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Monza: l'orto botanico intitolato a Lea Garofalo cerca nuovi volontari

Monza: l’orto botanico intitolato a Lea Garofalo cerca nuovi volontari

3 Luglio 2019

Nel cuore del parco della Boscherona, a Monza, sulle sponde del canale Villoresi, nelle vicinanze del Centro Commerciale Auchan del Rondò dei Pini, si trova un orto speciale: voluto dai sindacati dei pensionati Spi, Fnp, Uilp insieme a Libera Brianza, è dedicato alla memoria di Lea Garofalo, testimone di giustizia, uccisa proprio nelle vicinanze di questo luogo. In quattro anni di lavoro, l’orto è diventato un prezioso angolo di terra coltivato con fragole, erbe aromatiche, pomodori e insalata. Ci sono anche dei girasoli altissimi. Attualmente è curato da alcuni volontari, tuttavia il lavoro è sempre tanto, per questo i sindacati dei pensionati vogliono lanciare un appello: ‘Siamo alla ricerca di nuovi collaboratori, non soltanto pensionati, anche giovani che abbiano voglia di imparare come ci si prende cura di un orto. Inoltre saremmo lieti di accogliere qualcuno che abbia qualche idea innovativa per la gestione della nostra terra. Vorremmo fare la differenza, per mantenere sempre vivo il ricordo di Lea Garofalo’.

A Lea Garofalo, non una targa, ma un orto

‘Avevamo pensato a una soluzione diversa dal consueto per ricordare Lea Garofalo, non quindi una semplice targa, ma qualcosa che potesse restare per sempre e potesse essere anche un’occasione per informare le persone sulla storia di un’importante testimone di giustizia’, spiega Ambrogio Meroni della Fnp Cisl – un orto con una finalità didattica ci è sembrata un’ottima idea’.

‘Con la concessione di questo piccolo appezzamento di terra di proprietà del Comune e la collaborazione di Libera Brianza, abbiamo così dato vita al nostro orto. Attualmente è gestito da volontari principalmente anziani. Noi chiediamo alle persone di dedicarci un certo numero di ore alla settimana. Il nostro interesse non è tanto quello di produrre, quando quello di fare qualcosa che abbia un forte valore simbolico’.

‘Vorremo che l’orto potesse essere un’occasione per coinvolgere anche le scuole del territorio. Gli studenti, mentre vengono a visitare il nostro piccolo appezzamento di terra, hanno modo di scoprire la storia di Lea Garofalo. Sinora è successo poche volte, la più significativa è stata coi ragazzi dell’istituto d’arte di Monza: sono venuti qui alla Boscherona, hanno fatto delle riprese e poi hanno realizzato alcuni video, per un progetto scolastico. E’ stata una bella esperienza, peccato però che il rapporto con gli istituti scolastici sia piuttosto sporadico. Sono le scuole stesse ad avere dei piccoli orti, quindi diciamo che l’operazione più interessante da mettere in campo sarebbe quella di creare con tutti questi orti una rete di contatto’.

Fare rete con le scuole e con le aziende

‘Il progetto di fare rete con gli altri orti scolastici della città potrebbe essere esteso anche ad alcune aziende del territorio. Sono infatti molte le realtà che hanno concesso ai propri dipendenti di utilizzare aree intorno alla fabbrica per sviluppare un orto. Unirsi anche a loro potrebbe permettere di sviluppare progetti futuri ancora più interessanti’.

‘Inoltre avevamo pensato di allestire dei corsi per insegnare alle persone come ci si prende cura di un orto. In pratica un vero e proprio percorso formativo‘.

Volontari cercasi

I progetti dei sindacati dei pensionati per l’orto di Lea Garofalo sono tanti e tutti interessanti, ma ci sono anche delle necessità prioritarie, ad esempio la ricerca di nuovi volontari.

‘Siamo sempre alla ricerca di cittadini che abbiano voglia di collaborare a questo progetto. C’è sempre bisogno. Cerchiamo persone che abbiano voglia di fare un’esperienza diversa dal solito e nel contempo possano portare sul campo le loro competenze. Noi accogliamo a braccia aperte anche i giovani. Per questo stiamo cercando di organizzare una sorta di gara d’appalto, un concorso aperto a tutte le scuole del territorio, per cercare dei ragazzi che mettano le proprie conoscenze a nostra disposizione per la realizzazione di una struttura per il compostaggio’.

‘Oltre a pensare ai buoni propositi per il futuro però, dobbiamo anche affrontare alcuni problemi nel presente, come ad esempio quello dei furti. Come hai potuto vedere, qui nell’orto c’è una casetta in cui solitamente riponiamo gli attrezzi per la lavorazione della terra. Capita che qualcuno provi a forzare i lucchetti e poi alla fine non porti via praticamente nulla. Nonostante ciò, il disagio e il costo di una serratura rovinata da sistemare rimangono. E per una realtà che vive esclusivamente di volontariato è una criticità che sarebbe meglio non dover gestire. C’è anche chi è interessato solo alla frutta e viene a portarsela via, senza chiedere niente a nessuno, ma considerato che non siamo qui per fare profitto, questo rimane per noi un aspetto piuttosto marginale’.

Dunque, se il progetto dell’orto in memoria di Lea Garofalo vi entusiasma e volete diventare volontari, non dovete fare altro che inviare una mail al seguente indirizzo: fnp.brianza.lecco@cisl.it.

 

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Beatrice Elerdini
Giornalista per passione e professione, mi occupo ogni giorno di cronaca nera, politica, attualità, economia e musica. Amo viaggiare, per scoprire luoghi il più possibile sperduti e puri, sono attratta dalle macerie, perché è da lì che nascono le cose migliori. Adoro scorgere la verità in fondo agli occhi delle persone, trovare le loro cicatrici, gli amori, le delusioni e i riscatti. Tutto ciò che appare, ma anche ciò che non si vede è materia preziosa da raccontare. 'Scrivo da sempre e per sempre'. Sono profondamente empatica come ogni scrittore e giornalista deve essere e la mia vita non è che un vano riflesso di quella di tutti gli altri, che nelle parole, nude e crude, scorre impetuosa su un foglio vergine. Volete conoscermi meglio? Cercatemi sul web con nome e cognome!


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