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Tortu torna, vince e convince nei 100 a Rovereto: ora i Mondiali a Doha

Lo sprinter brianzolo, reduce da due mesi di stop per infortunio, si aggiudica la gara davanti al forte giapponese Sani Brown. Per Filippo un 10''21 con un metro e mezzo di vento contrario.

Filippo Tortu

Nella vita tutto, o quasi, è relativo. E non serve certamente Albert Einstein con la sua teoria per dimostrarcelo. Applichiamo questo concetto ad uno sport come l’atletica. Qualcuno potrebbe dire che il 10’’21 con il quale Filippo Tortu, dopo due mesi di stop per una lesione al bicipite femorale sinistro, ha vinto i 100 metri al Palio Città della Quercia di Rovereto, non è un risultato di grande rilievo.

Ma se, invece, si considera bene come è arrivata questa vittoria in un meeting internazionale, forse il giudizio può cambiare. Sino a dire che il 21enne velocista brianzolo, cresciuto a Costa Lambro, una frazione di Carate Brianza e formatosi sulle piste di Besana Brianza e Giussano, non poteva sognare un ritorno alle gare migliore di quello vissuto in provincia di Trento.

Filippo, che l’anno scorso a Madrid ha siglato il record italiano nei 100 metri con 9’’99 (clicca qui), infatti, ha corso in maniera autoritaria. Nonostante un vento contrario di 1,5 metri al secondo, è andato via in scioltezza e sul traguardo si è lasciato alle spalle il favorito della serata, il giapponese di origini camerunensi, Abdul Hakim Sani Brown, quest’anno capace di un personale di 9’’97.

Niente da fare anche per gli americani Cameron Burrell, terzo in 10’’37 e Demek Kemp, quinto in 10’’40. Quest’ultimo ha uno stagionale di 10’’03, decisamente più basso del 10’’10 che fino a questo punto della stagione Tortu è riuscito a correre ad Oslo e a Ostrava.

La giovane icona dell’atletica italiana, tesserato per le Fiamme Gialle, ex studente del Collegio Villoresi San Giuseppe di Monza (leggi l’articolo) e iscritto, grazie ad una borsa di studio, alla facoltà di “Economia e commercio” all’Università Luiss di Roma, è riuscito a sfruttare a dovere il nuovo manto color azzurro Regupol della pista di Rovereto. Proprio lo stesso tipo di Berlino, dove Usain Bolt nel 2009 siglò gli straordinari record mondiali di 100 e 200 metri.

“Sono molto soddisfatto della mia gara, una delle migliori della mia carriera – afferma Tortu al microfono della Rai poco dopo l’arrivo – in questi due mesi ho lavorato come non mai, ma una prestazione così convincente mi ha tolto anche i pochi dubbi che potevano essermi rimasti. Mi è piaciuta soprattutto la mia parte lanciata”.

La vittoria dello sprinter brianzolo al 55° Palio della Quercia di Rovereto, meeting Ea Premium è, dunque, una buona notizia per tutta l’atletica italiana. L’attesa, del resto, era tanta. Le prime uscite stagionali non sono state esaltanti. E l’infortunio, giunto il 30 giugno in California, in una delle tappe della Diamond League 2019, quando corse, come a Rovereto, in 10”21, aveva lanciato lunghe ombre. Anche sulla capacità di Filippo di reggere il tam tam mediatico seguente allo straordinario record italiano realizzato l’anno scorso.

Certo, tirato un sospiro di sollievo, ora si deve cominciare a fare davvero sul serio. Ma il velocista brianzolo, apparso a Rovereto anche più strutturato muscolarmente nella parte alta del corpo, sembra essere nelle migliori condizioni fisiche. Il prossimo test sarà il 9 settembre a Minsk, in Bielorussia, dove Filippo, insieme a Marcell Jacobs, rappresenterà l’Europa nei 100 metri della sfida agli Usa. Poi dal 27 settembre i Mondiali di atletica a Doha. Dove l’obiettivo è chiaro. “Punto ad andare in finale e a correre sotto i 10 secondi” dichiara con sicurezza.

A Doha spera di esserci, magari come riserva, anche Vladimir Aceti (nella foto in alto), che a Rovereto ha corso i 400 metri con un buon 46’’71. Il 21enne di origini russe, amico di Tortu, con cui per oltre dieci anni si è allenato sulla pista di Giussano prima del passaggio alle Fiamme Gialle, ha un primato di 45’’92 sul giro di pista. Gara in cui nel 2017 ha vinto l’oro agli Europei Under 20 di Grosseto.

Chi, invece, è già sicuro di esserci in Qatar è Lorenzo Perini, specialista dei 110 metri ostacoli. L’atleta, allenato dal monzese Giorgio Ripamonti, ha siglato quest’anno un ottimo 13’’45. A Rovereto si è fermato a 13”66.