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Doha, Tortu saluta i Mondiali con una staffetta da record italiano. Ora punta a Tokyo - MBNews
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Doha, Tortu saluta i Mondiali con una staffetta da record italiano. Ora punta a Tokyo

Il velocista brianzolo, già settimo nei 100 metri, ha corso l'ultima frazione e con i suoi tre compagni di squadra ha fermato il cronometro a 38''11. Non sufficiente, però, per la finale.

Filippo Tortu

Una volta che si è arrivati in vetta, è sicuramente più facile cadere giù. E, a quel punto, ci si può fare anche molto male. Se Filippo Tortu sia arrivato al suo apice dopo il record italiano sui 100 metri di 9’’99 ottenuto l’anno scorso a Madrid (clicca qui) è ancora presto per dirlo. Ma, ora che i Mondiali di Doha, il principale appuntamento dell’atletica nel 2019, sono finiti, si può tirare un sospiro di sollievo.

Perché il 21enne velocista brianzolo, cresciuto a Costa Lambro, una frazione di Carate Brianza e formatosi sulle piste di Besana Brianza e Giussano, ha soddisfatto quasi tutte le numerose attese della vigilia su di lui. E, non senza un pizzico di fortuna, si porta a casa il settimo posto nella finale dei 100 metri (qui l’approfondimento). Ma anche il record italiano della staffetta 4×100 metri (38’’11) insieme a Federico Cattaneo, Marcell Jacobs e Davide Manenti. Iscrivendo, così, il suo nome al vertice di un altro elenco nazionale, dopo quello dei 100 metri.

Filippo può essere orgoglioso di aver riportato l’Italia nell’atto finale della gara individuale regina dell’atletica leggera dopo 32 anni, quando nel 1987 ai Mondiali di Roma ci riuscì Pierfrancesco Pavoni. Lo sprinter brianzolo, tesserato per le Fiamme Gialle ed ex studente del Collegio Villoresi San Giuseppe di Monza, è riuscito, unico bianco, ad entrare nella finale che assegnava le medaglie nei 100 metri strappando in semifinale il penultimo dei tempi di qualificazione (10’’11).

Poi, mentre l’americano Coleman volava verso l’oro, Tortu chiudeva in 10’’07, suo miglior tempo in questo travagliato 2019 caratterizzato dall’infortunio al bicipite femorale sinistro. Un tempo inferiore di soli due centesimi al 10’’05 necessario per qualificarsi alle Olimpiadi di Tokyo del 2020, obiettivo più importante per la prossima stagione.

La giovane icona dell’atletica italiana, che a Doha ha anche incontrato il “figlio del vento” Carl Lewis (leggi qui), è riuscito anche a conservare la concentrazione per la staffetta 4×100 metri. A lui è stata affidata l’ultima frazione. Quella che avrebbe dovuto portare l’Italia in finale e alla qualificazione per i cinque cerchi giapponesi.

E, invece, in questo caso la fortuna ha un po’ girato le spalle a Filippo e compagni. Che in batteria hanno fatto segnare 38’11, nuovo record italiano, migliore del 38’’17 corso nel 2010 da Roberto Donati, Simone Collio, Emanuele Di Gregorio e Maurizio Checcucci. Ma, quarti al traguardo, per soli 7 centesimi non sono riusciti ad accedere alla gara per le medaglie. Davanti a loro, con 38’’03, gli Stati Uniti, terzi, che non sono stati squalificati nonostante un cambio forse troppo lungo.

Ora per Tortu, iscritto alla facoltà di “Economia e commercio” all’Università Luiss di Roma, due settimane di vacanza per ricaricare le batterie. Poi dovrà riprendere a studiare e a programmare la preparazione per le Olimpiadi, lontane solo 10 mesi.

Nell’attesa, però, i Mondiali di Doha saranno ricordati positivamente anche da un altro brianzolo, Vladimir Aceti. Il 21enne di origini russe, che si è allenato tante volte con Filippo sulla pista di Giussano dell’Atletica Vis Nova, ha chiuso al sesto posto nella finale della staffetta 4×400 metri. Che prima è stata capace di fermare il cronometro a 3:01.60 in batteria, a soli 23 centesimi dal record italiano. Poi ha ceduto nella lotta per le medaglie con un più blando 3:02.78. Vladimir ha corso in seconda frazione.

Meno soddisfazioni dai Mondiali in Qatar portano a casa gli altri due “brianzoli” impegnati nella rassegna iridata: Linda Olivieri (400 ostacoli) e Lorenzo Perini (110 ostacoli). Per loro, entrambi allenati dal monzese Giorgio Ripamonti, ci saranno altre occasioni per rifarsi.