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Monza, il Collegio della Guastalla inaugura il Liceo di Scienze Applicate

Monza, il Collegio della Guastalla inaugura il Liceo di Scienze Applicate

14 Ottobre 2019

Non possiamo sopportare di vivere in un universo che non conosciamo”. In questa citazione di Pietro Menotti, professore emerito di fisica teorica dell’Università di Pisa c’è tutto il significato alla base della scelta del Collegio della Guastalla di Monza di inaugurare, a partire dall’anno scolastico 2020/2021, il Liceo delle Scienze Applicate (qui i dettagli).

Un percorso di studi, pensato come nuova opzione del Liceo scientifico tradizionale, che valorizza un approccio esperienziale alla realtà in tutti gli ambiti e propone un’attenzione maggiore alla didattica sperimentale e di laboratorio.

IL PERCORSO DI STUDI

Nel nuovo indirizzo delle Scienze Applicate diventa centrale il ruolo dell’informatica, sviluppata in connessione con le altre discipline, comprese quelle dell’ambito letterario e linguistico. Naturalmente grande spazio viene dato alle scienze naturali, materia di cui si aumentano le ore di lezione rispetto al Liceo scientifico tradizionale, ma anche alla matematica, fisica, chimica e biologia.

Più che un cambiamento rispetto all’esistente, per l’istituto scolastico paritario di viale Lombardia, che ha alle spalle una lunga storia iniziata a Milano nel 1557 e poi a Monza dal 1938, si tratta di offrire un’opportunità in più agli studenti.

“Il Collegio della Guastalla già da alcuni anni ha iniziato un percorso di approfondimento relativo all’ampliamento della propria offerta formativa e i risultati ottenuti dai nostri iscritti alle prove Invalsi, con punteggi superiori rispetto alla media dei licei della Lombardia, sembrano darci ragione” spiega il Rettore, Francesco Valenti.

“Nel caso del Liceo delle Scienze Applicate, l’obiettivo formativo resta simile a quello del Liceo scientifico tradizionale, tanto che anche la seconda prova di maturità è la stessa – continua – le differenze sostanziali tra i due indirizzi sono di metodo, privilegiando un approccio più applicativo e tecnologico alla conoscenza e meno speculativo”.

LE MATERIE

 Se la formazione dei futuri studenti di Scienze Applicate del Collegio Guastalla sarà comunque di carattere liceale, quindi con lo scopo di dare loro gli strumenti per una visione critica del mondo, tra le materie non compare il latino. E nel quadro orario, che già da quest’anno scolastico si estende dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.15 alle ore 13.55, l’informatica assume una dignità a sé stante.

“Questo porta a compimento, con un monte ore specifico, un’attenzione sui linguaggi digitali sempre curata dal Collegio – afferma Roberto Bresciani, docente di Scienze Naturali – lo scopo è arrivare a una conoscenza approfondita della disciplina, da sviluppare però anche con un’attenzione educativa. L’informatica trova questo senso solo in connessione con le altre discipline”.

 

Questa impostazione, nelle intenzioni dello storico istituto scolastico paritario che copre tutto il ciclo scolastico con la sua offerta formativa e ha sede nella tardo settecentesca Villa Barbò Pallavicini di Monza, non resta un concetto astratto. Ma trova applicazione concreta prima di tutto nelle attività di laboratorio.

“Rappresenta un luogo dal valore educativo grande: significa studiare “mettendo le mani in pasta”, ma non può diventare un ambiente d’istintività – sostiene Bresciani – un’esperienza va prima preparata, riflettendo su modalità e strumenti, per poi analizzare risultati e dati”.

PROGETTI

L’impostazione didattica sperimentale ed esperenziale del Liceo delle Scienze Applicate si esplicherà anche nei progetti di alternanza scuola-lavoro e project working con aziende specializzate nel settore informatico e digitale. I contatti sono già ben avviati con le multinazionali Apple, Microsoft ed Ericsson.

Tra le attività complementari anche il laboratorio teatrale, che nel biennio è curricolare nell’insegnamento di Lingua e Letteratura italiana, i sabati sportivi e poi l’importanza delle lingue straniere. Su tutte l’inglese. Con esperienze all’estero, come la possibilità di frequentare il quarto anno di studi in Inghilterra o fare la guida ai turisti alla National Gallery di Londra.  O, ancora, conseguire la certificazione internazionale di livello B2 o C1 di conoscenza dell’inglese entro la quarta classe delle superiori.

OBIETTIVI FUTURI

L’approccio al digitale del Collegio Guastalla, che a marzo aveva già annunciato la collezione on line di parte del proprio ricco patrimonio artistico e documentale (leggi l’articolo), è guidato da un desiderio ben preciso. Formare i propri studenti alla sete di conoscenza. Tanto che la già citata frase del professor Menotti “Non possiamo sopportare di vivere in un universo che non conosciamo” è anche anche lo slogan del primo Open Day dell’istituto, in programma il 9 novembre (qui i dettagli).

Riuscire a conciliare questo ambizioso obiettivo con gli strumenti informatici oggi a disposizione è una partita ancora tutta da giocare. “Secondo i ragazzi gli adulti usano internet, mentre loro lo vivono: quello per loro è fare esperienza – afferma don Marcello Brambilla, prorettore del Collegio di recente nomina e docente di religione – sicuramente ciò ha una natura affascinante, ma apre anche alcune domande sul loro rapporto con la realtà. Una scuola deve prendere in considerazione ciò”.

Per il web oggi la verità è ciò che ottiene più consenso – continua – l’attenzione che la scuola darà all’informatica non è soltanto relativa al monte ore, ma pure nella riflessione su queste domande”.

 

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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