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Monza, va in pensione il Procuratore capo Luisa Zanetti: le sue parole a MBNews - MBNews
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Monza, va in pensione il Procuratore capo Luisa Zanetti: le sue parole a MBNews

In Magistratura dal 1977, era al vertice della Procura di Monza dal 2016, dove già dal 2010 aveva ricoperto il ruolo di Procuratore Aggiunto

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È giunto il momento per la dottoressa Luisa Zanetti di salutare Monza: nei giorni scorsi, infatti, il Procuratore capo è andato in pensione, lasciando momentaneamente l’ufficio nelle mani del Procuratore Aggiunto Manuela Massenz, in attesa che il Consiglio Superiore della Magistratura nomini il nuovo dirigente.

A MONZA DAL 2010

Al vertice della Procura di Monza dal 2016, già dal 2010 aveva ricoperto il ruolo di Procuratore Aggiunto. Alla fine del 2015, poi, era stata votata all’unanimità dal Plenum del Consiglio Superiore della Magistratura per prendere il posto lasciato per raggiunti limiti di età dal Procuratore Corrado Carnevali.

«Credo di aver cercato di fare del mio meglio nello svolgere la mia funzione, da ultimo a Monza, dirigendo l’Ufficio di Procura tra le immani difficoltà che da anni colpiscono anche il mondo della giustizia – ha raccontato a MBNews – Ho messo in campo ogni sforzo per garantire il funzionamento della Procura, pur nella carenza gravissima di mezzi e di personale, chiamando tutti a raccolta per superare gli ostacoli, in uno spirito di grande armonia, maturità e consapevolezza».

Luisa Zanetti è entrata in magistratura nel 1977. Per 30 anni è stata poi in servizio a Milano, prima come Pretore, occupandosi per 8 anni di infortuni sul lavoro, violazioni della normativa sulla sicurezza sul lavoro e ambientale in cui si era specializzata, poi con il ruolo di Sostituto Procuratore presso il Tribunale meneghino dal 1988. Qui si è occupata di reati tributari, contro la Pubblica Amministrazione, di reati di competenza della Direzione Distrettuale Antimafia e di terrorismo. Nel 2010, quindi, l’arrivo a Monza.

LE PAROLE DEL PROCURATORE A MBNEWS

«Grazie al forte senso di appartenenza ad una comunità che sente molto lo spirito di servizio che connota l’ufficio giudiziario monzese, si è riusciti a mantenere nel corso degli anni un’alta efficienza e qualità del servizio cui siamo deputati – ha proseguito – Di questo debbo prima di tutto ringraziare i miei collaboratori, magistrati, amministrativi, Polizia Giudiziaria, volontari cui va la mia gratitudine. Grazie a loro l’ufficio ha potuto svolgere degnamente i suoi compiti, primo fra tutti la garanzia di indagini di ampio respiro penetranti e celeri, a tutela dei diritti nei settori della criminalità organizzata e non, economico/finanziaria, a protezione dei soggetti deboli, contro la criminalità diffusa, a tutela dell’ambiente, nel rispetto delle regole procedimentali a garanzia di tutte le parti».

«Nell’adempimento del mio servizio ho cercato sempre il dialogo con i miei interlocutori – ha proseguito – ho trovato una grande intesa con il Tribunale che si dibatte in difficoltà ancora maggiori, per la nota inadeguatezza logistica e di organico; ho trovato piena intesa con la Prefettura, con gli enti locali, primo tra tutti il Comune di Monza; proprio grazie al confronto con le comunità del territorio si sono potuti superare ostacoli che apparivano insormontabili. Aggiungo anche, e di questo ringrazio, di avere trovato a Monza una profonda capacita di scambio culturale e di idee, sereno e rispettoso con il Foro brianzolo, nel rispetto dei diversi ruoli».

IL FUTURO: “INDISPENSABILI NUOVE FORZE”

Infine, la Dottoressa Zanetti ha parlato del futuro. «Ora lascio l’ufficio in mani più giovani, ma solidamente capaci, ferme, conoscitrici dell’ufficio e profondamente umane, nelle mani cioè del Procuratore Aggiunto dott. Manuela Massenz, con cui in questi anni ho lavorato in piena sintonia; la collega reggerà la Procura fino a quando il CSM nominerà il nuovo dirigente, in tempi prevedibilmente non brevi. E so che l’ufficio che ho lasciato proseguirà il suo delicato compito con ancora maggior saggezza e sagacia, pur tuttavia nella attesa di una indispensabile e non più rinviabile iniezione di nuove forze, senza le quali il declino sarà in agguato dietro l’angolo. E la Brianza questo non lo merita».