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Ronco Briantino, crisi Frigel: gli scenari per i lavoratori - MBNews
Economia

Ronco Briantino, crisi Frigel: gli scenari per i lavoratori

Dopo la procedura di licenziamento collettivo ai lavoratori della Frigel di Ronco, l'azienda ha aperto gli scenari alternativi ai lavoratori.

frigel ronco briantino g

La Frigel di Ronco Briantino si avvia a chiudere lo stabilimento, dopo la notifica ufficiale del licenziamento presentata ai 29 dipendenti il 5 giugno scorso. Una decisione maturata dalla proprietà in seguito alla redditività negativa accumulata negli ultimi anni.

Ed ora per i lavoratori dell’impianto di via Brigatti c’è da decidere il proprio futuro professionale, in base anche alle “assunzioni compensative” che sono state messe sul tavolo dall’azienda l’indomani dell’avviso, per assorbire le uscite del personale. Anche se non a tutti.

Questo in attesa di capire in parallelo, se ci possano essere speranze di poter beneficiare di qualche cuscinetto sociale che attutisca l’uscita collettiva inattesa dall’azienda (che ha la sua sede principale a Firenze), che a luglio terminerà la produzione nel sito brianzolo.

E se Regione Lombardia, interrogata dal consigliere Alessandro Corbetta della Lega sull’argomento specifico, possa intervenire in qualche modo, almeno per garantire una buona uscita piuttosto che altre soluzioni che limitino il disagio degli interessati. Non per tutti però ci sarà l’opzione alternativa, una volta abbassata la saracinesca di Ronco Briantino.

“La proprietà ha dato qualche speranza di mantenimento del posto in altra sede, agli impiegati degli uffici tecnici e commerciali – fa sapere un dipendente – a cui è stata prospettata la possibilità di una ricollocazione interna all’interno di uffici ex novo in zona. Ad altri ancora, impegnati nel comparto dell’officina, è stata presentata l’ipotesi di uno spostamento nelle sedi di Padova o Torino. Per quattro figure del personale, invece, che operano nell’ufficio amministrazione, produzione e acquisti, non è stata prevista possibilità di trattativa. Per costoro non c’è quindi alternativa al licenziamento“.

L’età anagrafica dei lavoratori dello stabilimento è trasversale, per cui ci sono persone nel mondo del lavoro ormai da decenni, che dovranno reinserirsi “in corsa”, nel caso non accettassero spostamenti a distanze importanti dal luogo di residenza. Per queste potrebbe configurarsi la possibilità del diritto alla NASPI. 

Quanto all’ultima filiale dell’azienda in Polonia, aperta a fine aprile scorso, si tratta di un sito non produttivo, perciò non si può parlare di una delocalizzazione produttiva, come fu invece nel 2017 per la K-Flex di Roncello e suoi i 170 lavoratori.

Per l’azienda che si occupa della realizzazione e vendita di impianti di refrigerazione per piattaforme petrolifere, navi da crociera e similari, intanto, resta solo il tempo di completare gli ultimi lavori commissionati prima di chiudere l’esperienza ronchese.