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Monza, Pedibus di viale Libertà e mobilità sostenibile: in autunno arriva anche l’app

Monza, Pedibus di viale Libertà e mobilità sostenibile: in autunno arriva anche l’app

24 Agosto 2019

Camminare è un’azione naturale per l’uomo, sin dalle sue origini. Le applicazioni per gli smartphone, anche se oggi ci sembrano altrettanto naturali per la loro incredibile diffusione, esistono da meno di 20 anni. Unire un gesto insito nella nostra natura con uno dei prodotti tecnologici di maggior richiamo è forse la sfida più curiosa del Pedibus di viale Libertà a Monza.

Il servizio, partito in via sperimentale verso la fine dello scorso anno scolastico per i bambini della scuola primaria G. Rodari (leggi l’articolo), da settembre, quando le scuole riapriranno i battenti dopo le lunghe vacanze estive, punta ad un salto di qualità.

Sia nel numero dei percorsi disponibili, con l’aggiunta di quello blu da Viale Libertà e via Gadda ai già attivati rosso da via della Guerrina e Bertacchi e verde da via Archimede. Sia nei mezzi a disposizione e nel coinvolgimento dei genitori dei bambini. Con l’obiettivo di estendere il Pedibus, messo in piedi con i finanziamenti del progetto europeo Life Monza (Progetto Life), anche ad altri istituti scolastici della zona.

“Nei primi giorni di settembre ci sarà un incontro tra il Dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di via Raiberti, di cui fa parte la primaria Rodari, i genitori e i promotori del Pedibus per vedere quanti sono interessati ad impegnarsi per portarlo avanti – spiega Giuseppe Bergamelli, referente del Controllo di Vicinato e della Consulta di viale Libertà e tra coloro che segue il progetto – tra gli elementi da valutare l’uso di un app, sviluppata dall’Ufficio Mobilità del Comune di Monza, che servirà ai genitori per mappare dove sono i propri ragazzi”.

Il nuovo strumento tecnologico, nelle intenzioni dei creatori, potrebbe avere anche un impiego più ampio del segnalare la presenza dei bambini partecipanti al Pedibus. “Si sta studiando anche la possibilità di assegnare dei punti o dei bonus ai genitori tutte le volte che il proprio figlio prende parte agli itinerari del progetto – annuncia Bergamelli – in modo tale, poi, da utilizzarli per acquisti in alcuni negozi di Monza con i quali è stato avviato un discorso in questa direzione”.

 Tutto questo non è ancora realtà, ma è molto più che un semplice sogno. Per la sua realizzazione concreta, a partire già dall’inizio del prossimo anno scolastico, c’è, però, bisogno di una maggiore partecipazione dei diretti interessati.

“E’ fondamentale che più genitori diano la loro disponibilità ad impegnarsi in prima persona – afferma il referente del Controllo di Vicinato e della Consulta di viale Libertà – l’anno scorso si è riusciti a far partire il progetto in via sperimentale quasi soltanto grazie ad un ristretto numero di volontari”. “Probabilmente in molti – continua – non avevano ancora capito come funzioni il Pedibus e pensavano che il proprio contributo finisse con l’iscrizione dei propri figli al servizio”.

La speranza, quindi, è che la proposta inserita nel progetto Life Monza, che punta alla riduzione dell’inquinamento acustico nel quartiere Libertà, riceva una risposta adeguata in primis dai suoi fruitori. Anche perché, alla base, c’è un discorso molto più ampio del semplice accompagnare a piedi i bambini a scuola. “Vorremmo che tramite il Pedibus si instauri un percorso di conoscenza del territorio e delle vie in cui si vive – spiega Bergamelli – il tutto inserito in un contesto che fa dell’ecologia un asse portante”.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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