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Monza, variante Pgt: i Comitati dei cittadini vanno all’attacco del Comune

Monza, variante Pgt: i Comitati dei cittadini vanno all’attacco del Comune

17 Settembre 2019

Le ferie sono ormai alle spalle un po’ per tutti. E con esse, forse, ci si sta già dimenticando la tranquillità che di solito le accompagna. Chissà se, magari inconsciamente, c’è anche questo tra i motivi che hanno acceso la discussione intorno alla redazione della Variante al Piano di Governo del Territorio (PGT), avviata dalla Giunta comunale di Monza nel dicembre 2018 (clicca qui).

Alle due estremità dell’ipotetico tavolo di confronto, infatti, si trovano ancora una volta l’amministrazione guidata dal sindaco, Dario Allevi e il Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni di Monza, un insieme di undici realtà civiche impegnate dal 2010 nella salvaguardia di tutte le aree libere presenti nel capoluogo della Brianza e nell’evitare ulteriore cementificazione di aree verdi ed agricole.

Il “casus belli” è stato, in questa occasione, la pubblicazione su MBNews, poco più di due settimane fa, di questo articolo (clicca qui), in cui l’assessore comunale all’Ambiente e all’Urbanistica, Martina Sassoli, aveva affermato che non può accettare i no ad oltranza perché “il dialogo non è possibile con chi ha posizioni di chiusura”.

E aveva mostrato dubbi sui  numeri, riguardanti la superficie urbanizzata e le aree dismesse, che compaiono nella petizione lanciata dal Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni di Monza con il titolo “Proposte per Monza: sviluppo sostenibile e zero consumo di suolo”.

Ad oggi il documento ha raccolto circa 560 firme e resterà aperto fino al 6 ottobre. Il Coordinamento, allora, direttamente chiamato in causa dall’assessore, ha deciso di prendere carta e penna, o il computer se preferite, per rispondere punto su punto alle osservazioni della Sassoli.

I PUNTI

Consumo di suolo zero – E’ un po’ la stella polare della visione urbanistica di Monza che i cittadini cercano di portare avanti da anni. E, non a caso, è il fulcro anche del “Libro Bianco 2.0” presentato dal Coordinamento lo scorso novembre (leggi la news).

“Non riscontriamo alcun “allineamento”, come affermato ad MBNews dall’Assessore Sassoli, tra la nostra petizione e l’operato dell’attuale amministrazione – affermano i Comitati e le Associazioni – nella Variante al Pgt di Monza viene mantenuto il consumo di suolo previsto dal piano vigente, nel Ptcp (Piano territoriale coordinamento provinciale) di Monza Brianza, in fase di adeguamento,  è presente e previsto consumo di suolo  anche per Monza”.

“Nel Ptr (Piano territoriale regionale) della Lombardia – continuano – sono indicate delle soglie di riduzione del consumo di suolo alle quali dovranno adeguarsi le Province ed i Comuni”.

 I numeri della petizione – Se la Sassoli a fine agosto aveva detto che quando si parla di numeri “dipende sempre da come viene fatta la valutazione” e aveva parlato di complessivi 800mila mq di aree dismesse a Monza, comprese quelle industriali in via di dismissione, il Coordinamento ci tiene a ribadire la fondatezza dei numeri rimarcati nella petizione da loro lanciata.

La superficie urbanizzata al 68,82% e il patrimonio delle aree dismesse di circa 650mila mq sono valori recuperati dalla Relazione del Documento di Piano del Pgt – sottolinea – il 12 per cento  degli alloggi (circa 6980) che risultano non occupati è un valore estrapolato dalla Scheda allegata alla delibera di Giunta n.90 del 27 marzo 2019 avente oggetto “Adesione al bando Urban Innovate Action mediante progetto CO.HESION” relativa alla predisposizione di soluzioni innovative per l’housing sociale”.

Le puntualizzazioni si soffermano anche sui Piani Attuativi. “Rispetto ai numeri riferiti a maggio di quest’anno – chiariscono i cittadini – c’è da registrare purtroppo un aumento del consumo di suolo, perché da gennaio 2012 a luglio 2019, ne sono stati approvati 29, di cui 18 su aree libere e gli ultimi due proprio a luglio in Via Clementi/ Via Paganini e in viale Stucchi”.

Le prospettive – Le divergenze di vedute tra il Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni di Monza e l’amministrazione comunale, insomma, non mancano. Anche perché, per il primo, senza mezze misure, “la tutela delle aree verdi e agricole rimaste è fondamentale per la salute e il benessere dei cittadini monzesi”.

Il contrasto tra le parti, comunque, potrebbe non essere insanabile. Se le parole hanno un senso, infatti, sia i cittadini che il Comune si dicono disposti al dialogo. Che è la premessa necessaria, ma non sufficiente, per giungere ad un’auspicata “pace”.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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