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Movida in via Bergamo, la replica del Comune di Monza (e non solo) alle denunce

Movida in via Bergamo, la replica del Comune di Monza (e non solo) alle denunce

30 Agosto 2019

Episodi goliardici. Nessun segnale di un peggioramento della situazione ordine pubblico e vivibilità urbana in via Bergamo, considerata la strada della movida monzese. Il Comune di Monza risponde così al Comitato Monza Civile. Che ha deciso di passare alle vie legali, con tanto di denunce ai Carabinieri, dopo due episodi in cui, secondo i residenti, si sarebbe superata la soglia delle decenza e del vivere civile.

Il primo, avvenuto poco più di un mese fa (clicca qui), ha per protagonisti un centinaio di giovani ciclisti che hanno tenuto sveglia mezza strada con urla a schiamazzi. Il secondo episodio, che risale alla notte del 10 agosto (leggi qui), ha visto una decina di persone inscenare un rumoroso concerto di fronte al bistrot Turnè. Con sgabelli, chitarre, bonghi e l’occupazione dei marciapiedi circostanti. In entrambi i casi la denuncia del Comitato Monza Civile è relativa al reato previsto dall’articolo 659 del codice penale “disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone”.

“Non sono i due fatti di luglio e agosto, probabilmente goliardate, a doverci preoccupare per il comportamento dei nostri giovani, ma la presenza di bande dedite a furti e violenze, come quella recentemente bloccata in centro (leggi l’articolo) – afferma Massimiliano Longo, Assessore comunale al Commercio, al Lavoro, alle Attività produttive, al Turismo e alla Cultura – bisogna dare ai giovani della nostra città la possibilità di passare serate insieme, garantendo, allo stesso tempo, anche la tranquillità di chi vive in certe zone della città”.

“D’altro canto se si abita in centro, come me da quasi 40 anni, e si pensa di volere il silenzio alle 8 di sera, forse si è sbagliato posto in cui prendere casa” continua l’assessore comunale.

Su una lunghezza d’onda simile è anche Raffaella Pirola, presidente dimissionaria dell’Associazione Borgo Bergamo da cui è stata appena sfiduciata. Pirola accenna ad una sua spiegazione sui due episodi di luglio ed agosto. “La mia opinione, vista anche l’ora, tra mezzanotte e l’una, in cui sono avvenuti è che possano essere collegati al fatto che quest’estate non è stato possibile garantire la vigilanza privata in strada, inizialmente prevista dal giovedì al sabato, dalle 23 alle 3 di notte (qui l’approfondimento)” afferma.

Proprio su quest’ultimo punto l’ormai ex presidente dei commercianti esprime il proprio rammarico. “E’ stata una decisione molto sofferta, che ha impedito di avere anche la Ztl, ma purtroppo è venuto meno l’apporto di alcuni associati che avevano garantito il loro contributo economico per il pagamento della vigilanza” spiega la Pirola. “In ogni caso non vedo un peggioramento della situazione ordine pubblico nella nostra via – continua – gli interventi da parte della Polizia ci sono e sono volti a contrastare criticità già note, legate soprattutto ai soliti 3 o 4 locali da tenere più sotto controllo”.

Ormai l’estate 2019 si avvia verso il suo tramonto. Di vigilanza privata e Ztl in via Bergamo si tornerà a parlare l’anno prossimo. “Il Comune aveva dato il proprio consenso anche quest’anno e siamo pronti a concederlo anche l’anno prossimo – assicura Longo – ci auguriamo che i commercianti riescano a garantire gli standard di sicurezza necessari, che quest’anno erano venuti meno”.

Nel frattempo potrebbe subire una “battuta d’arresto” il percorso avviato quest’estate con iniziative quali “La Festa delle ciliegie” e “Luglio… Col bene che ti voglio”. Che, nelle intenzioni degli organizzatori, avevano l’obiettivo di dare una nuova immagine di via Bergamo. E sembrano aver avuto un riscontro positivo, anche dalla maggior parte dei residenti della via a due passi dal centro di Monza.

Il prossimo passo, allora, potrebbe essere l’apertura di un dialogo tra residenti, commercianti e Comune. “Nessun rappresentante del Comitato Monza Civile ci ha mai contattati fino a questo momento” affermano Pirola e Longo.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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