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Cosa vuol dire salvare una vita? A Monza la prima “tenda esperienziale” di Medici Senza frontiere

Un allestimento unico, per la prima volta in Italia. E' la "tenda esperienziale" di Medici Senza Frontiere, ospite di Synlab CAM Monza fino al 27 luglio. L'obiettivo? Toccare con mano tutto ciò che serve durante una missione umanitaria.

msf e Synlab mb

Per la prima volta in Italia una “tenda esperienziale” per raccontare la quotidianità di Medici Senza Frontiere: succede a Monza, grazie a Synlab Cam, centro medico e laboratorio di analisi da sempre attento ai temi della salute e della prevenzione.
Piccolo ma piena di sorprese, l’allestimento targato MSF sarà ospite di Synlab presso la sede di via Elvezia, da lunedì 22 a sabato 27 luglio. Una settimana speciale che permetterà ai cittadini brianzoli di “trasferirsi” virtualmente all’interno di una tenda di emergenza per toccare con mano alcuni degli strumenti che gli operatori usano quotidianamente durante le missioni.
“Collaboriamo con Medici Senza Frontiere dal 2017 e ne siamo orgogliosi – racconta Federica Gironi Responsabile Centri Diagnostici di Synlab CAM Monza. “La promozione della salute e l’importanza della formazione accomunano le nostre realtà: adesso l’obiettivo è rafforzare le conoscenze e le competenze sulla salute nella nostra comunità”.

Tutta un’altra medicina

Non chiamateli eroi, sono medici in carne ossa, con sogni, paure, speranze. Parola di Alessandro Jachetti, 33enne milanese, specializzato in medicina d’Emergenza-Urgenza all’università di Parma, dal 2016 operatore umanitario di Medici Senza Frontiere.
“Siamo esseri umani – racconta Alessandro alla platea giunta per ascoltare la sua testimonianza diretta – e abbiamo i nostri ideali, le nostre passioni. Pensi di aver capito tutto della medicina e poi ti ritrovi a fare cose impensabili, come far nascere dei bambini in un piccolo “ospedale” di Haiti. E allora tutto quello che hai letto nei libri prende forma in un modo inaspettato: è un cambio di prospettiva, è andare oltre rispetto alle risorse a cui siamo abituati”.

Numeri che fanno la differenza

Medici come Alessandro ce ne sono molti, in tutto il mondo. Ogni anno, circa 2.800 operatori internazionali, di cui circa 360 italiani, operano insieme a circa 31.000 membri dello staff locale in oltre 70 paesi al mondo, fornendo assistenza medica alle popolazioni colpite da conflitti, epidemie, catastrofi naturali o escluse dall’assistenza sanitaria. MSF è specializzato in interventi estremamente rapidi con l’obiettivo di gestire, contenere e affrontare situazioni emergenziali gravi.

“La velocità è fondamentale – continua Alessandro – una nostra struttura medica attrezzata deve essere pronta entro 48 ore dalla catastrofe. Da lì inizia un percorso di collaborazione con i medici e il personale locale: non è nella filosofia della nostra organizzazione “fare da soli”, anzi, si collabora e si sviluppano strategie di empowerment”.

MSF a Monza fino al 27 luglio

“Siamo qui a Monza per tante ragioni – racconta a MBNews Viola Maccabruni, coordinatrice di attività di raccolta fondi in MSF. “Sensibilizzare, informare, mostrare ai cittadini cosa facciamo e raccogliere i fondi necessari per svolgere il nostro lavoro. Medici Senza Frontiere riceve soldi esclusivamente da privati, non c’è nessuno stato o nessuna organizzazione parallela che ci finanza, quindi abbiamo bisogno del sostegno di tutti coloro che credono nella causa: vi aspettiamo!”.

La tenda esperienziale di MSF sarà aperta al pubblico fino al 27 luglio. Volontari e operatori saranno disponibili per eventuali domande e per la raccolta fondi. Tutte le informazioni sul funzionamento di Medici Senza Frontiere e capire come sostenere l’organizzazione come donatore o come lavorare in qualità di operatore umanitario, sono invece disponibili al sito https://www.medicisenzafrontiere.it.