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PizzAut gioca in casa: a Muggiò una serata speciale “sotto le stelle”

PizzAut gioca in casa: a Muggiò una serata speciale “sotto le stelle”

10 Settembre 2019

Non li ferma nessuno i ragazzi di PizzAut, nemmeno la pioggia. 350 coperti allestiti in centro città e un unico desiderio: condividere con i cittadini muggionesi un sogno che diventa realtà.

Dopo anni di sacrifici, attività ed esperienze bellissime – come la partecipazione al programma di Canale 5 ‘Tu si que vales’ – la start-up “PizzAut – Nutriamo L’inclusione” torna dove tutto è iniziato, a Muggiò, per raccontare che il loro sogno, un po’ folle ma temerario, a breve sarà realtà. È prevista infatti per la primavera del 2020 l’apertura della prima pizzeria in Italia gestita da ragazzi con autismo.

«Non ci credeva nessuno – ci racconta Nico Acampora, fondatore di PizzAut – all’inizio quando entravamo in banca per chiedere un mutuo ci dicevano tutti che era una bella idea, ma non ci prendevano sul serio. Adesso io e i miei ragazzi giriamo l’Italia e siamo stati ospiti anche del Senato della Repubblica».

Abbiamo intervistato Nico in occasione della serata “PizzAut sotto le stelle” che si è tenuta ieri, lunedì 9 settembre, in piazza 9 novembre 1989 a Muggiò. E abbiamo scoperto che in questa pizzeria innovativa non ci si annoia mai e che si trovano nuovi modi per parlare a tutti di autismo, in una nuova prospettiva.

L’importanza di tornare a casa

Ma che cos’è PizzAut? PizzAut è un laboratorio di inclusione sociale attraverso la realizzazione di un locale gestito da ragazzi con autismo affiancati da professionisti della ristorazione e della riabilitazione. L’idea è di Nico Acampora, il papà del piccolo Leo, un bambino curioso e vivace, affetto da disturbo dello spettro autistico.

«Essere a Muggiò per far assaggiare la nostra pizza è importante – esordisce Nico – perché vuol dire che verranno gli amici di Leo, le famiglie che ci conoscono e che magari ci hanno aiutato nelle fasi iniziali. Dovevamo essere qui venerdì scorso (6 settembre), ma per il maltempo abbiamo dovuto spostare. Temevamo tante assenze stasera, invece siamo pienissimi di prenotazioni. Tutte le serate di PizzAut sono speciali ma qui c’è una parte di noi. C’è una storia di affetto e di calore».

«La cosa più bella di PizzAut? Parliamo di autismo e disabilità ma lo facciamo in modo nostro, avvicinando i nostri ragazzi a tutti coloro che magari non hanno mai avuto esperienze dirette con persone “speciali” come loro. Ed è uno scambio ricchissimo perché si affronta il tema dell’autismo in una chiave nuova, cambiando prospettiva.
Il nostro è un progetto serio, professionalizzante: ogni inserimento è vissuto con la giusta importanza, c’è un periodo di prova di circa tre o quattro mesi per vedere come il nuovo arrivato reagisce al lavoro in team. Prima però ci si conosce, si mangia una pizza insieme, ovviamente!».

Una pizzeria speciale (o forse due)

Il primo ristorante PizzAut aprirà a Cascina de Pecchi, in provincia di Milano, ma nell’aria c’è già il desiderio di una seconda sede nella nostra provincia.
«Sarebbe bello – prosegue Acampora – aprire una seconda sede o qui o a Monza. È prematuro parlarne, ma in questi comuni c’è la volontà di sostenerci, abbiamo una bella interlocuzione con l’amministrazione comunale qui a Muggiò e so che il sindaco di Monza apprezza particolarmente il nostro progetto. E voglio dire che il sostegno delle amministrazioni comunali e degli uffici comunali è preziosissimo per noi: il supporto concreto che riceviamo è una parte importante del successo delle nostre iniziative».

Il ristorante a Cascina de Pecchi sorgerà nello spazio dell’ex area Nokia e avrà 90 coperti al suo interno. È prevista anche un’area esterna, che potrà essere utilizzata per ampliare i posti a sedere. I lavori dovrebbero finire a marzo 2020 in vista di un’inaugurazione speciale, programmata per il 2 aprile (giornata internazionale sull’autismo). Al momento i ragazzi che lavorano alle attività di PizzAut sono dieci, ma per l’apertura il numero dovrà arrivare a 13/14.

Nell’aria anche una proposta di legge

«I sostenitori sono tantissimi – ci racconta Nico con un gran sorriso – sia online, sia con crowfunding e donazioni. Però quando le cose funzionano sono tutti dalla tua parte, all’inizio invece è stato difficilissimo. Anche gli “scienziati” dell’autismo ci dicevano che non era possibile, che i ragazzi non avrebbero retto un ritmo lavorativo del genere, i cambiamenti, il rapporto con il pubblico. Sembrava impossibile, invece un po’ alla volta, grazie al supporto di tutti i volontari e una certa caparbietà, abbiamo dimostrato che si sbagliavano. Adesso il nostro “caso” può dare vita ad una proposta di legge per finanziare e sostenere le start-up come le nostre che includono alte percentuali di personale disabile».

In vista dell’apertura della pizzeria, il sogno di Nico, Leo e tutta la squadra di PizzAut continua nelle piazze delle città italiane e sui social.

E’ possibile in ogni momento fare una piccola donazione per sostenere il progetto. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito PizzAut.eu.

 

 

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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