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Bernareggio, "crisi" golf al CTL3. Pronto il piano d'emergenza del sindaco

Bernareggio, “crisi” golf al CTL3. Pronto il piano d’emergenza del sindaco

8 Ottobre 2019

L’ultima palla in buca al CTL3 di Bernareggio potrebbe già essere stata messa. Lo storico impianto che dal 1994 ha visto muovere i primi passi, e impratichirsi con le mazze diverse generazioni, rischia di chiudere i battenti.

La storica associazione che aveva dato il nome al polo sportivo condiviso da Bernareggio con le amministrazioni di Ronco Briantino e Carnate, da ottobre non ha infatti più la gestione del sito, scaduta anche l’ultima proroga, ed ora il centro è desolatamente chiuso, in attesa spasmodica di soggetti interessati.

E d’altra parte la “crisi” del centro segue la stessa tendenza di altri importanti complessi nella regione, alcuni dei quali non distanti. Vedere ad esempio il “Villa Paradiso” di Cornate, anch’esso in vendita.

E in estate è scattato un piano d’emergenza per salvare la struttura dalla chiusura, con l’indizione di una procedura negoziata, per invitare le associazioni di tutta la regione teoricamente interessate a rilevare la gestione. Ma l’unico potenziale soggetto con la proposta in mano non ha poi presentato tutta la documentazione utile, facendo svanire anche questa speranza.

L’amministrazione di Bernareggio, però, di fronte allo scenario più buio della chiusura definitiva del centro, non sembra proprio stare con le mani in mano a guardare. “In questi giorni sono due le operazioni che stiamo portando avanti in parallelo – ha affermato il sindaco Andrea Esposito – una riguarda il costante aggiornamento dell’associazione Golf Ctl3 sui prossimi passi. Associazione che deteneva il pacchetto di soci iscritti. Con l’altra prevediamo di richiamare gli operatori economici che hanno partecipato alla prima fase della procedura negoziata, ma che non hanno presentato offerte, astenendosi dunque nella seconda fase. L’idea è progettare con loro una gestione d’urgenza del centro per qualche mese, per vedere intanto di strutturare un’ulteriore gara”. In pratica in questo modo rientrerebbero in corsa i quattro soggetti che non hanno dato seguito al loro iniziale interesse.

Sta di fatto che, nel frattempo, i 200 ormai ex soci del Golf Club hanno dovuto guardare altrove per potersi continuare a svagare nella loro attività libera. E oltre al calo diffuso degli iscritti, Esposito ha anche ricordato la maggiore complessità di un operatore nel far fronte ai requisiti di un bando pubblico, rispetto ad uno privato, che può avere scoraggiato l’azione di soggetti attirati.

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Matteo Lucchini
Amante dell'arte e della (buona) musica, mi diverto ad addentrarmi negli angoli inesplorati della cronaca locale, alla ricerca di verità e curiosità del borgo accanto. Scrivo per passione. Lo stile? Per me non è importante, è tutto.


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