, hanno trovato la forza di ribellarsi ai boss. Da Scampia alla Locride, da Vieste all’Emilia”.

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Fonte Esterna
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