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Monza: in villa Reale torna il Sony World Photography Awards. Tra i premiati 5 italiani

Monza: in villa Reale torna il Sony World Photography Awards. Tra i premiati 5 italiani

12 Settembre 2019

Dal 13 settembre al 3 novembre. In Italia, per l’esattezza presso la villa Reale di Monza, torna per il terzo anno di fila la “Sony World Photography Awards”. Un’esposizione eterogenea, giunta alla sua 12° edizione e che ogni anno attira a sé circa 100 mila visitatori, offrendo la possibilità di vedere le fotografie vincitrici e finaliste del contest.

Come hanno dichiarato gli organizzatori, l’esibizione fotografica ha raggiunto quest’anno un nuovo record. Sono circa 327 mila le candidature pervenute tra i 195 paesi di tutto il mondo. “Il risultano – hanno chiosato gli organizzatori – è una bellissima panoramica delle migliori opere contemporanee realizzate negli ultimi 12 mesi”.

A precisare il senso dell’esposizione è poi stato il curatore della mostra Denis Curti. “Curare per la quarta volta l’edizione italiana dei Sony World Photography Awards è per me motivo di grande soddisfazione, soprattutto perché la caratura internazionale di questa manifestazione consente di vedere, di conoscere e approfondire le tematiche più avvincenti che riguardano il nostro mondo“.

Un mondo vasto e variegato. Fatto di mille splendidi colori oltre che da altrettante sfumature di grigio. Si ha infatti la sensazione, osservando le immagini esposte, di compiere un virtuale giro del mondo in 200 scatti, tanto per citare Jules Verne. Un tour guidato all’interno del quale, da Olaf a Erwit, si ritrovano diversi epigoni. “Ma del resto – sottolinea Curti – citare significa compiere una scelta coraggiosa poiché spesso è un’azione assimilata alla copiatura. Ma copiare, per me, significa prima di tutto capire”.

Ed è questo il significato intrinseco di fotografia. Bisogna infatti saper vedere per poi poter guardare. Guardare per poter capire e, citando Bresson, mettere sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore.

Questo il senso della mostra. Sì, perché c’è chi alle Hawaii ha fotografato i danni permanenti dell’urbanizzazione sulla natura. Chi invece è andato in Congo, come Alessandro Grassani, e ha raccontato la storia di giovani donne. Donne che per sfuggire alla violenza si rifugiano nello sport, nel pugilato e tra i guantoni, tengono stretto un sogno nel cassetto: quello di diventare famose garantendo così un certo benessere alla loro famiglia.

C’è chi ancora è stato in Sud Africa e ha ripreso donne soldato messe a difesa dei parchi naturali. Chi in Scozia, nelle isole Ebridi e chi in Germania. Chi negli abissi del Messico, chi in Giappone e chi nella striscia di Gaza. Ma in mostra, ci sono soprattutto 60 fotografi che hanno girato e camminato per il mondo, trattenendo il fiato un attimo prima di imprimere le loro immagini nella memoria di chi guarda.

Un contesto prestigioso, quella della villa Reale di Monza che, ha dichiarato Attilio Navarra, presidente di Italia Costruzioni, è senza ombra di dubbio la scenografia più preziosa entro la quale valorizzare il contenuto degli scatti fotografici premiati per aver dato vita alle diverse problematiche che interessano il nostro pianeta”.

Una particolare nota di merito è stata riservata ad alcuni fotografi italiani che si sono distinti tra i vincitori. Tra questi Alessandro Grassani, il duo formato da Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni, Massimo Giovannini e Nicola Vincenzo Rinaldi, che ha portato a casa il Nationl Award.

La mostra sarà visitabile presso la villa Reale di Monza, dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19. Mentre il prezzo del biglietto intero è pari a € 10, 8€ per i ridotti e 4€ per i bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni.

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Massimo Chisari
Milanese di nascita, brianzolo d'adozione. Guardo il mondo attraverso la mia macchina fotografica. Osservo. Cerco. E tramite le parole, racconto. Amo il giornalismo, quello sincero perché scrivere significa smettere di respirare per raccontare con il cuore. Ho due grandi passioni. L'arte e la letteratura, quella russa soprattutto. Ma ho un unico grande amore, anzi due. I miei due cani, Hubert e Brunhilde.


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