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Seveso, vandali colpiscono anche nel centro del paese

Seveso, vandali colpiscono anche nel centro del paese

20 Giugno 2019
Le stagioni vanno e vengono, i ragazzini crescono, ma i vandali restano. Potrebbe essere questo il riassunto (amaro) di ogni estate sevesina: esattamente come denunciato lo scorso anno, quando dall’Altopiano i residenti si lamentavano di un gruppo di ragazzi che disturbava il vicinato, sporcava le strade e, spesso, vandalizzava e terrorizzava il quartiere. Non proprio una baby gang, insomma, ma qualcosa di abbastanza simile, se all’epoca le persone spiegavano che molti preferivano non denunciare per evitare ritorsioni.
Ora, all’inizio dell’estate del 2019, si ripresenta lo stesso problema, con le stesse modalità. Ma a lamentarsi, questa volta, sono gli abitanti del centro di Seveso, in particolare i residenti del condominio all’angolo tra via Monti e vicolo Giani: già a fine ottobre hanno firmato una petizione, indirizzata alla Polizia Locale, per chiedere un intervento contro quei gruppi di ragazzi che, come si legge nel testo, «in qualsiasi ora del giorno e della notte stazionano all’esterno creando enormi disturbi/disagi». Nella petizione, sottoscritta da una trentina di firme, si menzionano, in particolare, «schiamazzi, urla e musica ad alto volume», ma anche la spazzatura lanciata sui camminamenti, utilizzati come orinatoi pubblici «senza alcun ritegno e senza alcun senso civico».
«Purtroppo da quest’anno ci sono delle bande di ragazzini, che tutti a Seveso sanno chi sono, che vengono qua da noi e fanno quello che vogliono: casino, sporcizia, scritte sui muri – racconta un signore che, però, chiede l’anonimato per paura di essere preso di mira -. Un po’ hanno sempre stazionato qui: è l’unico posto in centro coperto, perché ci sono dei portici, l’anno scorso io stesso ho trovato delle siringhe per terra. Ora però la situazione è insostenibile».
«Ci sentiamo abbandonati – gli fa eco la moglie, anche lei rigorosamente in anonimo -. Venerdì scorso abbiamo chiamato i carabinieri per chiedere loro di intervenire ma ci hanno fatto capire che non lo ritenevano un problema importante, rispondendoci che se potevano sarebbero passati a dare un’occhiata. Non lo hanno fatto».

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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