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Fallimento Mercatone Uno, Cgil MB: “I dipendenti riceveranno il Tfr?”

Fallimento Mercatone Uno, Cgil MB: “I dipendenti riceveranno il Tfr?”

1 Luglio 2019

E’ una vicenda che riserverà sicuramente altre puntate. Anche perché, fino ad ora, la improvvisa chiusura dei 55 punti vendita Mercatone Uno, tra i quali anche quello di Cesano Maderno con i suoi 60 dipendenti (qui l’approfondimento), assomiglia quasi ad un film drammatico. Con tanto di colpi di scena ed emozioni forti. Solo che non sono per niente finzione i licenziamenti e le problematiche legate ai contratti e alla cassa integrazione.

Non a caso anche Maurizio Landini, segretario generale nazionale della Cgil, nella sua visita a Monza per la consegna dei diplomi ai giovani studenti della quinta edizione della Scuola di Formazione Politica Alisei (leggi l’articolo), ha sottolineato le molte difficoltà da risolvere in un incontro con una delegazione di lavoratori brianzoli di Mercatone Uno.

La vicenda, a livello nazionale e locale, tiene banco soprattutto per la ricerca di una soluzione per la cassa integrazione straordinaria. Che, per il momento, dopo il fallimento della holding Shernon, che controllava la catena di ipermercati per la grande distribuzione, tutela gli oltre 1800 lavoratori in Italia solo fino alla fine del 2019.

C’è, però, un aspetto della intricata crisi aziendale che è meno noto, ma non meno importante. Si tratta della liquidazione del Tfr (Trattamento di fine rapporto) da parte dell’Inps tramite il Fondo di garanzia. Il discorso è piuttosto complesso e parte nel 2015. Decretata dal Tribunale di Bologna, su istanza dei Commissari, infatti, l’amministrazione straordinaria della società, iniziò una lunga fase di incertezza anche per il recupero dei crediti dei lavoratori.

Che, anche nel nostro territorio, assistititi dall’Ufficio vertenze legale Cgil Monza e Brianza, hanno insinuato al passivo della procedura i rispettivi crediti per retribuzioni e Tfr e, successivamente, inoltrato le domande all’Inps per accedere al Fondo di garanzia per la liquidazione del Tfr maturato fino al 2006.

Poi i Commissari preposti alla procedura hanno accettato l’offerta di acquisto della Shernon. Che garantiva la continuità dei rapporti di lavoro in essere per circa il 90% degli occupati, ma con accordi individuali che prevedevano di liberare dalla responsabilità patrimoniale l’acquirente per i crediti maturati dai lavoratori fino alla data del trasferimento. Tutto questo in deroga a quanto previsto dal Codice civile in caso di trasferimento d’azienda. Una possibilità adottabile quando, come nel caso di Mercatone Uno, ci si trova in un caso di amministrazione straordinaria.

In una situazione del genere il Fondo di garanzia dell’Inps avrebbe dovuto corrispondere ai lavoratori il Tfr maturato alle dipendenze di Mercatone Uno sino alla data di subentro della Shernon Holding srl. Ma l’Istituto nazionale di previdenza sociale in molti casi ha respinto le domande inoltrate perché, non essendoci stata soluzione di continuità nel rapporto di lavoro, non si sarebbe realizzata la condizione di esigibilità del Tfr il cui presupposto è, appunto, la cessazione del rapporto di lavoro.

La Cgil nazionale è scesa in campo al fianco dei dipendenti di Mercatone Uno. Così si è arrivati alla circolare Inps, datata 14 giugno 2019, con la quale l’ente forniva indicazioni applicative omogenee alle proprie sedi territoriali.

“La circolare Inps avrebbe dovuto risolvere i problemi interpretativi e, invece, la vicenda si complica ulteriormente per l’intervenuto fallimento, in data 23 maggio 2019, della Shernon Holding srl, con conseguente retrocessione dell’azienda all’amministrazione straordinaria e, quindi, anche dei dipendenti – spiega  Giovanna Piccoli (foto in alto), responsabile dell’Ufficio vertenze della Cgil Mb – cosa succederà ora per le domande pendenti presso l’Inps? Vi sarà una conferma delle respinte oppure nonostante l’elemento di novità l’Istituto nazionale di previdenza procederà comunque a liquidare il Tfr richiesto?”.

L’incertezza regna ancora sovrana ed è difficile prevedere le risposte a queste domande. “Stiamo valutando come procedere anche con le nostre strutture nazionali – afferma Piccoli – è evidente che quanto accaduto per il Mercatone Uno, una situazione senza precedenti, merita un’attenta riflessione sulle conseguenze delle vicende circolatorie delle aziende sui diritti dei lavoratori coinvolti”.

“I lavoratori e le lavoratrici di Mercatone Uno avevano, con sacrificio, accettato le condizioni che avrebbero consentito il mantenimento della loro occupazione, compresa la riduzione degli orari di lavoro – continua – ora verranno collocati in Cassa integrazione straordinaria fino alla fine dell’anno con un trattamento ridotto in quanto calcolato sulle condizioni in essere alla data del fallimento Shernon anziché su quelle preesistenti la cessione”.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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